SCIOPERO FORCONI ED AUTOTRASPORTI 9 DICEMBRE 2013: L’ ITALIA RISCHIA LA PARALISI?

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  Uno sciopero che potrebbe paralizzare l’Italia tutta, è quello organizato e lanciato tramite i social network dal Movimento dei Forconi che si son dati appuntamento per scendere nelle piazze e contrastare le manovre assurde messe in atto dal governo. Lo … Continue reading

Berlusconi non è più senatore, il Senato approva la decadenza

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Palazzo Madama ha applicato la sentenza di condanna emessa il primo agosto dalla Cassazione per il processo Mediaset. La decisione presa a voto palese: tutti bocciati gli ordini del giorno presentati da Forza Italia per introdurre lo scrutinio segreto. Scelta … Continue reading

FOGGIA ACCORPATA IN UNICA PROVINCIA CON TRANI E BARLETTA

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FOGGIA NON SARA’ PIU’ PROVINCIA AUTONOMA MA SARA’ UN TUTT’ UNO CON  DUE PROVINCIE LIMITROFE, ECCO I PARTICOLARE IN UN ARTICOLO DI  “YAHOO NOTIZIE” Le nuove province italiane: ecco cosa cambia nella geografia del Belpaese    Una rivoluzione sta per … Continue reading

Ancora tasse sull’auto: ma fu proprio Berlusconi a togliere il superbollo

3075-berlusconi_tremonti Passano i decenni ma il vizio di tassare in modo ossessionante, ottuso e demagogico gli automobilisti e di fare cassa con l’auto caricandola di una infinità di balzelli, contagia invariabilmente quasi tutti i governi nazionali che si sono susseguiti dal dopoguerra ad oggi.

FISCO ALLE STELLE – Fino agli anni ’70-‘80 l’Italia poteva vantare il poco invidiabile primato europeo del parco circolante con la più bassa cilindrata media. Gli italiani erano costretti ad acquistare vetture di piccola cilindrata soprattutto a causa del fisco che penalizzava oltre ogni logica gli automobilisti con benzina carissima e tasse varie e le auto oltre 2000 cc, considerate "vetture di lusso". Bastava mettere il naso fuori dall’Italia (specie in Germania, Svizzera, Austria, Olanda, Gran Bretagna) per rendersi conto che la cilindrata media del parco circolante degli altri paesi europei era ben superiore alla nostra. Perfino la Spagna, già 20 anni or sono, aveva una penetrazione di vetture oltre 2000 cc maggiore rispetto a quella italiana.

NUOVO SUPERBOLLO – Purtroppo anche l’attuale governo, nonostante i vari proclami di tipo liberistico atti a sottolineare che mai e poi mai avrebbero messo "le mani in tasca agli italiani" è caduto nell’odioso e stantio provvedimento demagogico di supertassare, le auto con potenza superiore a 225 Kw (306 CV). Che tristezza! Sembra di essere tornati all’improvviso indietro nel tempo e rivivere la rabbia per le odiose "Una tantum" imposte negli anni ’70 ai possessori di auto e moto, per l’IVA al 38%, per il superbollo sulle auto diesel, per la ennesima "supertassa" per auto e moto (considerati sempre beni "di lusso") imposta dal governo Amato nel 1993. Chi scrive conserva un pessimo ricordo di quest’ultimo sciagurato provvedimento che provocò il crollo del mercato delle auto "di lusso" ed una drammatica riduzione del personale impiegato presso Case automobilistiche operanti in Italia, specializzate in prodotti di gamma alta.

BERLUSCONI DAL DOPPIO VOLTO – Nel 1994, con il primo governo Berlusconi, finalmente l’inversione di tendenza: abolizione della supertassa per auto e moto "di lusso" e allargamento della deducibilità anche alle vetture oltre 2000 cc. A tale proposito, solo pochi addetti ai lavori conoscono un significativo retroscena che contribuì in modo determinante al superamento dei suddetti ostacoli, peraltro in netto contrasto con le normative europee sul libero mercato. Nel ’93 (governo Amato), il Presidente e AD di Jaguar Italia Mr. Jon Lewis, ben spalleggiato dai pari grado di Mercedes Benz Italia e BMW Italia, si fece promotore di una iniziativa presso il Parlamento europeo e il Ministero dell’economia italiano, atta a dimostrare l’incompatibilità dei provvedimenti fiscali introdotti e, con cifre alla mano (elaborate da esperti di economia), che sia la supertassa che la non deducibilità, non portavano all’erario alcun reale vantaggio finanziario. Infatti, i mancati introiti dell’IVA e delle altre tasse, derivanti dalle mancate vendite delle auto colpite dai provvedimenti, in realtà vanificavano del tutto lo scopo economico delle tasse straordinarie. In effetti non ci voleva molto a capirlo ma spesso il legislatore nostrano è irrazionale, impreparato, demagogico e mal consigliato. La vittoria fu grande per i marchi interessati che festeggiarono l’avvenimento con una intera pagina di pubblicità congiunta sui principali quotidiani nazionali. Come al solito, la storia non insegna nulla perché gli uomini cambiano ed hanno anche la memoria corta. Il Sig. Tremonti è proprio sicuro di aver fatto bene i conti tassando le vetture oltre i 225 Kw? Credo proprio di no, presto qualcuno si accorgerà che il fisco così perde solo altri soldi. Ma non bisognerebbe incentivare i consumi?

di Bruno Pellegrini

Da: “SicurAUTO.it “

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