ALTERAZIONI STORICHE A BOVINO (FG).

La mistificazione della Storia non fa crescere, distrugge.

 La storia di BOVINO è un racconto assiomatico certo scritto nel tempo dalla sua gente, investigato e raccolto sia da Carlo Gaetano Nicastro che da altri insigni studiosi e docenti universitari  con scrupolo di ricerca, sulla base di testimonianze  salde e sicure, compulsando bolle e diplomi, note di archivio e pergamene, epigrafi e reperti archeologici, lapidi e frammenti, documenti e segreti di sicura tradizione. Un racconto certamente non esaustivo e da approfondire ma comunque sicura memoria di un passato da sostanziare  e  valorizzare. Ma ogni ulteriore approfondimento deve tendere ad ampliare e dettagliare meglio con scientificità adeguata la conoscenza di quello che già è noto, non certo a scardinarla e stravolgerla con il clamore di ricostruzioni fantasiose, peraltro non supportate da alcuno elemento probante. Prodigarsi in questa opera di mistificazione è deleterio e autolesionista  perché conduce alla cancellazione della storia di un popolo, alla perdita della sua identità e alla condanna all’ anonimato.

 

           Qual è il fine di ventilare con saccenteria, spacciandosi per esperto senza averne i requisiti metodologici operativi propri del ruolo,  che la Madonna di Valleverde ha attinenza con i Calatrava, che i reperti archeologici raccolti  nel Museo Civico sono poca cosa e che nella Cattedrale è stata rinvenuta una semplice fossa sepolcrale (requietorii catagei, tipiche fosse nelle chiese) presentandola come  cripta? Non certo un fine scientificamente storico, basato su accertamenti probanti – sono del tutto inesistenti –  ma solo  un espediente maldestro  di ricerca di protagonismo per sollecitare l’ignoranza dei creduloni e per creare  disorientamento  e confusione nella gente e nella storia. ( SAM )

 

STRADA REGIONALE 1 Candela-Bovino: PERICOLO DI MORTE!

Circa tre anni fa veniva aperto al traffico il tratto di strada a scorrimento veloce, Candela-Bovino denominata SR1 e che in seguito dovrebbe congiungere l’autostrada Bologna-Bari con la Napoli-Canosa.

A distanza di circa due anni e mezzo l’arteria versa in uno stato di pietoso abbandono con gravi disagi e pericoli per gli automobilisti.

Vari sono stati finora gli incidenti (fortunatamente con danni ai soli mezzi) a causa di allagamenti in varie parti durante i temporali e per la presenza  di profonde  e numerose buche non segnalate.

Le cunette sono ostruite da terreno ed erbacce e per conseguenza tutte le acque scorrono nella sede stradale.

Qualche rattoppo è stato fatto ma in modo tanto balordo che si è peggiorata la situazione.

Speriamo che la Regione Puglia prenda presto gli oppurtuni provvedimenti prima che sia troppo tardi.

Questo smottamento esisteva già il giorno dopo l’inaugurazione, anche se interessava solo la cunetta, da quel giorno nulla si è fatto e la sede stradale ad ogni pioggia si restringe.