ANCORA SMALTIMENTO SELVAGGIO DI AMIANTO?

20110714_5

Questo cartello attesta lavori di manutenzione straordinaria per per il condominio di via Europa ai civici 5 – 7 – 9. Il fabbricato in oggetto trovasi a cavallo, appunto, di via Europa, ove sono gli ingressi, e via Nazionale dove è esposto il cartello.  A seguito di diverse segnalazioni ci siamo recati sul posto constatando che in effetti non si tratta di semplici manutenzioni straordinarie ma bensì dello smantellamento del tetto in eternit, operazione questa, ben più complessa, che va chiaramente, per il pericolo e la delicatezza dell’intervento, definita: Rimozione e bonifica amianto.

20110714_7

Ecco come si presentava il fabbricato in oggetto lunedì 11 c. m., con l’enorme quantità di di manufatti in eternit e con il ponteggio pronto per le operazioni, ma senza alcuna segnaletica di rimozione amianto e di pericolo e senza nessun altra sicurezza per gli inquilini e gli abitanti della zona. In questi casi la zona va evacuata, protetta e recintata.

20110714_26

Oggi mercoledì 13 c.m. il tetto appare completamente smantellato e l’operazione è stata eseguita da operai che, per unica sicurezza, indossavano una tuta bianca e nemmeno una mascherina.

Considerato che la quantità di manufatti, anche solo visivamente, è di gran lunga superiore ai 30 –40 mq e oltre 300 kg di peso, come da normativa, l’operazione di bonifica e risanamento deve obbligatoriamente seguire un iter particolare ed essere effettuata da impresa specializzata iscritta all’albo dei bonificatori, ci chiediamo:

  • Si è compilato e presentato un piano di lavoro alla ASL e si è ottenuto da essa l’autorizzazione alla rimozione?
  • In caso positivo, come mai non si sono usate le sicurezze del caso recintando la zona e munendola di appropriati cartelli di pericolo?
  • L’impresa esecutrice è autorizzata e iscritta all’albo dei bonificatori?
  • Gli esecutori materiali dell’intervento, erano operai specializzati muniti di patentino come previsto dalla normativa?
  • I manufatti asportati sono stati, come previsto, sigillati immediatamente in sacchi da 30 kg. contenente le indicazione di materiali pericolosi e affidati ad impresa autorizzata allo smaltimento?
  • L’impresa smaltitrice ha rilasciato regolare ricevuta di smaltimento da consegnare poi alla ASL?
  • In caso contrario, quale discarica abusiva sono andati ad alimentare i manufatti asportati, costituendo così, un pericolo maggiore e prolungato nel tempo?

Siamo certi che i tempi impiegati per tale operazione non erano sufficienti per adempiere a quanto sopra e vorremmo davvero sbagliarci, con la speranza (vana?), che non  sia stato compiuto un altro grave attentato contro la salute pubblica, e soprattutto di chi ha operato e vive nei dintorni tra l’indifferenza di chi è preposto ai controlli.

Continue reading

ANCORA AMIANTO SELVAGGIO A BOVINO

Da diversi giorni, all’imbocco di via Galeone a Bovino (Fg), giace una gran quantità di eternit, celato dietro una catasta di tegole, ma comunque ben visibile. I manufatti sono

Amianto in via Galeone a Bovino

Amianto in via Galeone a Bovino

pezzi di una canna fumaria in amianto cemento, evidentemente smontata in un rifacimento di copertura,  e chiaramente manipolata senza sicurezza e precauzione alcuna e certamente da smaltire abusivamente, come si suole, lungo qualche strada dei dintorni di Bovino.  Nella zona in questione abbiamo già segnalato il 1 ottobre 2010 la presenza di pannelli di copertura in eternit, che sono rimasti per molto tempo accantonati insieme ad altri rifiuti speciali e più recentemente, l’ 8 marzo 2011 la presenza per diversi giorni di un dumper pieno di eternit tritato. Queste azioni sono veri attentati alla salute pubblica ed in particolare di chi abita nelle vicinanze e…  chi le compie è un assassino!

Purtroppo a Bovino, nonostante il gran parlare da un anno a questa parte, nulla si è fatto malgrado le promesse di parlarne seriamente e intanto il nostro amato centro continua ad essere sempre più inquinato dalle micidiali fibre. Rimuovere e smaltire grandi quantità di amianto, potrebbe essere certamente molto delicato e costoso. ma operare in sicurezza per piccole quantità, quali appunto le canne fumarie, bastano poche attrezzature e regole da seguire che forse sono ignorate dagli operatori edili e per questo abbiamo sempre chiesto (ma inutilmente) una campagna di aggiornamento e sensibilizzazione che non sarebbe di certo costata più di quanto si spende per sovvenzionare una delle tante manifestazioni varie.

L’ Amianto uccide! Bisogna convincersi prima che sia troppo tardi e vigilare affinchè queste azioni vengano perseguite per la sicurezza e la salute di Bovino tutta.

AMIANTO: QUALCOSA COMINCIA A MUOVERSI

Sia pure solo a livello regionale qualcosa comincia a muoversi in Puglia sul grave e dimenticato problema amianto. A livello  locale tutto tace, mentre indiscriminatamente senza controllo alcuno continuano le manipolazioni e lo scarico abusivo di tali materiali che rendono sempre più grave la situazione nel nostro centro. Riportiamo di seguito l’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno:

Tutela della salute: La Puglia avrà il “Piano amianto”

BARI – Ci sono voluti 19 anni, ma alla fine è stato finalmente avviato il percorso che, in 18 mesi, dovrebbe consentire anche alla Puglia di dotarsi del piano regionale amianto previsto dalla legge 257 del 1992. Ieri la prima riunione con enti e associazioni convocata dall’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro.
La strada scelta è quella della partecipazione all’interno del percorso di Vas (Valutazione ambientale strategica). Gli organismi sanitari, quelli preposti ai controlli ambientali e per la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro, le agenzie regionali, i centri di ricerca, l’Università, i sindacati e le associazioni (tanto ambientaliste quanto rappresentative degli interessi degli esposti all’amianto e dei loro familiari) daranno ciascuno il proprio contributo per mettere a punto gli strumenti più idonei a conseguire gli obiettivi fissati: valutazione degli eventuali livelli di rischio legati alla persistenza di manufatti in amianto presenti sul territorio, monitoraggio sanitario ed epidemiologico, elaborazione di un piano per lo smaltimento dell’amianto, sensibilizzazione della popolazione e soprattutto individuazione di canali per il reperimento di risorse necessarie all’attuazione del piano.
Dal 1992, comunque, gli anni non sono trascorsi invano. Nella scorsa legislatura regionale, ad esempio, la giunta Vendola ha finalmente mappato, grazie al sistema Mivis di lettura iperspettrale in dotazione al Consiglio nazionale delle ricerche, le coperture in amianto su tutto il territorio regionale. Sono oltre 5mila. Studi di dettaglio sono poi stati compiuti in ambito epidemiologico visti i casi di studio legati ad esempio all’esposizione professionale all’amianto in luoghi quali l’arsenale di Taranto, il Petrolchimico di Brindisi o l’ex Fibronit di Bari. Questi studi sono stati spinti al punto da determinare, oltre al nesso causale diretto tra l’esposizione e l’insorgenza della malattia, anche una correlazione non trascurabile tra la presenza di grandi fonti d’inquinamento tra le case e l’insorgenza di patologie tumorali nella popolazione residente. Oggi, in attesa del raggiungimento del picco di casi fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità al 2020, il Centro operativo regionale dei mesoteliomi e patologie asbesto correlate ha censito in Puglia già mille decessi da mesotelioma pleurico, il tumore dell’amianto.
La recente revoca della procedura d’infrazione legata al risanamento dell’area industriale di Manfredonia e la messa in sicurezza d’emergenza della Fibronit di Bari, consegnata nel 2007, sono i due interventi di maggior evidenza tra quelli ai quali ha partecipato con ingenti risorse la regione Puglia. Ma insieme ai grandi siti inquinati, ci sono le coperture (ne abbiamo già parlato riferendo della mappatura effettuata negli anni scorsi) e i piccoli abbandoni che costituiscono un serio problema. Nelle campagne, ad esempio, negli ultimi anni sono stati rilevati numerosi casi di malattie asbesto correlate. E molti capanni sono ancora coperti da tettoie in cemento-amianto.
C’è bisogno di prevenzione e sensibilizzazione: effettuare opere di rimozione fai da te comporta rischi per la salute in primo luogo di chi le effettua. Ma c’è un problema di costi, tuttora elevati, che disincentivano il ricorso a imprese specializzate. Tra gli obiettivi del piano amianto c’è, a questo proposito, la possibilità di realizzare un albo regionale di imprese specializzate e autorizzate a rimozione e smaltimento dell’amianto, a costi convenzionati. Le imprese, invece, potrebbero trovare un utile incentivo nel conto energia: il governo stanzia 5 centesimi per ogni chilowatt/ora prodotto da chi sostituisce le coperture in amianto con pannelli fotovoltaici.


Nuove foto circa la situazione amianto a Bovino

 

20110501_10

20110427_39

20110427_38

Nella prima foto sopra, nuovi rifiuti di eternit sulle sponde del Cervaro in contrada Isca, nella seconda  un dumper in una strada di Bovino con calcinacci ed eternit pronto ad essere scaricato chissà dove………  a sinistra ancora un camino in evidente e pericolosissimo stato di sfibramento. Sono casi da risolvere in loco senza aspettare la regione, le fibre di amianto non perdonano.

AMIANTO ANCHE SULLE SPONDE DEL CERVARO.

Grandi quantità di amianto scaricate abusivamente sulle sponde del Cervaro.

unione_3_650_01


Le Sponde del Cervaro oltre ad essere divenute ricettacolo di ogni sorta di rifiuti, sono ora anche discarica abusiva di amianto. Grazie alle nuove strade, risulta facile arrivare in posti dove scaricare abusivamente qualsiasi cosa senza essere visti. Difatti si trovano un po’ dappertutto gomme d’auto, batterie, elettrodomestici fuori uso e quanto altro si possa immaginare e naturalmente non potevano mancare grandi quantità di eternit che vanno ad aggravare sempre più la già catastrofica situazione di Bovino circondato da discariche abusive tra l’incuria dei responsabili della salute pubblica. In una di queste  in contrada Iancoppa, oltre eternit di vario genere, si trovano anche rifiuti di chiara provenienza ENEL quali isolatori in vetro e ceramica, resti di pali elettrici e porta isolatori da palo in cemento. Non vogliamo dimenticare le varie betoniere fornitrici di cemento che scarico i resti un po’ ovunque.

Siamo anche rimasti perplessi nel trovare in una discarica pezzi di mura antiche in opus incertum, evidentemente anche le vestigia dell’antica Vibinum quando capitano a tiro vengono distrutte incoscientemente (vedi la scomparsa della fonte romana in contrada mastro Carlo).  Ma quello che più ci preme per la salute pubblica, è il continuo abbandono, ovunque, di resti di amianto e la manipolazione senza sicurezza alcuna. Fino a qualche giorno fa un dumper pieno di eternit tritato è stato lasciato in una pubblica piazza di Bovino, poi evidentemente sarà stato scaricato chissà dove. I resti chiaramente di una canna fumaria erano stati tritati per non dare troppo nell’occhio e questo con grave incoscienza di chi ha operato e grave pericolo per gli abitanti dei dintorni, perché tritare l’eternit  fa spigionare nell’aria un’ingente quantità di fibre e basta inalarne una per essere cancro certo. Restare immobili dinanzi a tanta gravità è quantomeno segno di incoscienza e senso civico e non bisogna dimenticare le responsabilità alle quali si va incontro. Per una Bovino vivibile sicura, bisogna al più presto porre rimedio a questi abusi.

unione_2_650_03

Il dumper carico di eternit lasciato per alcuni giorni in una via centrale.

IN PRIMO PIANO L’EMERGENZA AMIANTO A BOVINO (FG).

Anche "L’ORTESE" il periodico dei 5 Reali Siti evidenzia il caso amianto a Bovino.

Ecco la copertina del periodico L"Ortese":

blog1_920_01

 Questo l’articolo pubblicato:

file0067_951_01

file0068_650_01

Riportiamo il testo in caratteri più leggibili:

BOVINO UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA IMBOTTITO D’ AMIANTO

Guardando i tetti di Bovino la cosa che più colpisce sono le centinaia di canne fumarie, la maggior parte di esse ancora in eternit, materiale usato nei decenni scorsi per camini, coperture, contenitori di acqua eccetera.

         Venivano denominati eternit, dal nome dell’azienda che li produceva, i manufatti ottenuti con la mescola di cemento e fibre di amianto, con una forte resistenza alla trazione, all’usura e al fuoco. Trovarono quindi facile e larghissimo impiego nelle costruzioni  soprattutto nel quarantennio dal 1950 al 1990 anche perché venivano prodotti come coperture piane e ondulate, lastre perimetrali, tubazioni, canne fumarie e serbatoi per acqua.

         Purtroppo  da appropriati studi e ricerche, risultò  la pericolosità dell’amianto come  materiale fortemente cancerogeno e apportatore di tumore ai bronchi e  alla pleure nel caso di inalazione di fibre e con la legge n. 257 del 27 marzo 1992 veniva vietato in Italia l’estrazione, l’esportazione, l’importazione, il commercio e la produzioni di manufatti o altro contenente amianto. La stessa  legge conteneva le direttive per la difesa e il risanamento  di aree, fabbriche, edifici e quanto altro interessato dall’amianto.

          In particolare il comma 1 dell’articolo 12 recita così:

1.   Le unità sanitarie locali effettuano l’analisi del rivestimento degli edifici di cui all’articolo 10, comma 2, lettera l, avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli uffici tecnici degli enti locali.

           A circa 20 anni dall’entrata in vigore della suddetta legge, Bovino in provincia di Foggia uno dei borghi più belli d’Italia, è imbottito completamente di amianto. I tetti sono cosparsi di camini in eternit. E se contano a centinaia, molte canne fumarie si innalzano lungo le pareti di diverse case e, tante sono ancora le case ricoperte completamente di tegole in eternit,  in molte abitazioni esistono ancora i serbatoi di riserva acqua in cemento amianto.

Bovino rispetto ai centri vicini è senz’altro il paese dove tale materiale abbonda almeno il triplo in quanto negli anni cinquanta venne largamente impiegato da alcune ditte che che costruirono il primo nucleo fuori della cinta muraria e operarono anche nella ristrutturazione di altri fabbricati soprattutto installando le nuove canne fumarie che apparivano molto più funzionali.

            Sappiamo che allo stato di buona conservazione non esistono pericoli gravi ma è anche certo che allo stato di sfibramento l’amianto significa morte………    e lo sfibramento è facile a causa del tempo, delle intemperie, delle vibrazioni, sia pur minime, degli edifici al passaggio di auto e soprattutto dell’azione del vento che a Bovino non è certamente un dolce zefiro primaverile. Ma poi, basta guardarsi intorno per vedere lo stato fatiscente di tanti manufatti in amianto esistenti nelle case di Bovino.

Ma quello che più preoccupa è la manipolazione selvaggia che in questi periodi sta avvenendo da parte di privati e operatori edili che rimuovono manufatti in cemento amianto senza sicurezza alcuna né per chi opera né per chi risiede nei dintorni e la manipolazione di tale materiale significa sfibramento e e liberalizzazione nell’aria delle micidiali fibre pericolo che aumenta in quanto poi tali rifiuti speciali non vengono smaltiti come previsto dalle norme in vigore ma abbandonate in decine di discariche abusive che stanno sorgendo intorno al nucleo abitato costituendo così un gravissimo pericolo mortale per chiunque.

E’ da tener presente che le fibre di amianto o asbesto che dir si voglia, non danno immediatamente gli effetti, ma l’incubazione dura dai 15 ai 20 anni, quindi inalare una fibra adesso significa accorgersene fra 20 anni e questo forse è quello che fa prendere a tutti la cosa sotto tono e quasi non credere alla nocività.

Inoltre sembra che la maggior parte ignori tali pericoli sarebbe quindi necessaria una campagna di sensibilizzazione in materia e per cittadini e per gli operatori del settore.

Come mai dopo tanti anni chi predisposto non ha mai effettuato un censimento degli edifici interessati o qualche monitoraggio ambientale per controllare la situazione? La salute pubblica non è forse un’ obbiettivo primario?

Come mai non viene effettuato alcun controllo sulle decine di discariche abusive che ogni giorno aumentano lungo le strade appena fuori il centro abitato?

Come mai nei permessi o licenze di ristrutturazione degli edifici non si è messa la condizione di rimozione dell’amianto?

              La mortalità per cancro a Bovino (come altrove) è elevata e non sappiamo se inconsciamente qualcuna sia avvenuta appunto per questi motivi……

               Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi.

Quanto sopra è da mesi ormai che viene trito e ritrito sul Web da parte di “Ventoamico blog”e gran parlare ne hanno fatto anche i “Bovinesi Doc” su Facebook,. Anche un quotidiano di Foggia ne ha parlato a lungo l’estate scorso riportando anche un’intervista al sindaco di Bovino Michele Dedda che si dichiarava pronto a parlarne seriamente ma a distanza di mesi nulla si è mosso: le uniche cose a farlo sono state soltanto le foglie degli alberi cadute in autunno.

BOVINO: MANIPOLAZIONE E SMALTIMENTO DI AMIANTO SEMPRE PIU’ SELVAGGIO

Grave il rischio per chi opera abusivamente.
Dalla foto, come20101112_17.JPG avevamo previsto con l’articolo del 10/11/2010, si può ben notare che è stata tolta la canna fumaria in eternit ed in pessimo stato che era su quel muro e che i resti appena rimossi sono magicamente spariti dalla circolazione. Anche questa volta con matematica certezza possiamo affermare che il tutto è avvenuto senza nessuna sicurezza considerata la velocità dell’operazione. La scomparsa dell’amianto dovrebbe far piacere……… ma purtroppo questa scomparsa e tante altre che, quotidianamente si verificano a Bovino, sconvolgono e destano preoccupazioni enormi perché contrariamente a quanto previsto dalle vigenti norme, vengono manipolate, come detto e ridetto, senza sicurezza alcuna né per chi opera nè per si trova nei dintorni. La legge viene completamente ignorata, non solo da chi opera ma da chi è preposto alla sicurezza della nostra città mettendo noi tutti a rischio di malattie gravissime ed inguaribili specie in considerazione che questi rifiuti, opportunamente tritati per non renderli troppo visibili vanno ad impinguire le innumerevoli discariche abusive nei dintorni di Bovino che non essendo controllate da alcuno finiranno per sommergere Bovino di rifiuti nel mentre sprigioneranno le malefiche fibre di amianto nell’ambiente rendendo invivibile la nostra città. Il Primo Cittadino e l’amministrazione tutta (come le precedenti) sta dimostrando quanto poco tenga alla salute dei cittadini e al  mantenimento in buono stato di quello che uno dei borghi più belli d’Italia. Siamo ormai arrivati ad un punto in cui, considerato il menefreghismo,  dobbiamo chiederci: Ma questa gente, non vuole per chissà quale motivo, ha paura di agire, oppure è ignorante in materia?

BOVINO (FG): Continua l’abuso nella rimozione amianto.

Certamente ricorderete queste immagini che postammo insieme ad altre in questo blog in data 05/07/2010 con un articolo dal titolo: "PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO":

    20100901_2_334_01   20100901_1_334_01

 Con quel post denunciavamo le rimozioni continue a Bovino e senza sicurezza di materiali contenenti amianto e il relativo smaltimento in discariche abusive invocando l’azione del Comune a fare una campagna di sensibilizzazione verso cittadini ed operatori del sistema sui pericoli di tali operazioni per la popolazione tutta, oltre che per i diretti operatori, molte volte all’oscuro del pericolo che corrono a causa di una mancata informazione e trascuratezza totale di un così importante argomento.

Ebbene a distanza di quattro mesi non si è mossa una foglia in questa direzione ed indiscriminatamente come denunciato in altri successivi articoli si continua a manipolare incoscientemente tale pericolosissimo materiale.

Nella foto seguente il ponteggio allestito per il ripristino della facciata ci fa intendere chiaramente che anche la canna fumaria (che è quella delle due precedenti foto) sarà di certo rimossa ,con gravissimo pericolo per gli abitanti della zona, essendo essa in fase di sfibramento, e ulteriore pericolo rappresenterà per la zona dove sarà abusivamente smaltita. Il nostro non è un processo al futuro abbiamo la certezza matematica che tra qualche giorno questo camino in eternit scomparira, senza che nessuno abbia vigilato sulla cosa, e questo e grave considerando i vari casi denunciati.

20101104_6_707

Noi non vogliamo tormentare nessuno, ne denunciare legalmente alcuno (anche se ormai questo punto diventa un dovere farlo se le cose continuano ad andare a questo mdo)  perchè siamo certi che basta un pò di buona volontà per fa sì che certe cose vengano fatte in sicurezza facendo un’opportuna campagna che tra l’altro possa indicare anche i sistemi per rimuvere in prorio piccole quantità di questi materiali come previsto dalle vigenti normative ma non tocca a noi farlo, nè ne abbiamo la competenza.

Tag:

IL CASO AMIANTO A BOVINO IL PIU’ LETTO SUL "QUOTIDINO DI FOGGIA"

ANCHE SUL BLOG DEL "QUOTIDIANO DI FOGGIA" IL CASO AMIANTO E’ IL PIU’ SEGUITO.

L’allarme amianto nel nostro comune tiene sempre banco e risulta essere al centro dell’interesse di una moltitudine di persone. Oltre ai nostri blog che lievitano sempre più in questi giorni per l’interessamento sempre maggiore di quanti sono presi dalla questione amianto, anche il blog del "QUOTIDIANO DI FOGGIA" (Il giornale che vergognosamente ha fatto marcia indietro sulla questione) da per più interessanti e letti appunto i blog che riguardano il caso amianto a Bovino:

il_quot_438_01

Da tutto questo si evince che la popolazione aspetta quelle notizie o novità che dovrebbero arrivare da chi competente in materia. Purtroppo Sindaco ed amministrazione sembra non vogliano receperire in alcun modo il grave problema. E intanto continuano le manipolazioni abusive e di conseguenza  l’abbandono di eternit in ogni dove. E pensare che una volta rimosso, frantumato e abbandonato in luoghi pubblici il pericolo diventa sempre più grande. Almeno a questo si potrebbe sopperire in modo facile ma evidentemente manca la volontà e la paura di perdere qualche voto da parte chi opera in questo modo è più importante della sicurezza e sanità pubblica per chi ci amministra.

20101023_25_500_01

Quest’immagine ritrae l’ultimo rifacimento di un tetto, con sgargianti tegole rosse, sul quale fanno bella mostra due splendidi nuovi comignoli in acciaio inox che certamente avranno sostituito le vecchie canne in eternit (non possiamo affermarlo perché non l’abbiamo notate prima dei lavori) ma tutto fa suppore, visto che l’edificio è vecchio, che esistessero delle vecchie canne e nel caso, che fine hanno fatto e chi e come è stata fatta l’eventuale rimozione?

Questi controlli vogliamo innanzi tutto perché sono questi interventi che allo stato attuale aggravano la situazione.

COMIGNOLI ASSASSINI E FROTTOLE DEL SINDACO

 

014_666_01

  015_692_01

Con alcune foto, vogliamo dimostrare lo stato di degrado della maggior parte dei manufatti in eternit esistenti in Bovino. La prima foto sopra rappresenta due case con relative canne fumarie  e la seconda il primo piano e lo stato di una di esse. Come si può facilmente notare il manufatto é enormemente fatiscente al punto che ha richiesto interventi di stuccatura e ancoraggi con ferro filato, il cappello poi è letteralmente frantumato e mancante di buona parte del supporto che chissà in quanti pezzi si sarà frantumato che saranno stati portati chissà dove dal vento con conseguente sfibramento e rilascio di fibre nell’ambiente. inoltre il resto del cappello caduto è poggiato precariamente sul canna verticale e certamente appena ci sarà quel Favonio che spesso è di casa a Bovino chissà dove sarà trasportato frantumantesi e rilasciando nell’aria le mortali fibre. Inoltre (è questa una nota extra ma credo doverosa), allo stato, quel camino può essere causa d’intossicazione da monossido di carbonio, se ancora serve qualche camino attivo, per le persone che ne fanno uso essendo quasi totalmente ostruito ed i fumi non possono liberamente evacuare.

Le altre due foto invece ritraggono la parte superiore dell’ex comune  ora adibito a scuole con sede del liceo classico "LANZA" ed il primo piano del comignolo della canna fumarie della centrale termica di detto edificio. Crediamo non ci sia bisogno di commenti tanto è evidente lo stato di logoramento della parte superiore quasi completamente consumato quindi sfibramento attivo a tutti gli efetti e rilascio continuo nell’ambiente di fibre d’amianto per tutti senza che nessuno si sogna minimamene di porvi rimedio.

022_500_01

021_692

Ma quel che più è importante è che il Sindaco in un intervista a un quotidiano ha affermato di aver bonificato tutti gli edifici comunali. Questa foto dimostra che la sua è una menzogna a tutti gli effetti. Ma non vogliamo darLe colpe per queste sciocchezze ma vogliamo semplicemente stuzzicarlo affinché prenda a cuore la situazione per il bene di quei cittadini che l’hanno chiamato ad amministrare la cosa pubblica, perché il problema esiste ed è gravissimo e non può in alcun modo il Primo cittadino ignorarlo.

LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOVINO

AL SINDACO DI BOVINO  Michele Dedda.
index.jpg

Ill.mo Signor Sindaco

Premesso che:

-è scientificamente dimostrato e non esistono dubbi che l’amianto è una sostanza altamente nociva per la salute e che in Italia le morti, causate da gravi malattie dovute all’inalazione di polveri e di fibre sottili di tali silicati, ammontano a 5.000 unità all’anno.

-la legge 257 del 27 marzo 1992, recante norme relative alla cessazione dell’amianto, prevede tra l’altro il divieto di estrazione, lavorazione, utilizzo e commercializzazione dell’amianto la bonifica degli edifici, delle fabbriche del territorio, unitamente a misure per la tutela sanitaria e previdenziale dei lavoratori già esposti all’amianto. A quasi 15 anni dalla sua promulgazione a Bovino è stata completamente ignorata.

-nel nostro comune è presente un’ingente quantitativo di manufatti in cemento-amianto (eternit), di gran lunga superiore a quello di comuni limitrofi, soprattutto in tetti di edifici costruiti negli anni 50/60, canne fumarie, serbatoi di acqua e molto probabilmente anche in vari impianti di riscaldamento.

-che dal blog “VENTOAMICO” è da circa un’ anno che stiamo denunciando la cosa, soprattutto per quanto riguarda la manipolazione di detti materiali, da parte di operatori edili e privati, senza alcuna sicurezza e il relativo smaltimento in discariche abusive, sorte a decine nei dintorni di Bovino, con aggravamento di pericolo per tutti e che Lei signor sindaco ne è a conoscenza avendo risposto per ben due volte ad interviste, sul tema da noi trattato, da parte di un quotidiano regionale e tutt’ora non ha mosso un dito scaricando ad altri le competenze.

In virtù del fatto che Lei è la massima autorità sanitaria locale, quindi responsabile della salute pubblica e che la legge Le permette di adottare provvedimenti e ordinanze contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che possano minacciare l’incolumità dei cittadini,

LE CHIEDAMO SIGNOR SINDACO:

di voler con la massima urgenza intervenire e realizzare un piano di bonifica ambientale che potrebbe consistere nelle seguenti azioni:

1.Avviare una campagna di informazioni e di sensibilizzazione sul problema amianto, sui rischi che esso comporta sulla salute e l’ambiente e sulle disposizioni di legge che mettono al bando l’amianto stesso e indicano i criteri e le metodologie corrette per il relativo smaltimento.

2.Procedere ad un censimento di localizzazione di strutture pubbliche o private contenenti materiali costruiti con fibre di amianto (coperture di tetti, canne fumarie, rivestimenti isolanti, vasche di deposito acqua, coibentazioni di tubazioni di riscaldamento) facendo ricorso a specifiche tecniche, sopralluoghi ed analisi per il riconoscimento di tali materiali.

3.Procedere attraverso l’Asl ad un monitoraggio ambientale anche extra cittadino.

Tali tecniche analitiche consentiranno di determinare la qualità e la quantità di amianto in campioni in massa o di terreno, di determinare la concentrazione di fibre aereo-disperse nell’ambiente e di valutare lo stato di degrado di coperture e canne fumarie come previsto dalla NORMA UNI 10608/97.        Quanto sopra farà disporre di un patrimonio informativo per poter eventualmente seguire un efficace piano di risanamento e bonifica della nostra Bovino:

4.Effettuare un adeguato controllo nei lavori di restauro di edifici per verificare i corretti interventi e smaltimenti di questi materiali.

5.Promuovere ,come tanti altri comuni hanno già fatto, convenzioni con operatori del settore con il coinvolgimento dell’ALS o eventualmente dell’ARPA, per poter eseguire rimozione, trasporto, smaltimento e bonifica di siti e discariche abusive a tariffe agevolate.

6.Intensificare per quanto possibile e migliorare i controlli ed usare in caso di necessità anche sanzioni adeguate.

Quanto sopra, eccetto gli ultimi punti che sono dei suggerimenti personali, non è nostra invenzione ma lo prescrive la legislazione in materia ed essendo il caso di vitale importanza, Le chiediamo, signor sindaco,che venga immediatamente messo in atto con precedenza assoluta perché è un nostro diritto ed un Suo dovere.

Distinti saluti

Pasquale Garofalo.

QUOTIDIANO DI FOGGIA": IMBAVAGLIATO?

Dopo essersi atteggiato a paladino, nel caso amianto a Bovino, il "QUOTIDIANO DI FOGGIA"  tira i remi in barca.

file0004_evidenziatorid500_692.jpgCominciammo a parlare di amianto a Bovino, nel lontano dicembre dello scorso anno, e passammo quasi inosservati. Dopo altri post nel maggio e giugno di questo anno, molti furono a sensibilizzarsi su Facebook ed in particolare "BOVINESI DOC" che, forte, fece sentire la sua voce.

Dopo il nostro post del 5 luglio scorso ed  esattamente il giorno 7, fummo contattati tramite posta elettronica da un giornalista del "QUOTIDIANO DI FOGGIA" che ci annunciava che il giorno dopo sarebbe stato pubblicato un ampio sevizio sul caso che stavamo portando avanti.

In effetti il quotidiano oltre al titolo in prima pagina, pubblicò un servizio,  completo di molte nostre foto a colori, facendo riferimento ai nostri post e alle tante richieste di "BOVINESI DOC" e di altri, naturalmente mettendo inizialmente bene in risalto il successo avuto nella rimozione di lastre di amianto a Via Colmo nel Capoluogo, grazie al "Quotidiano di Foggia".

Nei giorni a seguire e per ben cinque volte il problema fu trattato ampiamente dal quotidiano che puntualmente faceva seguito ai nostri post, mettendo ben in risalto le nostre considerazioni e  prese anche contatto col primo cittadino Bovinese riportandone alcune dichiarazioni.

Il 31 luglio col titolo più dolce ed accattivante: "Il sindaco Dedda alla città: parliamone ma seriamente", si dava quasi a capire che la situazione non era poi tanto grave, che rimuovere l’amianto se in buono stato era la cosa peggiore che si potesse fare (chissà su quale sito web sarà stata letta questa cretinata), e quasi far capire che dai blog era stato sprigionato solo veleno e post polemici quindi il dialogo dell’amministrazione poteva avvenire ma non certo con noi.  Si sollevava il sindaco dalle sue competenze dichiarando che erano tutte delle Asl, mentre come abbiamo citato in altro nostro post, sono innanzi tutto del Sindaco in prima persona che in quanto tale è la più alta autorità sanitaria locale e questo se non si sa, lo imparino quelli del "Quotidiano" onde evitare di scrivere altre cretinate. (L’Asl o l’Arpa, a pagamento, vengono allertate dal sindaco per le competenze tecniche). Seguivano ancora altre dichiarazioni sconclusionate e false considerazioni con una specie di intervista al sindaco Dedda, incontrato al termine di una conferenza stampa di presentazione dei Centri Visite dei Monti Dauni. Dopo di che è calato il sipario. Non sappiamo se a quell’intervista sia seguita una cena…….. ma di certo, sappiamo che non una sola goccia di inchiostro è stata più consumata sull’argomento dal "QUOTIDIANO DI FOGGIA" e non solo… abbiamo pubblicato altri post e come con i precedenti li postavamo per conoscenza sulla pagina del giornale su Facebook e visto che non avevamo risultati, un paio di giorni fa,  pensando che sfuggissero alla vista in mezzo ad altri link, ne postammo qualcuno in più, risultato: Cancellati!   Alla richiesta di spiegazioni ci fu risposto: li cancelliamo per pubblicare le notizie…  E per completare, fu cancellata la nostra amicizia che tra l’altro… era stata da loro richiesta:  nemmeno il coraggio di spiegare o cercare una scusa per un voltafaccia repentino e senza motivo, e per l’abbandono di una causa giusta nell’interesse e per salute del popolo. Tutto questo fa supporre la mancanza di qualsiasi etica professionale.

Dal canto nostro porteremo avanti le idee per la salvaguardia dell’ambiente e la salute nostra e di chi ci circonda senza avere nessuno scopo personale o politico che sia, anche essendo perfettamente coscienti che perderemo le grazie di parecchi……….. ma il bavaglio non ce lo metterà nessuno.

Siamo certi di avere l’obbligo morale di andare avanti, il rischio è molto di più di quel che si pensa.

Abbiamo notato tanti altri voltafaccia, ma siamo certi di non essere soli e soprattutto guardando le testimonianze che ci pervengono e le statistiche sappiamo che siamo seguiti. Migliaia le pagine viste del nostro blog in questi giorni in ogni parte del mondo. Per semplicità e spazio vi mostriamo

Il resoconto delle visite di ieri al nostro blog dalla sola Europa:

Catturax.JPG

Catturaz.JPG2073 visite solo dall’Italia e anche se sembrano ignorarci in molti, ieri dalla sola Bovino abbiamo avuto 196 visite e dalla prov. di Foggia circa 320 ed in questi ultimi giorni ci siamo visti proiettati ai vertici della classica di Leonardo come il blog più letto. Questi dati dimostrano che il problema amianto è sentito dappertutto e da molti mentre stampa e aventi competenza si tirano indietro. Dati che ci confortano e ci aiutano ad andare avanti nella nostra battaglia anche, se come detto, ignorato pure da parecchi amici (qualcuno seguendo le orme del giornale ha cancellato anche i miei link) e senza l’appoggio di qualche decina di copie del "QUOTIDIANO DI FOGGIA".

Nella foto sopra, evidenziato il blog "VENTOAMICO" primo in classifica dei più letti di Leonardo.

SCAPPA!!!! E metti in salvo i tuoi cari.

TOCCANTE ED IMPORTANTE TESTIMONIANZA SULL’AMIANTO.

Tra le diverse testimonianze pervenuteci postiamo questa che ci sembra molto importante perchè, tra l’altro, mette in evidenza i tempi di incubazione delle fibre di amianto che vanno intorno ai 30 anni, per cui si può desumere che teoricamente molti di noi potremmo già essere affetti da cancro senza saperlo.

Leggete attentamente:

.41382_100000269132878_4946_n_267_03 Gianni Pellegrini   3 ottobre 2010 alle ore 2.24

Caro Pasquale,
leggo con estremo piacere (e dolore) la tua mail, anzi lettera (mannaggia, sempre in inglese dobbiamo parlare…).
Le amicizie nate su facebook non hanno un codice etico tradizionale, per cui mi permetto di darti del tu pur non sapendo se hai 30 o 60 anni, se sei studente universitario o Rettore della Sapienza ;-))
Io ne ho 38, sono un prof. di italiano e latino, ma anche cantautore, nonché marito e padre di due bimbi.
Si, ho avuto tragicamente a che fare con l’amianto. Se vuoi potrò tranquillamente dare una testimonianza circostanziata, anche di persona, su quello che abbiamo passato per il nostro adorato papà, uomo meraviglioso, di altri tempi. Una forza della natura stroncato in 20 mesi da un cancro aggressivissimo che se l’è mangiato vivo a soli 68 anni.
Trafila in breve (ma dovrei raccontare più dettagliatamente gli agghiaccianti particolari, parliamo di nov. 2008 – lug. 2010):
versamento pleurico, diagnosi del mesotelioma, chemioterapia, asportazione di polmone – pleura – pericardio – diaframma – due costole (all’Istituto Naz.le dei Tumori di Milano), radioterapia, farmacoterapia (quella sempre), di nuovo chemioterapia, poi mesotelioma anche all’altro polmone e metastasi improvvise e galoppanti negli ultimi due mesi di vita. E addio papà…
Io sono disperato, non so fare a meno di lui, e sto chiedendo al Signore ogni giorno di illuminarmi per capire come fare ad andare avanti senza di lui.
L’incubazione dura circa trenta – quarant’anni, le fibre di amianto sono spesse un millesimo di un capello, e basta respirarne per bene una buona boccata per avere ipotecato con buona probabilità questo terribile esito decenni dopo.
Alcuni studi dicono che l’ondata gigantesca non è ancora davvero cominciata, nonostante sia sempre più alto il numero di ammalati di mesotelioma pleurico. Il grosso si avrà nei prossimi 15 – 25 anni, e coinvolgerà anche le mogli che lavavano le tute da lavoro dei mariti, o i figli che ci giocavano ignari, o gli abitanti delle zone interessate.
Insomma moriremo da fessi, lo scenario è apocalittico ma ancora più lo sono le foto di Bovino e di tanti posti (ovunque, ahimè). Pensa che a Foggia in pieno centro storico c’era un cinema, fino a pochi anni fa, in dismissione che aveva a vista l’intera copertura in eternit. Ci fu una battaglia micidiale cominciata da mia moglie che abitava di fronte, e continuata da uno di rifondazione comunista che riuscì a farla rimuovere.
E tutte le sere la movida foggiana si svolgeva là… sole pioggia vento afa, estate inverno… e poi ancora due scuole elementari e negozi, case, vita.
Vedendo la situazione di Bovino attraverso le tue foto, mi viene solo voglia di dirti: SCAPPA!!!! E metti in salvo i tuoi cari.
I bovinesi e tutti gli altri evidentemente non si rendono conto del pericolo, specie quando lo si rimuove a mani nude. Quando è compatto forse non è (ancora) letale, ma basta una briciolina infinitesimale (e invisibile all’occhio umano) per combinare un guaio irreparabile. Penso soprattutto a quelli che si credono furbi e lo prendono con le mani per andarlo a gettare in aperta campagna. Sicuramente mettono in pericolo la vita degli altri, e sono bestie ignoranti e delinquenti. Ma mettono a rischio quasi certamente la loro vita, proprio mentre credono di essere furbi.
Verrò a qualunque conferenza, su qualunque palco, davanti a qualunque telecamera, se ne avrai bisogno.
E ti ringrazio a nome di mio padre.
Alla prossima
Gianni.

AMIANTO NEI POSTI PIU’ IMPENSATI

ANCHE LE PIAZZE DI BOVINO ORMAI INVASE DA RIFIUTI DI AMIANTO.

Caro vento, mi sa che sei un po’ arretrato, difatti residuati di eternit ormai si accantonano impunemente anche nelle piazze di Bovino non solo in periferia. Non ci credi? riprendi la tua macchinetta e vai nella piazza (non c’é nome purtroppo e chissà perché) tra via Olmo e via Galeone e cerca tra il materiale del cantiere in atto.

Questo uno dei commenti al mio ultimo post sull’amianto a Bovino: Parliamone ma seriamente.

Seguendo le indicazioni dell’amico che si firma ‘”l’Osservatore Bovinese”crediamo di aver individuato il luogo indicatori ed ecco il risultato:

Amianto nascosto

   Eccolo l’amianto assassino, ben nascosto da occhi indiscreti dal lato piazza sotto un telone ed altri rifiuti o materiali ma ben visibile dalla parte inferiore. Non non vogliamo colpevolizzare nel modo più assoluto chi ha operato perché ci viene spontaneo chiederci: L’autore è al corrente del pericolo corso o che ha fatto correre a chi per lui ha operato? E’ al corrente del pericolo che può arrecare a terzi nelle vicinanze di  dove è stato depositato il manufatto?  (In stato friabile, si nota chiaramente la rottura ad un lato).

    Noi siamo certi che in molti ancora non è chiaro il pericolo di questo materiale altrimenti nessuno si esporrebbe al rischio di trovarsi ammalato di cancro da un giorno all’altro.

    Ed è per questo che suggerimmo di riportare alla mente, con manifesti e magari con postille nei permessi di ristrutturazione, l’esistenza di precise normative in materia e del grave rischio che si corre manipolando tale manufatti.  Pensiamo che questo non costi molto e non sia affatto pleonastico come dichiarato dal Sindaco.

    Ora resta da vedere come e dove sarà smaltito quel materiale, in quale posto di Bovino andrà abbandonato contribuendo ad aggravare la già disarmante condizioni delle discariche abusive.

    Eppure basta solo un po’ di buona volontà per prevenire ed impedire queste cose che minano la sicurezza e la salute pubblica.

PARLIAMONE MA SERIAMENTE…..

LE ULTIME PAROLE FAMOSE…………

Questo, quanto dichiarato dal Sindaco di Bovino al “QUOTIDIANO DI FOGGIA” il 31 luglio ultimo scorso. Ma a quanto sembra, parlare di amianto non piace molto, anche se la situazione amianto a Bovino è grave e non si può ignorare. Non ci si culli sugli allori che l’amianto in buono stato può restare, niente di più falso, la legge prevede la rimozione totale anche se non con urgenza, e bisogna comunque dimostrarne il buono stato e monitorarlo di continuo fino alla rimozione.

Il mese di agosto di tutto si è parlato, sono stati affissi tanti manifesti che per poco non si tiravano dietro le pareti, si è stati sempre impettiti in prima linea in qualsiasi manifestazione, e forse è stato anche giusto……….. ma è passato quasi un altro mese e non si è aperto bocca su una questione di vitale importanza. Le competenze lo ribadiamo, sono del Sindaco come abbiamo già detto nel nostro precedente post del 08 agosto scorso titolato “MENTRE A ROMA SI DISCUTE, SAGUNTO VIENE ESPUGNATA”. Il sindaco è la massima autorità sanitaria locale ed in questa veste ha l’obbligo di tutelare, con qualsiasi mezzo e ricorrendo a qualsiasi altro ente superiore, la salute pubblica. Quindi innanzi tutto si premuri a far intervenire l’Asl per un completo monitoraggio ambientale per assicurare tutti del non degrado dei manufatti in amianto esistenti in Bovino e caso mai intervenire in quei casi laddove necessita..

liceo_lanza_450_01 Questa in cattivo stato tra l’altro è la canna fumaria del liceo "LANZA" uno degli edifici comunale che da quanto affermato dal Sindaco dovrebbero essere stati tutti  bonificati.

Comunque quello a cui teniamo di più é che vengano controllate le manipolazioni abusive e i relativi smaltimenti durante i lavori di restauro perché i dintorni di Bovino stanno diventando una colossale discarica.

Nei giorni scorsi ancora una brillante canna fumaria in acciaio è sorta al posto di una eternit e quindi come al solito, situazione di pericolo per sfibramento durante la rimozione sia per gli operai che per gli abitanti della zona, e pericolo continuato per lo sfibramento dei pezzi rotti e buttati nella prima discarica abusiva come immaginiamo che sia avvenuta la cosa, non avendo visto come al solito nessuna manovra o condizione particolare che potesse far pensare ad una rimozione in sicurezza e al relativo smaltimento.

non_smaltimento_450

 L’ultimo dei frequentissimi casi di manipolazione di manufatti di amianto senza sicurezza con conseguente discarica abusiva.

E così tra l’indifferenza di chi dovrebbe vigilare e provvedere che ciò non avvenga, i dintorni di Bovino si stanno saturando di rifiuti di amianto che si trovano in ogni dove è la legge “RONCHI” non presenta dubbi su come devono avvenire amministrate e da chi le discariche specie quelle di materiali inquinanti e nocivi, anzi da essa, chiaro traspare, che il sindaco, in veste di autorità sanitaria locale, può e deve adottare ordinanze contigibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare quei pericoli gravi che minacciano la salute pubblica. Quindi, cosa si aspetta?

lastre_eternit_450_01

canali_eternit_450_01

Nelle due foto sopra ,tegole e canali di amianto in due delle decine di discariche abusive che sorgono giorno per giorno nei dintorni di Bovino.

MENTRE A ROMA SI DISCUTE, SAGUNTO VIENE ESPUGNATA.

Parliamone, questo l’invito del Sindaco di Bovino, sulla questione amianto in un intervista rilasciata al “QUOTIDIANO DI FOGGIA”

 

Parliamone! E’ appunto questo, che stiamo facendo da diversi mesi cercando di sensibilizzare l’attenzione di privati, imprese e responsabili della salute pubblica su un problema gravissimo ma purtroppo ignorato, dimenticato, a volte snobbato, soprattutto da parte di chi è competente: Lo smaltimento dell’amianto o dei suoi derivati, che purtroppo come detto e ridetto, abbonda nella nostra città come dimostrato da tante foto nei nostri post precedenti. Quel che più importa però, è la manipolazione senza precauzioni e sicurezza e sopratutto l’abbandono di manufatti nelle varie discariche abusive che infestano la periferia del nostro paese. Questo appunto e soprattutto questo, abbiamo cercato di evidenziare nei nostri vari interventi preoccupandoci naturalmente anche del mancato monitoraggio ambientale mai effettuato, nonostante l’enorme quantità di materiali contenenti amianto, esistente in Bovino, molti dei quali sono in evidente stato di friabilità e sfibramento quindi pericolosissimi per la salute pubblica.

“ASBESTO: LA MORTE ALEGGIA SUI TETTI DI BOVINO” fu il titolo del nostro primo post sul Blog “VENTOAMICO”datato 03 dicembre 2009. In esso facevamo notare come a distanza di anni dalla legge che bandiva l’amianto, la regione Puglia era quella che insieme al Molise aveva fatto poco o nulla per la sicurezza amianto e né tantomeno gli enti locali si erano preoccupati di censire o monitorare l’ambiente a Bovino senza mai chiamare in ballo direttamente persone o amministratori contro i quali nulla abbiamo anche in considerazione dell’amicizia e della stima che nutriamo per quasi tutti loro e concludevamo molto semplicemente così: “Il nostro vuole essere un pro memoria e un appello per la sensibilità degli amministratori affinché prendano a cuore il grave problema per rendere migliore e vivibile il nostro paese”.

Non vedendo alcun risultato tangibile, e tenendo a cuore la nostra incolumità e quella dei nostri concittadini tutti, ritornavamo sull’argomento in data 03 giugno 2010 con post dal titolo: “BOVINO: RISCHIO AMIANTO” ed anche questa volt,a senza polemica di sorta, ribadendo un po’ gli argomenti del primo post evidenziavamo lo stato fatiscente di alcuni manufatti esistenti, ed ancora la mancanza di un censimento e di un monitoraggio ambiente, invitando l’amministrazione a rendere edotti cittadini e operatori sulla pericolosità dell’amianto magari con manifesti e postille nelle concessioni edilizie atte a prevenire lo smantellamento e lo smaltimento abusivo, concludendo così:

“Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi”.

Ribadivamo ancora col post “PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO” in data 05 luglio 2010 la necessità di monitoraggio ambiente e l’intervento urgente in eventuali casi gravi se mai ne risultassero e mettevamo in risalto uno dei tanti interventi non in sicurezza e il relativo smaltimento di certo abusivo su una canna fumaria in eternit.

Ancora un intervento abusivo su materiale in eternit nell’ultimo nostro post in data 11 luglio 2010 titolato : “AMIANTO A BOVINO: LA STORIA SI RIPETE” per evidenziare un altro caso di manipolazione abusiva di manufatti in fibre di amianto ma il tutto comunque serenamente senza pregiudizi ed unicamente allo scopo di contribuire nel nostro poco alla salute pubblica.

009_500_01

026_500

              Due delle numerose discariche abusive nei dintorni di Bovino con evidenti manufatti in eternit.

Tutta questa premessa, per chiarire alcune affermazioni del Sindaco di Bovino rilasciate al “QUOTIDIANO DI FOGGIA” che ci lasciano un po’ perplessi e qualcuna ci sembra anche forse un po’ lesiva nei nostri confronti che abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per chiunque:

1) Non abbiamo mai affermato o chiesto di inserire norme restrittive nelle concessioni edilizie ma semplicemente di ricordare quelle vigenti, e questo di certo non è pleonasmo soprattutto considerando che questo sistema e un pò usato dalla maggior parte dei comuni italiani, facendo si che, proprietari e operatori edili, vengano invogliati alla rimozione e smaltimento legale, tramite ditte autorizzate, di eventuali manufatti in amianto, avviando così una graduale bonifica dell’ambiente. Si eviterebbe in questo modo anche il problema di dover gestire un eventuale sito di stoccaggio da parte del comune.

2) Non abbiamo mai chiesto la rimozione dei manufatti di proprietà privata ben sapendo che non è necessaria la rimozione (anche se consigliata) di quei manufatti che risultano ancora in buono stato, ma solo un censimento e monitoraggio ambientale, ed è obbligo del comune chiedere tale monitoraggio alla ASL, ma questo non è stato mai fatto.

3) Si è mostrata la preoccupazione di dover sprecare soldi del comune per la pulizie e la bonifica di siti inquinati da privati, ma non ci si è preoccupati di far sì, e vigilare che ciò non avvenga, e purtroppo questa mancanza ha fatto in modo che questi siti spuntassero a decine nei dintorni di Bovino.

4) Si è messo in evidenza di essersi sforzati a creare un clima di dialogo attorno alla complessa questione, sulla quale, come detto sopra, abbiamo noi aperto il tema, ma si rileva che il confronto non può essere affidato ai post più o meno polemici e velenosi pubblicati in questi giorni. Ci sarebbe gradito sapere da quale nostro post in particolare si evince la polemica e lo sprigionarsi del suddetto veleno. Evidentemente sono solo modi di mettere in mala luce chi cerca di prodigarsi per il bene comune e cercare di nascondere le proprie responsabilità.

5) Si è chiesto di far luce sulle competenze istituzionali e questo ci preoccupa molto. Non è molto rassicurante da parte di una amministrazione essere all’oscuro di leggi e competenze che riguardano la salute pubblica. Tutti sappiamo che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale e che in questa veste, il sindaco può e deve adottare ordinanze contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Basta questo a chiarire a chi competono certi obblighi e a far si che ci si rimbocchi le maniche e si cominci ad operare per il bene comune, senza tergiversare o giocare a scarica barile.

In questo nostro intervento forse appare un pò di polemica e di certo non vuole essere tale ma soltanto un piccolo chiarimento ed ancora uno sprone ad operare prontamente almeno per un monitoraggio ambiente che potrebbe anche risultare positivo ed è quello che cerchiamo per essere sereni. Soprattutto insistiamo ancora sul controllo delle discariche abusive almeno di quelle che riguardano questo micidiale materiale che molte volte viene tritato,con maggior pericolo e nascosto sotto altri rifiuti o addirittura interrato.

Continueremo nel prossimo post per chiarire meglio le competenze e le modalità di rimozione soprattutto per chiarire la tesi errata che dà, come controproducente intervenire su materiali ancora in buono stato (ammesso che ce ne siano). Cercheremo di dare qualche ragguaglio più preciso, in virtù della nostra esperienza in materia, per aver operato e collaborato anche se non direttamente, ma parallelamente con imprese e tecnici specializzati nella bonifica di industrie e di alcuni condomini.

Intanto mi auguro che più che parlarne, si cominci ad operare, onde evitare che mentre si parla…. Sagunto venga rasa al suolo.

IL CASO DELL’AMIANTO A BOVINO.

IL SINDACO ALLA CITTA’: PARLIAMONE, MA SERIAMENTE.

Cosa dice la legge su chi deve intervenire: il Comune non può fare nulla, deve provvedere l’ Asl. Anche su segnalazione dei cittadini.

sindaco_2100_01

Dal: "QUOTIDIANO DI FOGGIA" del 31 luglio  2010.

Dopo questi chiarimenti sembra emergere più confusione che chiarezza sulle compentenze, sui rischi e sulla volontà di risolvere il problema Amianto a Bovino. Ne parlemo sul prossimo post col solo scopo di cercare di contribuire alla soluzione del caso.                                                                   

Tag: ASL sindaco competenze legge amianto

AMIANTO RICICLATO A BOVINO.

CANNA FUMARIA RIMOSSA E POI RIPRISTINATA DURANTE LAVORI DI RESTAURO.

“Vuoi sapere che fine ha fatto la canna fumaria che è stata tolta dalla casa nella foto? Semplice: è stata riciclata! Ripassa da quelle parti e vedrai che è rispuntata la stessa canna fumaria. Non dimenticare la macchina fotografica.
Secondo me il pericolo che rappresenta questo materiale è totalmente sconosciuto altrimenti non si sarebbe arrivati a tanto.”

Questo è un commento apparso sotto il nostro post del 10 luglio2010 dal titolo:                         “AMIANTO A BOVINO: LA STORIA SI RIPETE”.

Abbiamo seguito il consiglio  dell’ “Osservatore Bovinese” ed effettivamente, come da foto, abbiamo constato che la canna fumaria in eternit, sparita durante i lavori di rifacimento del tetto, a lavori quasi ultimati è ricomparsa come per incanto su quel fabbricato.

Questo ci riporta a pensare che a Bovino, la coscienza amianto non esiste, visto che  incoscentemente si manipolano tali manufatti senza precauzione alcuna e addirittura vengono rimessi in opera ignorando completamente la legislazione che vieta la posa in opera di materiali contenenti amianto.

Ancora una volta teniamo ribadire: Come mai nelle licenze edilizie e nei permessi di ristrutturazione non vengono messe in evidenza le norme essenziali che riguardano questo micidile materiale, permettendo che sia manipolato e distrutto senza precauzione alcuna, o addirittura come nel caso in oggetto, riciclato?

Quale migliore occasione di un restauro, per rimuovere questo materiale assassino che infesta Bovino?

Noi non abbiamo possibilità e autorità di farlo…..  possiamo soltanto non stancarci di ricordarlo……

amianto1_300_04

Foto del 05 luglio 2010 prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione del tetto: sono evidenziate due canne fumarie in eternit.

amianto2_300_01

10 luglio 2010  durante i lavori di ripristino del tetto scompare la canna fumaria in eternit: il posto è evidenziato dalla mano nera.

amianto0_500_01

Foto scattata ieri sera 20 luglio 2010 a lavori della copertura quasi ultimati rispunta il manufatto in cemento amianto.

 

MONITORAGGIO AMIANTO IN CAPITANATA.

Al via il monitoraggio in tutta la Capitanata per la dismissione e lo smaltimento dell’amianto

data: 02.12.2005

ora: 13:54:00

 

Provincia di Foggia

Entro un mese tutti i comuni dovranno realizzare un censimento sull’amianto presente sul territorio e indicare eventuali discariche abusive contenenti rifiuti pericolosi. I dati acquisiti dai comuni saranno consegnati a Palazzo Dogana.
È questo l’accordo che è stato raggiunto oggi nel corso della riunione indetta dall’assessore provinciale all’Ambiente, Pasquale Pellegrino, sull’azione 1 della linea d’intervento del piano ambientale che prevede la redazione di un programma di incentivazione per la dismissione di beni domestici e civili contenenti amianto. I fondi complessivi sono cinque milioni di euro a titolarità regionale e 1.460mila euro a titolarità provinciale.
“Il monitoraggio – spiega Pellegrino – ci servirà per avere un quadro completo delle situazione in Capitanata e dare quindi il via agli interventi di smaltimento”.
Gli interventi riguarderanno materiali di costruzione, attrezzature e mezzi di protezione individuale, materiali di attrito (freni), materiali isolanti, contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso contenenti amianto, rifiuti di fabbricazione, rifiuti da processi chimici, materiali ottenuti da trattamenti, secondo quanto stabilito dal decreto 248 del 29 luglio 2004 in attuazione della legge 257/92 per la dismissione e lo smaltimento dell’amianto.
“La Provincia di Foggia – aggiunge l’assessore provinciale all’Ambiente – coordinerà e darà il via agli interventi con la massima celerità. Per questo, siamo convinti che i comuni e le comunità montane si muoveranno con senso di responsabilità e forniranno con solerzia i dati necessari”.

autore: UFFICIO STAMPA

(QUESTA NOTA E’ STATA PRESA DAL SITO UFFICIALE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA)

A distanza di cinque anni circa ci sarebbe gradito sapere se la nota o direttiva, che dir si voglia, ha avuto un seguito. Se no, come mai e perchè? Se sì, i comuni si son resi parte attiva?   Il comune di Bovino ha eseguito il censimento di cui sopra, ha fornito i dati necessari per un sollecito intervento?

Questi sono alcuni degli intrrogativi ai quali sarebbe gradito avere una risposta.

 

AMIANTO A BOVINO: LA STORIA SI RIPETE.

ANCORA UN RECENTE CASO DI RIMOZIONE SENZA SICUREZZA DI MANUFATTI IN ETERNIT.

Nel post del 05 luglio c.m.  titolato: “PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO”, mettevamo tra l’altro in risalto il modo incosciente di rimozione di manufatti in cemento amianto e la rispettiva mancanza di smaltimento citando anche un caso avvenuto ultimamente.
Purtroppo tali azioni sono all’ordine del giorno e non sappiamo se gli esecutori siano davvero coscienti del pericolo al quale vanno incontro manipolando tali manufatti senza precauzione alcuna e del grave danno che possono arrecare alla comunità disperdendo nell’ambiente tali materiali. D’altro canto, considerata la sottovalutazione della cosa, a nessuno preposto, viene in mente di ricordare le normative vigenti e le sicurezze da adottare per tali lavori quando si rilasciano licenze edilizie o permssi di ristrutturazione.
Pensiamo che quantomeno sia necessario, anche con manifesti, ricordare a cittadini, imprese e operai, i gravi rischi che si corrono procedendo a simili interventi.
Documentiamo con due foto il più recente caso: Nella prima foto, già pubblicata nel succitato post, sono evidenziate due canne fumarie in eternit. Nella seconda foto, scattata ieri, che ritrae lo stesso edificio con lavori in corso, una delle due canne fumarie è scomparsa.
Ci chiediamo ancora una volta: Quale ditta specializzata ha eseguito la rimozione? Che fine hanno fatto i manufatti? Se la rimozione non è avvenuta per opera di personale tecnico, gli operai che hanno operato sapevano il pericolo al quale si sono esposti?
Siamo certi che la soluzione amianto non è semplice a Bovino (come anche altrove) ma il fatto che non si muova nemmeno una foglia ci sembra davvero assurdo.
Rendere edotti e coscienti tutti non dovrebbe essere nè difficile nè costoso…: NOI NEL NOSTRO POCO, STIAMO CERCANDO DI FARLO!
14_500_03_500_01
In questa foto pubblicata il 5 luglio u.s. sono evidenziate due canne fumarie in eternit.
10luglio2010_001_014_800
Questa foto, scattata ieri mostra, lo stesso edificio con lavori in corso e la mano nera evidenzia il posto della canna fumaria mancante.