SAN CELESTINO SOLDATO E MARTIRE a Bovino (FG)

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DOMENICA 14 OTTOBRE, SAN CELESTINO CHIUDE LE FESTE DI BOVINO. Nutritissimo il programma dell’ultima festa di Bovino dedicata al San Celestino le cui spoglie si venerano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie .   L’arrivo dei Bersaglieri sabato pomeriggio … Continue reading

SAN MARCO D’ECA E IL MIRACOLO DELLE NOCI.

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CULMINATA COL LANCIO DELLE NOCI LA FESTA DI SAN MARCO A BOVINO (FG).      Come annunciato con un precedente articolo, domenica scorsa, Bovino ha festeggiato il suo Compatrono San Marco.  Certo non sono stati i festeggiamenti del 29 agosto resi … Continue reading

Bovino il set di “Marina” all’attenzione di RAI Tre.

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Venerdì 5 ottobre alle ore 07,30, durante la trasmissione “Buongiorno Regione” andrà in onda il servizio, realizzato da RAI TRE durante le riprese del Film “Marina” girato nel centro storico di Bovino (FG).  

Terremoto nel Sannio

Scossa di magnitudo 4,1 alla profondità di 11,4 chilometri

Avvertita anche a Bovino (FG). (Nota di Ventoamico)

Localizzazione del terremoto nel Sannio del 27 settembre (fonte: INGV)Localizzazione del terremoto nel Sannio del 27 settembre (fonte: INGV)

    E’ stata abbastanza superficiale la scossa di magnitudo 4,1 avvenuta alle 3,08 della notte scorsa nel Sannio. Secondo le analisi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il terremoto e’ avvenuto infatti alla profondita’ di 11,4 chilometri ed e’ localizzato quindi nella fascia piu’ superficiale della crosta terrestre.

”Terremoti che avvengono a profondita’ confrontabili a questa sono i piu’ frequenti lungo l’Appennino”, spiega il sismologo Alessandro Amato.

Le zone piu’ vicine all’epicentro (entro un raggio di 10 chilometri) sono Benevento e i seguenti paesi che si trovano nella provincia: Apice, Calvi, Paduli, Pago Veiano, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Martino Sannita, San Nazzaro, San Nicola Manfredi, Sant’Arcangelo Trimonte.
Secondo le prime analisi degli esperti dell’Ingv il meccanismo che ha generato il terremoto e’ di tipo estensionale, lo stesso all’origine del terremoto dell’Aquila del 2009. Vale a dire che la crosta terrestre si e’ deformata ai lati dell’Appennino, con un movimento perpendicolare rispetto alla catena montuosa, ”come un dolce che si gonfia al centro e si collassa ai lati”, spiega il sismologo Claudio Chiarabba.

Tuttavia, ha aggiunto, la zona colpita dal sisma ”e’ molto articolata e soltanto nelle prossime ore dara’ possibile avere un quadro piu’ completo”.

Percorso: ANSA

BOVINO: Riapre l’asilo “San Francesco”

S. E. R. Mons. Francesco Pio Tamburrino concebra con Mons.  don Aldo Chiappinelli, don Stefano Caprio e don Claudio Troiani.

     Dopo un periodo di chiusura, riapre l’asilo San francesco nel convento omonimo, che era stato chiuso per mancanza di soggetti della Congregazione di Sant’Anna che lo aveva gestito e diretto per tanti anni, con diligenza ed amore lasciando un vuoto profondo nella nostra città   perchè quasi tutti vi avevano vissuto i primi anni d’infanzia.

    Fortemente voluto dal nostro carissimo Arcivescovo Mons. Francesco Pio Tamburrino, finalmente si sono riaperti i battenti dell’antico convento per ospitare ancora una volta i Bambini di Bovino.

La nuova comunita delle “Suore dell’ Immacolata”

E’ stato lo stesso Arcivescovo che, domenica scorsa, alle ore 19 del 9 settembre 2012, nel corso di una solenne concelebrazione nella Cattedrale di Bovino ha annunciato la riapertura dell’asilo e presentato ai fedeli intervenuti la nuova Comunità incaricarata della conduzione dell’asilo formata da quattro giovani suore della Congregazione “Suore dell’ Immacolata”.

    Alla nuova Comunità i migliori auguri.

BOVINO: CAVALCATA STORICA – 29 agosto 2012

QUEST’ ANNO, COME UNA VOLTA, ANCHE LE CARROZZE ALLA                “CAVALCATA STORICA”

   Sontuosa e ricca come sempre, anche quest’anno la “Cavalcata Storica” svoltasi il 29 di agosto nell’ambito della festività della “Madonna di Valleverde” ha attirato a Bovino una moltitudine di persone.che, assiepa ai lati di Via indipendenza, del Corso Umberto I e fino alla Cattedrale, hanno visto sfilare i vari gruppi rappresentati scene della religiosità e della storia della nostra città quali l’Apparizione della Madonna di Valleverde, la visita di Maria Teresa d’Austria al Santuario scortata da 2000 soldati, quella del Sommo Pontefice Benedetto XIII ed inoltre numerosi personaggi in costume d’epoca, dal villano ai Duchi di Guevara, personaggi ecclesiastici, bambini, splendide ragazze e stupende signore accompagnate da baldi cavalieri più o meno giovani.
    Non potevano mancare morelli, sauri e bai in gran numero con pelo lucente, folte criniere e ricchi finimenti, cavalcati da eleganti, fini e bravi cavalieri. Bella mostra quest’anno hanno fatto tre eleganti carrozze con tanto di cocchieri in tuba ed eleganti e signorili coppie a bordo.
    Hanno partecipato al corteo diverse delegazione e rappresentanze  dei comuni dell’ex
diocesi di Bovino e di altri vicini, amici o gemellati (Montemurlo),  nonchè una rappresentanza del Canada e tutti con striscioni e gonfaloni.
 Oltre a Sua Eccellenza l’arcivescovo di Foggia-Bovino Mons. Francesco Pio Tamburrino, hanno partecipato il senatore Carmelo Morra, il vice presidente della provincia di Foggia Elvira Consiglio e numerosissimi sindaci.
     Uno spettacolo di tutto rispetto e degno di attenzione destinato a crescere sempre più nel tempo, grazie al comitato pro Valleverde, alla Pro loco e al Comune che ce l’anno messa tutta per la migliore riuscita.
 Noi personalmente abbiamo un solo grande rammarico: L’attuale “Cavalcata storica”,  ha sostituito oltre trenta anni fa, quello che era un atto vero e tradizionale semplicemente chiamato “La Cavalcata”, quello che il Barone definisce il più nobile e gentile omaggio alla Vergine Santissima. Difatti la mattina del 29, popolo, clero e autorità, dall’antichità e fino agli anni  settanta, si recavano al Santuario a cavallo e in carrozza ad omaggiare la Santa Madre di Dio per poi ritornare festeggianti a Bovino dove, in Cattedrale, celebravano prima la Santa Messa. Quest’atto di amore è cessato e la cavalca…  storica non di certo né tradizionale, come scritto in varie parti, si è ridotta, anche se bella e maestosa ad una semplice sfilata in passerella di costumi d’epoca e cavalli, perdendo così, totalmente le radici storiche e il significato vero.

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FESTIVAL NAZIONALE DE I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA SUI MONTI DAUNI DAL 6 AL 9 SETTEMBRE

 E’ stata presentata a Bari, nella Mediateca Regionale della Puglia, la settima edizione del Festival Nazionale de I Borghi più belli d’Italia che si terrà in provincia di Foggia dal 6 al 9 settembre prossimi. Quattro giorni che diverranno l’occasione per scoprire i paesaggi, il patrimonio ambientale e culturale, i sapori e la storia non solo dei quattro paesi ospitanti –Pietramontecorvino, Bovino, Alberona e Roseto Valfortore – ma anche degli altri comuni italiani sui quali svetta lo stendardo amaranto.

 

    Il 6 settembre a Pietramontecorvino, all’ombra del Palazzo Ducale, alle ore 18 in contemporanea col saluto delle autorità, apriranno gli stand dei 4 comuni insigniti del marchio “borghi più belli”. Più tardi, prima del buffet inaugurale a base di tipicità dei Monti Dauni riservato agli ospiti, sarà presentato “Vivere di Puglia”, il libro di Federico Massimo Ceschin. Doppio appuntamento musicale in serata, nel meraviglioso scenario del Giardino Pensile: alle 21.30 il concerto di Nicola Briulo, allievo di Matteo Salvatore; alle 23 spazio alla musica del Soap Trip Duo. 

   Per tutta la serata, sarà possibile visitare gli interni e la sommità della Torre Normanna, il Centro Visite multimediale, il museo e scoprire il fascino del quartiere medievale di Terravecchia. 
    Le delegazioni estere (Spagna, Francia, Belgio e Giappone) e quelle italiane provenienti dagli altri comuni della Penisola appartenenti alla rete de “I Borghi più belli d’Italia” saranno accolte venerdì 7 settembre a Bovino, alle ore 9, nella nuova sede del Palazzo Municipale: visiteranno il Castello, la Cattedrale e il centro storico del paese prima di assistere, in serata, al concerto dei Tarantula Garganica. 

    Sabato 8 settembre, ad Alberona, il paese delle fontane e della poesia, alle ore 11, nella sala convegni della Terrazza Panoramica si terranno un convegno dal titolo “Costruzione di un progetto di Marketing territoriale per lo sviluppo del Turismo nei Monti Dauni”. 
    Sempre sabato 8, dalle ore 12, a Roseto Valfortore aprirà i battenti la “Fiera dei Borghi più belli d’Italia”: nel cuore del ‘paese del miele e del tartufo’, grazie agli stand dei produttori, dei comuni italiani e a quelli de ‘Les plus beaux villages de la terre’, i visitatori potranno compiere un viaggio tra i sapori, la bellezza e l’autenticità dei borghi più belli del mondo. La Fiera resterà aperta anche domenica, dalle ore 9, e in entrambi i giorni del weekend offrirà degustazioni delle tipicità che meglio rappresentano la tradizione e la capacità innovativa della cultura gastronomica italiana. 
    Ad Alberona e Roseto Valfortore, due borghi che distano appena 10 chilometri l’uno dall’altro, il sabato sarà caratterizzato anche dai concerti dei Cantori di Monte (ore 18, a Roseto), della Coquette Band (ore 21.30 ad Alberona) e della formazione partenopea ‘A Paranza r’o Lione’ col suo spettacolo dedicato a “La musica del Vesuvio”. 

     Domenica 9 settembre, a Roseto Valfortore per l’ultimo giorno del Festival si terrà dal mattino fino alle ore 20, la “Fiera dei Borghi più belli d’Italia”.

    La settima edizione del Festival è organizzata dai comuni ospitanti con la collaborazione e il contributo di Regione Puglia, Provincia di Foggia, Borghi più belli d’Italia e le partnership di Gal Meridaunia, Egialea e Terravecchia in Folk.

 

 

 

 

STASERA FIACCOLATA A VALLEVERDE

      Anche quest’anno, alle 21,00 di questa sera,  27 agosto 2012, ci sarà il raduno davanti alla Villa comunale di ragazzi, giovani e meno giovani per una fiaccolata d’amore verso il Santuario di  Valleverde. Il corteo sarà animato e guidato da don Daniele Troiani, il giovanissimo sacerdote dei P.P.  Vocazionisti che, sta anche predicando la novena della Madonna. Il corteo prenderà il via alle 21,30 per giungere a piedi al Santuario verso le ore 22,30 ove, per tutta la notte ci sarà una veglia di preghiera,

Cosa molto strana, è  la contemporaneità dello svolgimento del “Concorso di poesia dialettale” che avviene in Piazza Duomo alle ore 21,00, difatti questa concomitanza certamente farà si che uno dei due eventi  o entrambi verranno di molto ridimensionati. Su questa coincidenza, preferiamo non esprimere alcun giudizio.

Per tutta la giornata invece, resta ancora aperta ed è possibile ammirare, al Circolo Florestano Rossomando in Piazza Duomo, la mostra di pittura “Naturae Vivae” del nostro concittadino Marco Russo. Tra le opere di spicco, un pregevole mosaico della Madonna di Valleverde.,

 

BOVINO (Fg): Mostra di Icone orientali.

DAL 8 AGOSTO AL AL 8 SETTEMBRE, AL CASTELLO DUCALE DI BOVINO, UNA PREZIOSA E IMPORTANTE MOSTRA DI ICONE ORIENTALI.

La Mostra, alle ore 18,30, sarà preceduta da una presentazione, nella sala cinematografica di Bovino “Pio XI”, alla quale interverranno il Presidente della Provincia Antonio Pepe, il Sindaco di Bovino Michele Dedda, l’Assessore alla cultura del Comune di Bovino Michele Lenoci, il Presidente della locale “Pro loco” Maria Rosaria Lombardi, il Vice direttore del “Museo Diocesano” di Bovino Giovanni Totaro, il Parroco del Concattedrale di Bovino Don Stefano Caprio, nonchè Sua Ecc.za Rev.ma Mons, Francesco Pio Tamburrino Arcivescovo di Foggia-Bovino.
Le Icone resteranno in mostra fino al 8 settembre 2012.

L’ evento ci è stato segnalato da: Michele Grande:

BOVINO: La prossima Cavalcata senza Jessew.

IL CAVALLO SIMBOLO DELLA CAVALCATA STORICA, GRAVEMENTE AMMALATO.

Jessew, lo splendido frisone olandese che da anni fa bella mostra nella “Cavalcata Storica” del 29 agosto a Bovino (FG), questt’ano purtroppo non sarà presente.

Lo splendido ed imponente frisone olandese di 9 anni, versa in cattive condizioni a causa di un attacco di acheri sotto cute che man mano tendono a distruggerlo.

Il proprietario, sig. Carmine Visconti, bovinese residente a Prato, sta facendo l’impossibile per curare il cavallo nella speranza di ripoortarlo allla normalità.

Ricoverato in apposita cliinica a Parma l’animale è andato più indietro che avanti. Si stanno giocando ora le ultime carte con l’affidamento alle cure di un esperto veterinario di Piacenza.

Il Visconti ci ha comunque assicurato  anche se con altro cavallo la partecipazione alla prossima cavalcata in onore del suo amato destriero.

Noi e penso i bovinesi tutti, ci auguriamo che il prossimo anno carmine possa di nuovo sfilare col suo Jessew ritornato in forma e più splendente di prima.

AUGURI JESSEW!

L’ULTIMA CAVALCATA DI JESSEW.

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GAL MERIDAUNIA: Apertura nuova sede

IL PRESIDENTE ALBERTO CASORIA ANNUNCIA L’ APERTURA                                 DELLA NUOVA SEDE.

VEDUTA NOTTURNA DEL PALAZZO DEGLI UFFICI

Alberto Casoria, presidente del GAL MERIDAUNIA, comunica l´apertura della nuova sede dell´ Agenzia di Sviluppo che si terrà venerdì 27 luglio 2012, alle ore 18:00, in Piazza Municipio, 2 – Bovino (FG).

La nuova sede troverà posto nel restaurato Palazzo degli Uffici nel centro storico di Bovino. Durante la manifestazione saranno presentati i lavori di ristrutturazione, recupero e riqualificazione dell’immobile in oggetto, realizzati dal GAL Meridaunia e finanziati dal PSR della Regione Puglia – Fondo FEASR – Asse IV; Misura 431.
Inoltre, sarà presentato il bando di concorso di idee per la realizzazione del Centro del Gusto dei Monti Dauni (Troia) che andrà in pubblicazione nei giorni successivi.

ISOLA VERDE NEL CENTRO STORICO DI BOVINO

 AL VIA I LAVORI PER LA CREAZIONE DI UN’AREA VERDE IN ZONA SAN MARTINO

lavori parco verde

                                                  L’area dove sorgerà il parco

        Da qualche giorno sono iniziati i lavori di pulizia  dell’area  tra il Palazzo degli Uffici e Via Capodimonte dove sorgerà un parco verde attrezzato con panchine giochi ed altro.
Non abbiamo ancora notizie precise e appena in possesso forniremo maggiori dettagli. L’opera, sembra faccia parte del piano di recupero della zona circostante il Palazzo degli Uffici per il quale è prevista la somma di circa 200.000 €.
Il parco dovrebbe avere tre accessi, uno appunto dal piazzale del suddetto palazzo, un’altro in via Roberto III e il terzo da Via Capodimonte.
E prevista anche la costruzione di un Chiosco-bar nei pressi dell’accesso di Via Capodimonte  laddove ora sorge un vecchio rudere.
Dall’area in oggetto è possibile ammirare la zona di Bovino con la cattedrale ed il castello , nonchè la zona della Portella
 Un opera questa che sarà certamente di grande vantaggio per la valutazione del centro storico.
Seguiremo  i lavori e vi terremo aggiornati sperando che a differenza di tante opere pubbliche vedano presto il compimento.

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                                                      Vista dall’area del parco

LETTERA APERTA DELLA DOTT.SSA FRANCESCA MARIA PROCACCINI

LA DOTT.SSA  FRANCESCA M. PROCACCINI, IN UNA LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOVINO, A SPADA TRATTA, E CON AMORE E PRECISIONE, DIFENDE LA STORIA E GLI STORICI DI BOVINO, DIVENUTI OGGETTI DI MISTIFICAZIONE  DA RECENTI  FATTI E DICHIARAZIONI.

A:            Gem. Michele Dedda
               Sindaco del Comune di Bovino (Fg).

 

 E  p. c:  S. E.: F. P. Tamburrino,  Vescovo di Foggia-Bovino — Don Stefano Caprio,            titolare della Basilica Concattedrale di Bovino — Prof.ssa O. Kvirkvejia, BovIno —  Prof. M. Lenoci,  assessore alla cultura del Comune di Bovino.

                                                                                                      Bovino, 28 maggio

         Gentile Signor Sindaco,

                   In relazione al lavoro della Prof.ssa Olga Kvirkveljia dal titolo “ Bovino e Guevara….Letteratura “, come cittadina di Bovino ritengo doveroso fare delle precisazioni e, al fine di scongiurare fraintendimenti, inizio riportando integralmente le affermazioni che detta Professoressa ha esposto nelle prime cinque righe e mezzo dell’introduzione al lavoro in questione. < Tutti parlano del brillante passato di Bovino, della sua ricca storia, però ….in modo misterioso non sono sopravvissute quasi tutte le tracce dei secoli precedenti. I materiali archeologici – almeno quelli che si possono vedere nel museo civico- non sono molto importanti : le fonti d’archivio esistenti sono parziali ed in alcuni casi dall’origine sospetta; i libri ed i manoscritti più preziosi sono stati regalati o semplicemente spariti…. E oggi la storia della città è ricca solo di lacune >.
                        Ora, questo lavoro della Prof.ssa Kvirkveljia mi è parso piuttosto farraginoso e frammentario; ma, a mio avviso, non è questo il punto: chiunque desideri dare un contributo alla ricerca su una determinata civiltà può certamente farlo; il suo apporto potrà essere più o meno valido, in quanto ognuno si esprime al livello che ha, ma lo stesso è sempre da accettare se condotto con conoscenza della storia ed onestà intellettuale. Ciò che invece si rimprovera alla Prof.ssa Kvirkveljia è l’atteggiamento negativo sia sotto il profilo intellettuale sia sotto quello morale nei confronti del patrimonio materiale e spirituale trasmessoci dai nostri avi.
                        Come ha potuto affermare costei che i materiali archeologici esistenti nel nostro museo civico non sono molto importanti, quando possiamo vantare reperti come le stele antropomorfe che qualificati archeologi, quali  M.L. Nava  ed Acanfora, hanno datato all’età   del   Bronzo    Finale –  inizio  dell’età  del   Ferro  o  all’età   del  Ferro  e  definite < eccezionali manufatti >, in quanto la stilizzazione delle parti anatomiche umane per i significati antropologici che reca con sé costituisce una pietra miliare lungo il percorso evolutivo dell’umanità ? Infatti, la stilizzazione presuppone l’interpretazione della realtà e dunque denota consapevolezza di valori religiosi nella loro accezione più ampia e quindi sociali. Chi lo desideri può consultare l’ampia letteratura in materia. Certo, Bovino è un paesino arroccato sulla cima di un monte e pertanto non può avere la ricchezza di reperti del Museo della Preistoria o del Museo di Arte Antica o di Arte Medievale di Roma; ma per essere un piccolo insediamento abitativo ha un patrimonio storico-artistico notevole. E tengo a dire che non solo la sezione preistorica, ma anche quella preromana, la romana e la medievale mostrano reperti di sicuro interesse. Per non parlare delle numerose tracce della storia che vivono all’interno del nostro tessuto urbano le cui origini risalgono a millenni addietro.
                        E  venendo  alle  altre affermazioni su riportate e che  culminano  nella frase < …..E oggi la storia della città è ricca solo di lacune.>, le stesse sono veramente mistificatorie, in quanto fanno apparire il nostro retaggio avito diverso dalla sua realtà storica, documentata invece con rigore scientifico dai nostri insigni studiosi. Esse suonano in modo atroce nelle nostre coscienze di cittadini grati al lavoro strenuo, minuzioso, scrupoloso, rigoroso e appassionato dei nostri ricercatori che hanno dedicato decenni della loro vita alla ricerca ed allo studio delle fonti storiche della nostra città, scandagliandone la validità con rigore scientifico. Noi veneriamo la loro memoria con profonda gratitudine e ci piace menzionarne alcuni e, peraltro in ordine alfabetico, poiché sono stati tutti grandi per il loro livello culturale e morale : il Prof. Arch. Carlo Ceschi, l’Avv. Gabriele Consiglio, il Dr. Cesare Durante, il Prof. Vincenzo Maulucci, il Dr. Carlo Gaetano Nicastro.
                        I predetti studiosi sono ora nella luce della verità eterna e quindi possono solo continuare a far sentire con i loro scritti il peso intellettuale e morale delle loro acquisizioni, ma non possono più difendere a viva voce il loro operato; pertanto, dobbiamo essere noi ad alzare la nostra voce e ad affermare con vigore che i loro studi sono stati condotti con rigore e scrupolo di ricerca sulla base di testimonianze salde e sicure, indagando bolle e diplomi, note di archivio e pergamene, epigrafi e reperti archeologici, lapidi e frammenti, documenti tutti di sicura tradizione. Per cui, affermare che il lavoro di questi studiosi è lacunoso denota ignoranza della storia e mancanza di onestà intellettuale. Ad esempio, il Dr. Carlo Gaetano Nicastro nelle sue opere, e suggerisco di rilevarne l’elenco alla pagina 14 dell’introduzione che l’avv. Gabriele Consiglio ha voluto scrivere all’opera più importante di questi “Bovino storia di popolo, vescovi, duchi e briganti”, suffraga con note minuziosissime le sue esposizioni. Pertanto, se è vero che non bisogna aver paura di mettere in discussione le proprie certezze, quale ne sia la natura, è pur tuttavia altrettanto vero che non si può discutere il dato storico reso incontrovertibile sulla base di ricerca condotta con rigore scientifico. E poi per quanto riguarda qualche evento, un alone di leggenda scalda nel cuore ed aumenta il fascino della storia! “ Che importanza ha stabilire che Bovino battè moneta propria, se la magnificenza di municipio romano nell’epoca imperiale è acquisita alla storia ?”. Mi è piaciuto citare le parole dell’Avv. Gabriele Consiglio scritte alla pagina 15 dell’introduzione all’opera principale del Dr. Nicastro. Dunque, bando alla superficialità investigativa e spazio ad approfondimenti di ricerca intellettualmente onesti, volti a valorizzare sempre più la nostra storia. Non permetteremo mai che decenni di ricerca scrupolosa e appassionata da parte dei nostri studiosi “ per tessere la Storia nostra, che è pure Storia di eroi, di martiri, di scienziati e di eruditi….” – ho voluto riportare le parole testuali del Dr. Carlo Gaetano Nicastro contenute nella dedica ai concittadini della diletta Bovina premessa alla sua opera su riportata – possono essere bruciate via da espressioni insensate. Le parole “ diletta Bovino “ sono del Dr. Nicastro.
                        Noi a Bovino accogliamo tutti, sempre memori che l’ospite è sacro, ma esigiamo il riconoscimento della validità dell’onesto e appassionato lavoro  dei nostri studiosi, lavoro che suscita in tutti noi l’amore e l’orgoglio per le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra storia. Disgraziatamente, il libretto in parola con il suo carico di mistificazioni è finito nei più diversi paesi del mondo, portatovi dagli ignari oriundi in visite a Bovino durante il periodo estivo. Ciò è gravissimo, poiché esso relega la nostra identità storica in una nebulosa nella quale chiunque può dire ciò che vuole pur di darsi un ruolo di ricercatore. E’ indispensabile alzare la guardia, affinchè un fatto del genere, così tanto increscioso, non abbia mai più a verificarsi, pena la cancellazione della storia del nostro popolo.
                        Ora, alla luce di quanto esposto, ritengo indispensabile far menzione dell’apertura al pubblico del locale sottostante la sacrestia della Cattedrale, dove a seguito di lavori di pulizia sono state rinvenute sepolture con relativi oggetti di interesse storico, quali frammenti di vestiti, in alcuni casi quasi interi, bottoni, fibbie, scarpe e molto altro. Questa iniziativa in sé certamente lodevole, ha dato adito a molte discussioni sui metodi di lavoro seguiti e sull’importanza dei reperti recuperati. Ma non sta me entrare nel merito di tali questioni. Invece, ciò che mi preme evidenziare è che si è caduti in eccessi in ordine all’interesse per la nostra tradizione culturale da parte della nostra collettività. Affermare che questo rinvenimento ha consentito di  “…… riscoprire tesori di cultura, d’arte e di storia inaspettati per gli stessi bovinesi. “, ho citato dall’articolo dal titolo “ Un patrimonio per tutti “ apparso sul n. 17 del giornale “Voce di Popolo” del 4 maggio 2012, non è corretto. La nostra collettività conosce molto bene i tesori di cultura, d’arte e di storia della propria Chiesa madre, così come delle altre chiese e degli altri luoghi di interesse, in quanto illustrati con dovizia di particolari e rigore scientifico dai nostri studiosi, e cito solo i 15 articoli del Dr. Carlo Gaetano Nicastro dal titolo “La Cattedrale di Bovino “ ed il prestigioso lavoro del Prof. Arch. Carlo Ceschi “ La Cattedrale e San Marco di Bovino”. Il rinvenimento del sotterraneo della sacrestia con gli oggetti ivi recuperati aggiunge solo una   tessera   alle  informazioni   sulla   nostra  chiesa  madre, ma  è  assurdo  parlare  di “ restaurazione della memoria “, ho citato ancora dal predetto articolo, poiché la stessa la nostra collettività non l’ha mai perduta, grazie al lavoro colto e appassionato dei suoi studiosi, sempre letti e seguiti dai bovinesi con grandissima considerazione.
                        A questo punto devo di necessità citare testualmente dallo scritto letto in chiesa dalla Prof.ssa Carla Ibelli  in Sgambati in occasione dell’apertura al pubblico del locale sotterraneo su menzionato. “  ….letargo intellettuale….c’è stata una vera e propria rinascita degli studi intorno al nostro passato. Questo rinnovato interesse, peraltro, è frutto dello  stimolo  e   dell’opera   di   una  persona  proveniente  da  terre  lontane .” E ancora  “ ….affinchè noi bovinesi tutti possiamo riconoscere le nostre radici e, grazie ad esse, riprendere in mano, ciascuno e tutti, il nostro destino ”. Ora, qui a Bovino sulla scorta di quanto trasmessoci dai nostri avi non c’è mai stata una caduta di interesse per le nostre memorie storiche, per cui è assurdo parlare di risveglio culturale e prova ne sia la vivace ed intelligente attività sempre svolta dalle nostre istituzioni culturali, quali l’Assessorato alla Cultura, la Pro Loco, l’Archeoclub e le altre, attraverso conferenze, dibattiti, proiezione di documentari, presentazione di libri sulla nostra realtà storico-sociale, attività seguite con amore ed interesse da giovani, adulti ed anziani, tutti uniti nel venerare e preservare le nostre memorie e reliquie storiche, che per noi costituiscono un sacro retaggio del quale siamo fieri ed orgogliosi. Dunque, e lo diciamo senza vanagloria, bensì assolutamente a ragione, non abbiamo bisogno di apporti esterni per tener desta in noi la consapevolezza di chi siamo. Le nostre radici le abbiamo sempre conosciute benissimo ed il nostro destino lo abbiamo sempre tenuto ben saldo nelle mani. Ribadiamo però che un contributo volto ad approfondire e valorizzare  la nostra storia è gradito, ma bando agli eccessi e all’arroganza: la nostra storia non è fatta di pagine vuote, bensì le stesse sono pregne di testimonianze salde e sicure, vivificate dallo scrupolo d’indagine, che scaturisce dall’amore e dalla passione per il nostro paese dei nostri studiosi di ieri e di oggi.
                        E concludo dicendo che lo scritto letto in chiusura dalla Prof.ssa Carla Ibelli, la quale, peraltro, si è poi affrettata a far presente di non essere stata lei a redigerlo, ma leggendolo lo ha apprezzato, ha arrecato offesa alla nostra collettività e pertanto il suo autore o autrice deve, riconoscendo il proprio errore, recarsi da Lei, Signor Sindaco, e chiederle scusa per aver mistificato il nostro impegno per mantenere sempre vivo ed operante il patrimonio culturale e morale della nostra civiltà.
                        Ho scritto questa lettera così come la dignità della nostra memoria  ed il cuore me l’hanno dettato e, ringraziando per l’attenzione, porgo deferenti ossequi.

          Francesca Maria Procaccini

Spettacolare raduno di auto d’epoca a Bovino

       INNUMEREVOLI I PARTECIPANTI E GLI SPETTATOR AL RADUNO D’AUTO               DEL 1° MAGGIO A BOVINO.

     Doveva essere un raduno di auto d’epoca, quello organizzato dal Club “Classic Cars Capitanata” di Foggia e dal Comune di Bovino su iniziativa del sempre attivissimo ed instancabile Agostino Ruscillo ed nvece si è trasformato in un raduno di motori di ogni tipo.
     Infatti al corso Vittorio Emanuele di Bovino e nei dintorn della Villa comunale si potevano ammirare, oltre alle stupende auto d’epoca, una gran quantità di moto di vari tipi e cilindrate, fuoristrada, e persino le Ferrari.
     I partecipanti prima di arrivare in città, hanno fatto sosta al Santuario di Valleverde per rendere omaggio alla Madonna e partecipare alla benedizoni delle auto da parte del rettore del Santuario Don Ernesto D’alessio.
    Una volta a Bovino, i partecipanti, lasciate le auto in bella mostra al corso sono stati accompagnati da guide alla visita del borgo e delle numerose opere d’arte.
    Inaspettato il grannumero di visitatori e turisti convenuti da ogni parte e paticolarmente da fogga e dintorni che hanno avuto tra l’altro anche l’opportunità di assaporare i prodotti tipici locali.
     Ad Agostino uscillo e a quanti altri hanno partecipato con lui all’ottima ruscita della manifestazione, il nostro plauso e il nostro grazie.

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PREMIO LETTERARIO A UNA BOVINESE

Angela Di Giovanni ci ha segnalato la seguente notizia con affetto e simpatia, a riguardo di una nostra illustre concittadina e, noi ben volentieri pubblichiamo:

“Ieri sera si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso letterario “Il racconto nel cassetto” a Villaricca durante la quale, per la sezione romanzi brevi, il primo premio è stato assegnato ad una bovinese, Letizia Lorusso,che si è distinta fra circa 900 scrittori emergenti”.

Il Racconto nel Cassetto – Premio Città di Villaricca

 Scritto da Annamaria Braschi
   Giunge in dirittura d’arrivo la IX  edizione de “Il Racconto nel Cassetto”, concorso per scrittori emergenti organizzato dalla associazione ALI e dal dott. Pietro Valente, casertano di nascita ma benemerito villaricchese, che da sempre  è promotore, organizzatore ed anima  della manifestazione Il Racconto nel cassetto.
Un comitato di lettura, presieduto da Teresa Meo, nel corso di tre mesi ha selezionato tra  900 opere in concorso pervenuti alla sede di ALI e provenienti  da tutta Italia e dall’estero, i 50 migliori testi .
   Tra questi la giuria popolare ha  selezionato  anche per  quest’anno i sei finalisti de Il Racconto nel Cassetto , con  un lavoro reso più arduo dal fatto che, come ha dichiarato Luigi Gallucci, presidente  della giura popolare e direttore del giornale Periferia, il valore delle singole opere è apparso quest’anno complessivamente medio alto sia per i contenuti che per gli aspetti strutturali, e dà la misura della qualità della produzione letteraria italiana che manifestazioni quali Il Racconto nel Cassetto contribuiscono a coltivare ed elevare.
Questi i sei i finalisti in gara per le due sezioni de Il Racconto nel Cassetto:
per la sezione  Romanzi Brevi :
  “Dall’altra parte del perfetto” della foggiana (di Bovino – fg… nota del wbm) Letizia Lorusso, incentrato sull’ ‘attualissima tematica del sentimento di una madre verso il figlio disabile.
   “Trentatré anni”, del livornese Andrea Zarroli,  sul potere della tenacia di superare le più dure  difficoltà della vita.
   ”Fame quotidiana” dello scrittore iracheno, ma oramai bolognese, Kassad Mohammed Hossein, che tratta dell’amore verso gli altri aldilà  di ogni differenza razziale.
Per la sezione Fiabe, diretta ai piccoli lettori di tutti i paesi, ”Il piccolo abete”, di Luciano Ponzoni. “Tiruzì”, del perugino  Claudio Ferrata , e ”L’Allergia del Professor Puffendorf”, di Silvana Aurilia.
   Tra le tematiche delle favole affetti, speranza, famiglia, fantasia, e il  mondo degli  animali salvato con la fantasia dalla cattiveria.
   La giuria tecnica, composta da giornalisti e scrittori di fama nazionale, assegnerà ai 3 vincitori del concorso Il Racconto nel Cassetto un premio complessivo di 10.000 euro; le opere di tutti  e sei i  finalisti saranno edite dalla casa editrice Cento Autori, di cui è direttore il dott. Pietro Valente.
   La cerimonia di chiusura de il Racconto nel Cassetto – Premio Città di Villaricca, anno 2012,  avverrà il 24 maggio, alle ore 20.00, durante una serata di gala , nei prestigiosi locali del complesso alberghiero La Lanterna, in Villaricca.Tutta la macchina organizzativa è al lavoro per il gran finale mentre già si pensa alla prossima edizionedi questa  manifestazione che è ormai un classico nel panorama dei più ambiti concorsi letterari italiani.
www.assoali.it
info 081.506.66.84

NOTE DELL’ ARCHEOCLUB DI BOVINO SULLA CRIPTA DELLA CATTEDRALE.

LA CRIPTA DELLA CATTEDRALE, CONSIDERAZIONI SU UNA SCOPERTA SENSAZIONALE.

     II 28 aprile 2012 si è svolta l’inaugurazione della “cripta sotterranea” della Cattedrale, esempio di romanico pugliese, simbolo di fede e cultura del­la stessa comunità bovinese. L’evento è stato riportato, con molta enfasi, nell’articolo, pe­raltro non firmato, “Un patri­monio per tutti” del settimana­le “Voce di popolo” n. 17 del 04 maggio. Si afferma nell’artico­lo che il ritrovamento ha carat­tere eccezionale e permettereb­be di riscoprire tesori di cultu­ra, d’arte e di storia inaspettati per gli stessi bovinesi. Sicura­mente tutto ciò che possa con­tribuire a scoprire, valorizza­re e approfondire aspetti del­la storia millenaria di Bovino è considerato da tutti noi positi­vo e auspicabile ma nel caso in esame ci permettiamo di mani­festare una certa
delusione ri­spetto alle aspettative.
     In primis la definizione del luogo come “cripta”; pur tenen­do conto dell’evoluzione che il termine ha subito nel tempo se per cripta intendiamo un luogo nascosto, sotterraneo, allora è una cripta ma se facciamo rife­rimento alla cripta quale carat­teristica delle chiese romaniche dove essa assume un ruo­lo essenziale nel culto fino a di­ventare una vera e propria cap­pella contenente le tombe di personalità importanti, santi o loro reliquie, allora non ci pare che il locale portato alla luce sia da considerarsi tale.
     Continuando, i corpi ritrova­ti sono corredati di vestiti e og­getti; vestiti e oggetti, sono fon­te importante per capire come vivevano nell’antichità ma ci ri­sulta che i vestiti siano stati sot­toposti a lavaggio… certo avevano bisogno di una rinfrescata dopo essere stati per anni sepol­ti sotto cumuli di polvere e terra. Ciò che possiamo ammirare so­no brandelli che per essere even­tualmente analizzati necessita­no di studio specialistico (quale il 14C che permette di misurare l’età di materiali organici conte­nenti carbonio quali legno, stof­fe, capelli ecc.) che presumiamo essere anche costoso. Le stesse ossa, si afferma nell’articolo, so­no state sottoposte a scrupolo­so lavoro di analisi: vorremmo sapere da chi sono state condot­te tali analisi e in che cosa sono consistite; quanto ai risultati si afferma subito dopo che è im­possibile determinare a chi ap­partenessero tali corpi per man­canza di dati.
     Riteniamo che va bene aver fatto un lavoro di pulizia del lo­cale sotterraneo, va bene aver assolto a un sentimento di pie­tà per i defunti sistemando de­gnamente le ossa ritrovate ma presentare tale lavoro come una scoperta sensazionale foriera di chissà quali stravolgimenti sto­rici ci sembra un tantino esage­rato. Può anche essere che seri studi e scavi possano portare al­la luce una vera cripta, reperti e testimonianze d’interesse stori­co ma come è stato ribadito nel­la cerimonia d’inaugurazione dal Rettore dell’Università prof. Giu­liano Volpe e dallo stesso sinda­co di Bovino Michele Dedda, ricerche, studi e scavi si fanno se­guendo procedure codificate. Al­la base di ogni approfondimen­to tendente ad ampliare e detta­gliare le conoscenze tramanda­te vi deve essere sempre meto­do e ricerca supportata da rigo­re scientifico. Ogni novità deve essere verificata con indicazioni bibliografiche, ogni investigazio­ne sul campo deve essere esegui­ta con i canoni dettati dalla me­todologia scientifica e coordina­ta da personale esperto. Lungi dall’ergerci a censori della liber­tà di ognuno di apportare il pro­prio contributo alla ricerca, allo studio, alla scrittura o riscrittu­ra della storia ribadiamo che la mancanza di rigore scientifico può condurre alla perdita d’iden­tità di una comunità e la condan­na all’ignoranza.
     Non ultimo, riteniamo che Bo­vino necessita di una serie d’in­terventi più urgenti di uno stu­dio della moda locale sia pure del XIV-XVIII come intervenire sulla facciata della stessa Catte­drale, restaurare le altre Chiese come San Pietro, l’Annunziata, il Rosario (anche queste dispongo­no di “cripte” sotterranee) mette­re in sicurezza i resti dell’Acque­dotto Romano, completare i la­vori di scavo a Casalene ecc. ecc.
                                                                                          
                                                                                            Archeoclub d’ Italia                      
                                                                                           Sede d Bovino APS
                                                                                               Il Presidente
                                                                                  Prof.ssa Roccotelli Annunziata

    

SPUNTA UNA CRIPTA A BOVINO…?

L’IMPROVVISA NOTIZIA DELL’INAUGURAZIONE DI UNA CRIPTA,  SCOPERTA  SOTTO LA CATTEDRALE DI BOVINO,   FA RIMANERE ATTONITI, PERPLESSI ED INCREDULI I CITTADINI TUTTI.

La Cripta... (foto di Fernando Silvestri)

La notizia è apparsa sul settimanale diocesano “VOCE DI POPOLO” del 4 maggio ultimo scorso e noi ve la riportiamo sic, senza commento, lasciando a voi ogni deduzione e conclusione:

 

Aperta al pubblico la cripta della Cattedrale di Bovino

UN PATRIMONIO PER TUTTI

RECUPERATA E RISISTEMATA DAL PARROCO DON STEFANO CAPRIO

     Il 28 aprile, alla presenza del rettore dell’Università di Foggia prof. Giuliano Volpe, delle autorità e di una grande folla di fedeli e visitatori, è stata aperta al pubblico la cripta sotterranea della sacrestia nella Concattedrale di Bovino, recuperata e risistemata dal parroco don Stefano Caprio grazie all’opera paziente e generosa di un’archeologa russa, la prof.ssa Olga Kvirkvelija e con l’aiuto volontario di molti parrocchiani, soprattutto di ungruppo di ragazzi entusiasti delle scuole medie e dei loro genitori. Negli ultimi anni, infatti, proprio il desiderio dei più giovani di conoscere la storia della propria chiesa madre ha permesso di riscoprire tesori di cultura, d’arte e di storia inaspettati per gli stessi bovinesi. Il locale sottostante la sacrestia era infatti semplicemente otturato da una botola, usata negli anni come discarica di ogni genere di materiali, mentre in essa si conservano antiche sepolture che, grazie all’opera di pulizia e di recupero, si sono rivelate una vera miniera di informazioni.
    La cripta, ora nuovamente accessibile attraverso la scala settecentesca davanti all’attuale sacrestia, faceva parte di un complesso di locali più volte ristrutturati nel corso dei secoli, e definitivamente rifatti nella metà del Settecento dal vescovo più illustre della storia dell’antica diocesi di Bovino, il beato Antonio Lucci. Si è così potuto ricostruire il percorso storico che, dall’antica cattedrale dell’VIII secolo,ha portato nel 1194 all’erezione della chiesa patronale dedicata a San Marco d’Eca per la custodia delle sue reliquie e nel 1230 della Cattedrale dedicata alla Madonna Assunta in Cielo. Si è poi evidenziato lo sforzo fatto dai vescovi di Bovino a partire dalla fine del Cinquecento (Giustiniani, Galderisio, Ceraso e infine ilLucci) per adeguare il complesso architettonico delle due  chiese alle esigenze devozionali e liturgiche raccomandatedal Concilio di Trento, nei secoli  delle riforme moderne in cui Bovino fu affidata al governo dei duchi di Guevara, una famiglia spagnola molto legata ai re di Napoli.
    La cripta ora visibile fu ricavata infatti accanto alla cappella del Santissimo Sacramento, aperta per favorire il culto eucaristico tridentino, ora sigillata e che meriterebbe di essere riaperta con un vero e proprio scavo archeologico. Il beato Lucci vi trasferì i resti delle sepolture che giacevano sotto il pavimento del cappellone di San Marco, che egli fece abbassare per ricavare lo spazio necessario alla nuova sistemazione del tempio.
    Si tratta di alcune decine di corpi databili dalla fi ne del XIV alla metà del XVIII secolo, sul cui scheletro sono stati trovati frammenti dei vestiti (in alcuni casi quasi interi), con relativi oggetti quali monete, bottoni, fibbie, scarpe, fiocchi, cappelli, pettini e tanto altro ancora. Dopo uno scrupoloso lavoro di analisi, le ossa sono state nuovamente interrate nella stessa cripta, ora trasformata in sala di esposizione dei ritrovamenti. I frammenti delle antiche vesti sono stati per quanto possibile ricomposti, ottenendo una quindicina di esempi di “storia della moda” e della civiltà bovinese.
      Per la maggior parte di queste ossa è impossibile determinare a chi appartenessero per mancanza di dati, ma a giudicare dagli abiti di seta e dalla grande quantità di bottoni si può presumere che fossero persone di alto rango. Per le datazioni sono importanti le medaglie con l’effigie dei re e delle regine di Napoli, dove troviamo le due Giovanna, Alfonso I, Ferrante I, Carlo Durazzo, Filippo II, Federico I e Luigi XII, che confermano le date tra il 1352 e il 1554, cioè nel periodo tra i Loretello e i Guevara.
    Tra i resti abbiamo un personaggio in vesti militari, probabilmente Don Francesco De Guevara de Aragona, nei libri parrocchiali segnato come “di anni 35 circa che il 10 maggio 1642 fu ucciso, e venne sepolto nella cattedrale”.
   Il prof. Volpe, complimentandosi con i parrocchiani per la lodevole iniziativa, ha sottolineato l’eccezionalità del ritrovamento, auspicando che si possa proseguire l’opera con il pieno sostegno dell’Università e delle istituzioni, che permettano di conservare al meglio quanto è stato recuperato e di progredire in questo cammino di restaurazionedella memoria. A tale intenzione si sono associati il sindaco di Bovino, sig. Michele Dedda e glistessi bovinesi, che hanno anche rivolto al Comune un appello per concedere alla prof.ssa Kvirkvelija la cittadinanza onoraria di Bovino “per riconosciuti meriti culturali”.
     La cripta è visitabile ogni giorno, su richiesta degli interessati.

Da: VOCE DI POPOLO n.17 del 4 maggio 2012.

L'archeologa russa Olga Kvirkvelija

 

BOVINO: Trovato morto Gennaro Russo.

Il corpo dello psicologo bovinese trovato in mattinata.

   Aveva fatto perdere le sue tracce il primo maggio scorso Gennaro Russo di 54 anni, psicologo di Bovino e dipendente dell’ Asl di Foggia. Aveva lasciato lasciato  il suo fuoristrata sulla strada che conduce al Castello con dentro telefonino, documenti, portafogli e soldi. Il non ritrovamento di una pistola acquistata non molto tempo fa e regolarmente denunciata era già un triste presagio.

Questa mattina, dopo una massiccia ricerca dei Carabinieri con unità cinofile e un elicottero e con la collaborazione di volontari, Protezione civile,  Pata, amici e parenti intorno alle 11, in una zona boscosa poco distante dal centro abitato, lungo la strada campestre che dalla zona detta Fornaci conduce alla Portella, è stato trovato il corpo del Russo senza vita e con ancora in mano quella pistola comprata pochi giorni fa.  A prima vista tutto fa pensare al suicidio, ma saranno comunque gli ulteriori accertamenti e l’autopsia a dare il responso finale.

Un momento della ricerca