AMIANTO: QUALCOSA COMINCIA A MUOVERSI

Sia pure solo a livello regionale qualcosa comincia a muoversi in Puglia sul grave e dimenticato problema amianto. A livello  locale tutto tace, mentre indiscriminatamente senza controllo alcuno continuano le manipolazioni e lo scarico abusivo di tali materiali che rendono sempre più grave la situazione nel nostro centro. Riportiamo di seguito l’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno:

Tutela della salute: La Puglia avrà il “Piano amianto”

BARI – Ci sono voluti 19 anni, ma alla fine è stato finalmente avviato il percorso che, in 18 mesi, dovrebbe consentire anche alla Puglia di dotarsi del piano regionale amianto previsto dalla legge 257 del 1992. Ieri la prima riunione con enti e associazioni convocata dall’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro.
La strada scelta è quella della partecipazione all’interno del percorso di Vas (Valutazione ambientale strategica). Gli organismi sanitari, quelli preposti ai controlli ambientali e per la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro, le agenzie regionali, i centri di ricerca, l’Università, i sindacati e le associazioni (tanto ambientaliste quanto rappresentative degli interessi degli esposti all’amianto e dei loro familiari) daranno ciascuno il proprio contributo per mettere a punto gli strumenti più idonei a conseguire gli obiettivi fissati: valutazione degli eventuali livelli di rischio legati alla persistenza di manufatti in amianto presenti sul territorio, monitoraggio sanitario ed epidemiologico, elaborazione di un piano per lo smaltimento dell’amianto, sensibilizzazione della popolazione e soprattutto individuazione di canali per il reperimento di risorse necessarie all’attuazione del piano.
Dal 1992, comunque, gli anni non sono trascorsi invano. Nella scorsa legislatura regionale, ad esempio, la giunta Vendola ha finalmente mappato, grazie al sistema Mivis di lettura iperspettrale in dotazione al Consiglio nazionale delle ricerche, le coperture in amianto su tutto il territorio regionale. Sono oltre 5mila. Studi di dettaglio sono poi stati compiuti in ambito epidemiologico visti i casi di studio legati ad esempio all’esposizione professionale all’amianto in luoghi quali l’arsenale di Taranto, il Petrolchimico di Brindisi o l’ex Fibronit di Bari. Questi studi sono stati spinti al punto da determinare, oltre al nesso causale diretto tra l’esposizione e l’insorgenza della malattia, anche una correlazione non trascurabile tra la presenza di grandi fonti d’inquinamento tra le case e l’insorgenza di patologie tumorali nella popolazione residente. Oggi, in attesa del raggiungimento del picco di casi fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità al 2020, il Centro operativo regionale dei mesoteliomi e patologie asbesto correlate ha censito in Puglia già mille decessi da mesotelioma pleurico, il tumore dell’amianto.
La recente revoca della procedura d’infrazione legata al risanamento dell’area industriale di Manfredonia e la messa in sicurezza d’emergenza della Fibronit di Bari, consegnata nel 2007, sono i due interventi di maggior evidenza tra quelli ai quali ha partecipato con ingenti risorse la regione Puglia. Ma insieme ai grandi siti inquinati, ci sono le coperture (ne abbiamo già parlato riferendo della mappatura effettuata negli anni scorsi) e i piccoli abbandoni che costituiscono un serio problema. Nelle campagne, ad esempio, negli ultimi anni sono stati rilevati numerosi casi di malattie asbesto correlate. E molti capanni sono ancora coperti da tettoie in cemento-amianto.
C’è bisogno di prevenzione e sensibilizzazione: effettuare opere di rimozione fai da te comporta rischi per la salute in primo luogo di chi le effettua. Ma c’è un problema di costi, tuttora elevati, che disincentivano il ricorso a imprese specializzate. Tra gli obiettivi del piano amianto c’è, a questo proposito, la possibilità di realizzare un albo regionale di imprese specializzate e autorizzate a rimozione e smaltimento dell’amianto, a costi convenzionati. Le imprese, invece, potrebbero trovare un utile incentivo nel conto energia: il governo stanzia 5 centesimi per ogni chilowatt/ora prodotto da chi sostituisce le coperture in amianto con pannelli fotovoltaici.


Nuove foto circa la situazione amianto a Bovino

 

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Nella prima foto sopra, nuovi rifiuti di eternit sulle sponde del Cervaro in contrada Isca, nella seconda  un dumper in una strada di Bovino con calcinacci ed eternit pronto ad essere scaricato chissà dove………  a sinistra ancora un camino in evidente e pericolosissimo stato di sfibramento. Sono casi da risolvere in loco senza aspettare la regione, le fibre di amianto non perdonano.

One thought on “AMIANTO: QUALCOSA COMINCIA A MUOVERSI

  1. Effettivamente i costi per la rimozione e lo smaltimento sono molto ma molto elevati… mi hanno fatto un preventivo di 10.000 euro per una tettoia in eternit… sono senza parole.

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