LA CHIESA E LA CONGREGA DEL ROSARIO

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 La Chiesa del SS. Rosario e la sua Confraternita attraverso i secoli fermandoci ad osservare i monumenti di Bovino, è spontaneo pensare alla molteplicità degli avvenimenti, fermenti di idee, alla storia civile, religiosa che ha caratterizzato le tortuose stradine del

La Madonna del Rosario

La Madonna del Rosario

nostro paese attraverso i secoli. Anche le chiese, mute nella loro austerità, ne sonotangibile testimonianza. Percorrendo fino in fondo via S. Domenico, si giunge davanti alla suggestiva Chiesa, incastonata tra gli edifici del rione e il vecchio Palazzo degli Uffici, ora sede del Comune. La sua costruzione risale al 1205, per volere del vescovo Roberto, che la dedicò all’Arcangelo Michele, chiamandola appunto Chiesa dell’Angelo. Annesso al tempio fu costruito un Ospizio, una struttura in grado di offrire assistenza e ospitalità ai pellegrini ed ai crociati che attraversavano il Vallo o che provenivano dalla vicina Via Francigena (collegamento fra Troia e Siponto). Fino al 1422 non si hanno notizie sul complesso Robertino: infatti questa data, incisa all’interno della Chiesa, ne indica il rifacimento e l’ingrandimento ad opera del vescovo Pietro de Auletta, dell’Ordine di S. Domenico. Nel 1456 la Chiesa dell’Arcangelo Michele fu affidata ai Padri Domenicani. Il Barone Matteo Estendardo aveva chiesto a Papa Paolo II di consentire la presenza di religiosi domenicani per spronare, per ravvivare la fede ed il culto di Maria. Il Papa acconsentì a tale pia richiesta con Breve del 23 maggio 1465 all’allora Vescovo Mons. Natolo Lombardo. E’ successivamente alla battaglia di Lepanto (7 ottobre 1591) che si ha notizia della Confraternita del Santissimo Rosario, fondata dai frati di Sant’Angelo, per devozione alla Vergine. Gli iscritti al Pio Sodalizio dovevano promuovere la recita del Rosario, sensibilizzare i fedeli al culto divino, compiere opere di pietà e di suffragio. Dopo il terribile terremoto del 1626, la Confraternita del SS. Rosario ricevette consistenti donazioni dai fedeli, che permisero di riparare i danni ed apportare modifiche alla navata, al transetto e all’abside della Chiesa. Ulteriori citazioni si evincono dalle Visite Pastorali, in particolare quella di Mons. Ceraso nel 1685, che attestano l’attività e la dedizione dei confratelli. L’espansione fu facilitata notevolmente con le donazioni e i lasciti della famiglia Durante.

La chiesa del Rosario

La chiesa del Rosario

Tale sodalizio, nonostante l’assistenza spirituale dei Domenicani, godeva di autonomia organizzativa ed economica, disponeva di beni rilevanti che venivano amministrati con estrema saggezza, fornendo un annuale resoconto all’autorità ecclesiastica. L’opera svolta aveva raggiunto, alla fine del Seicento, ottimi risultati: aveva costituito una forte aggregazione tra i fedeli, che seguivano, diffondevano la devozione per la Vergine Maria ed aveva realizzato una diffusa pratica di opere di misericordia. Nella seconda metà de Settecento, anche se la congregazione versava in una situazione economica precaria, fu restaurata la facciata del tempio. Sul portale rettangolare a frontone orizzontale, c’è una scritta del 1754 che ne attesta la committenza: “ SUMPTIBUS VENERABILIS CONGREGAZIONIS S. S.ROSARII INNOVATA ANNO DOMINI 1754”. Sul fregio è presente la scritta precedente dell’anno di costruzione 1205, alla cui sinistra è presente una croce circoscritta da un elemento circolare, mentre sul frontespizio, vi è una testa a mezzo tondo, che raffigura S. Domenico. Al priorato di Giuseppe Forlivio, risale l’epigrafe lapidaria che attesta la realizzazione della tribuna dell’organo e dell’organo stesso, per opera della Confraternita “SOCIETAS SS. ROSARII UT MAGIS SERVIAT DOMINO IN LETITIA HANC PARVAM FABRICAM CUM ORGANO DE SUMPTIBUS SUI FIERI FECIT. ANNO DOMINI 1780” . Qualche anno prima, nel 1761, era stata fusa la maggiore delle quattro campane, che dava il segnale del coprifuoco all’epoca in cui i Padri Domenicani si erano stabiliti nell’annesso edificio. Su di essa erano scolpite le immagini della Vergine del Rosario e di S.Domenico con la legenda “ Verbum caro factum est et habitavit in nobis”. Il decreto 448

Il campanile

Il campanile

del 7 agosto 1809, sancì definitivamente la soppressione di tutti gli istituti religiosi possidenti, di conseguenza i domenicani dovettero abbandonare la Chiesa, che restò in possesso della Confraternita del Santissimo Rosario, la cui regola era già stata approvata da Ferdinando IV, il 1 dicembre 1801. Dopo questo infausto evento, i confratelli curarono, a proprie spese, l’officiatura dei riti religiosi, il mantenimento del tempio, che fu chiamato dal popolo, Chiesa del S. S. Rosario. L’amministrazione delle rendite veniva controllata accuratamente dall’Intendenza di Capitanata, affiancata dal sindaco in carica. Intorno alla metà dell’Ottocento, si effettuarono rimaneggiamenti all’interno della Chiesa: è del 1854 l’altare in marmo che segna il passaggio tra il presbiterio e l’abside, come testimonia l’iscrizione “ nel priorato di Marco Scacchio, Gaetano Grasso e Carlo Gisonni, anno 1854”. Il secondo altare , che presenta una nicchia centrale al cui interno c’è la statua della Madonna del Rosario, è di stile chiaramente ottocentesco. La scalinata in pietra che passa dalla navata al presbiterio reca l’epigrafe “sotto il priorato di Giuseppe Lobozzo e Luigi Marseglia cassiere, anno 1858”. All’inizio del Novecento il sac. Don Faustino Marseglia, per incrementare la devozione a S. Vincenzo Ferreri, santo domenicano, costituì una confraternita a lui dedicata. Durante l’Episcopato di Mons. Cornelio S. Cuccarollo (1923- 1931), il convento di Sant’Angelo con l’ospizio annesso fu abbattuto per permettere la costruzione del Palazzo degli Uffici, che esiste tuttora ed è la sede del Comune di Bovino. Purtroppo, durante questi lavori, fu abbattuta la sacrestia: difatti sul lato sinistro della navata, è presente un portale in pietra con inciso sull’architrave “Sacrestia- 1644”. Furono modificate la cappella di S. Vincenzo Ferreri e quella di Santa Filomena. Dal 1925 è cambiato anche il campanile, che si trova sulla destra e le cui celle campanarie sono situate al terzo livello, che in passato sicuramente non esisteva. Particolari le tre campane: la più grande reca la scritta “ Regina Sanctissima Rosarii, ora pro nobis, anno 1941”, con un bassorilievo raffigurante la Madonna tra due santi; la seconda presenta la dicitura “Santa Filomena prega per …, A. D. 1941” ed è istoriata dalle immagini della Madonna, del Crocifisso e dell’Arcangelo Gabriele; sulla terza, la più antica, si legge “ Verbum caro factum est et habitavit in nobis, A.D. 1729”. Sono trascorsi più di otto secoli tra vicende umane, storiche, religiose e tutt’oggi possiamo ammirare uno spaccato importante della nostra storia religiosa, socio-culturale ed architettonica. Attualmente, la guida spirituale della Chiesa del S. S. Rosario e della Confraternita è don Paolo Lombardi. Il priore della Congregazione è Ugo Ianniello, gli iscritti sono oltre quaranta, che con grande devozione e generosità, si impegnano a rispondere alle esigenze spirituali e pratiche dei fedeli, rinnovando, ringiovanendo le antichissime tradizioni che appartengono alla memoria storica collettiva bovinese, donando con entusiasmo il proprio contributo d’amore, di fede ad un paese che merita di essere riconosciuto ed apprezzato. Nel 2001, il compianto prof. V. Maulucci e don Paolo Lombardi, pubblicarono “ Sant’Angelo di Bovino- otto secoli di storia della città” , preziosissima raccolta di notizie, di studio organico e minuzioso delle vicissitudini, dei fasti della Chiesa e della Confraternita. Bovino.                                                                                                                                                             Lina Franza

2 thoughts on “LA CHIESA E LA CONGREGA DEL ROSARIO

  1. Ciao Vento sempre più interessante il tuo sito e vedo che hai anche validissimi collaboratori. All’autrice di questo articolo i miei complimenti.
    Mi stai facendo invaghire sempre più della tua Bovino che purtroppo ebbi modo di vedere in minima parte, quando venni ad agosto a vedere la tua mostra, a causa del poco tempo a disposizione ma appena posso manterrò la mia promessa, intanto continuo ad erudirmi sul tuo blog.

  2. Bravissima Lina e complimenti per tuo questo splendido servizio, ne aspetto altri.

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