L’AVIS DI BOVINO TAGLIA I PONTI CON LA SEDE DI FOGGIA.

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Dopo le ultime e continue disfunzione da parte del centro trasfusionale di Foggia, l’AVIS di Bovino si rivolge al “Centro trasfusionale” di San Giovanni Rotondo che già da domenica prossima curerà i prelievi nella sede di Bovino. Da alcuni giorni … Continue reading

Server olandese minaccia Internet “E’ il più grande attacco di sempre”

 

+  Londra dichiara guerra ai cyber attacchi

La sede di Cyberbunker ad Amsterdam da dove si presume sia partito l’attacco

Migliaia di messaggi spam inondano la Rete: «E’ qualcosa di simile alle bombe nucleari». Indagano le polizie di cinque Stati. A rischio anche banche e apparati dei governi

CARLO LAVALLE                                                                                                                    Il funzionamento di Internet sta subendo gravi problemi e rallentamenti su scala globale a causa di quello che gli esperti considerano il più grande cyber-attacco della storia. Lo riferisce il sito della BBC secondo cui sull’episodio hanno avviato indagini le unità anti-cybercrime di cinque diversi paesi.

All’origine ci sarebbero i contrasti insorti tra Spamhaus, un’organizzazione internazionale no-profit attiva nella lotta contro lo spam con sede a Londra e Ginevra, e Cyberbunker società olandese di hosting. I problemi sono nati nel momento in cui Spamhaus ha bloccato i server gestiti da Cyberbunker, disposta ad ospitare qualsiasi contenuto ad eccezione di pedopornografia e terrorismo come dichiara sul suo sito.

A questa decisione Sven Olaf Kamphuis, portavoce di Cyberbunker, ha replicato a brutto muso accusando Spamhaus di abusare della sua posizione non avendo titolo a stabilire in modo arbitrario “ciò che può stare o non può stare sul web”. Sin dal 19 marzo, secondo Spamahaus, Cyberbunker avrebbe fatto partire una serie di attacchi di tipo DdoS (Distributed Denial of Service) in combutta con bande criminali dell’Europa orientale e della Russia scaricando una massa di traffico impressionante pari a 300 gb/s (in genere il volume è in media di 50 gb/s) contro le strutture dell’organizzazione per tagliarle fuori.

L’aggressione ha colpito anche il sistema di Domain Name System (DNS) e la potenza è tale da compromettere anche le infrastrutture governative. “L’effetto a catena generato da questo attacco sta avendo ripercussioni su Internet a livello globale”, ha dichiarato il Prof. Alan Woodward, esperto di sicurezza informatica presso la University of Surrey che in passato aveva già denunciato la vulnerabilità del DNS. Spamhaus comunque si dice in grado di far fronte a questa emergenza e Linford suo chief executive ha annunciato la collaborazione di molte importanti società come Google che si sono messe a disposizione per aiutare ad “assorbire tutta questa massa di dati” cercando di scongiurare effetti più devastanti per la rete.

Tratto da: LA STAMPA.it  Tecnologia.

BOVINO SEMPRE PIU’ A RITROSO

 

Dati dell’ultimo censimento 2011,

una fotografia desolante della Comunità di Bovino

che si avvia inesorabilmente alla scomparsa.

Gli ultimi dati Istat , relativi al censimento 2011, evidenziano che la popolazione di Bovino, rispetto al 2001, decresce ulteriormente del 10,4%.

La struttura della popolazione per fasce di età rivela che la popolazione giovane ( 0-14 anni) tende costantemente a diminuire, quella adulta ( 15-64 anni) è quasi stazionaria, mentre quella anziana ( 65 anni e oltre) è in continuo aumento. Si sta concretizzando una struttura di tipo regressiva dato che il numero dei giovani è inferiore a quello degli anziani .

L’indice di vecchiaia che rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione (rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino a 14 anni), per il comune di Bovino, dice che attualmente ci sono 239 anziani ogni 100 giovani.

L’indice di dipendenza strutturale che rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva ( 0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni), dice che a Bovino nel 2011 ci sono 65,2 individui a carico ogni 100 che lavorano.

L’indice di ricambio della popolazione attiva che rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione ( 55-64 anni ) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni ) a Bovino nel 2011 è 159,4, che significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.

L’indice di struttura della popolazione attiva che rappresenta il grado di invecchiamento della popolazione in età lavorativa, rapporto percentuale tra la parte di popolazione in età lavorativa più anziana (40-64 anni) e quella più giovane (15-39 anni), è passata dal 96,4 del 2002 al 126,11 del 2011.

L’età media della popolazione di Bovino è passata da 44,8 del 2002 al 46,9 del 2011.

Un quadro sconfortante che esprime lo stato di lassismo, di rassegnazione, di immobilismo e di mancanza di iniziativa della popolazione bovinese e di quelli che si spacciano per amministratori. Di questo passo Bovino nel 2050 sarà una cittadina fantasma.

Ma davvero, come Bovinesi, vogliamo rassegnarci a vedere estinguersi la collettività di Bovino che, nel corso della sua lunga storia, ha sempre dato prova di orgoglio, di appartenenza e voglia di esistere e crescere ? Non è il caso di riappropriarci con fierezza della tramandata dignità e tutti insieme prodigarsi veramente per la sua sussistenza e la sua rinascita ? I presupposti come pure le risorse umane e materiali ci sono, bisogna averne la giusta consapevolezza e metterli a frutto con volontà, serietà e senso di responsabilità , evitando qualsiasi forma di intervento fuorviante, dissipatore ed inutile.

Sabato Antonio Marseglia.

A BOVINO: NATALE CON UTOPIA

   E’ un Natale ricco di eventi quello propone anche quest’anno il Liceo Classico/Scientifico 304209_2309400264667_6829537_nV.Lanza di Bovino (FG). Sabato 22 Dicembre 2012 è il giorno designato per questa enorme festa che coinvolge non solo gli studenti di Bovino, ma quelli di tutta la Capitanata. Ad aprire le danze alle ore 10.30 è il tradizionale appuntamento artistico mattutino nella Sala Pio IX, che quest’anno ha come argomento l’”Immaginazione”, e che vede impegnati nella realizzazione e nella costruzione di spettacoli teatrali e musicali gli studenti e gli ex studenti del Liceo di Bovino. A dirigere le operazioni è di nuovo il tenace professor Pompeo D’Andrea. Gli alunni metteranno in scena le proprie rivisitazioni di opere come “Favolescion”, “A Christmas Carol”, “Peter Pan” e il tutto culminerà con lo spettacolo teatral/musicale “Davide Nella Gabbia del Silencio”, scritto e diretto dagli Utopia, la rockband che si è formata nelle aule del Liceo. Si prosegue poi con il trattamento di un argomento un po’ più delicato. Infatti gli alunni del Lanza guidati dal loro intraprendente rappresentante Rocco Giannotti, sostengono il progetto Telethon perché, ci dice proprio Rocco Giannotti: “crediamo nell’importanza della ricerca, in quanto unica possibilità per trovare un giorno la cura a tante patologie. E anche perché ci fidiamo, crediamo nella serietà e nella trasparenza della Fondazione”. I ragazzi hanno deciso di sostenere la ricerca in un modo diverso, innovativo, organizzando una Giornata di Beneficenza che si articolerà in tre fasi: LA PARTITA DEL CUORE (torneo calcistico dalle ore 14.30 presso il Campo Sportivo Comunale Regina Margherita di Bovino e dove i ragazzi delle tre sedi del Liceo Classico “V.Lanza” – Bovino, Ascoli Satriano e Foggia – e quelli dell’Istituto Professionale “A.Pacinotti” di Bovino si scontreranno in una gara a punti dove si contenderanno il prestigioso Trofeo di Telethon); IL CONCERTO DI BENEFICENZA (concerto al Palazzetto dello Sport di Bovino dalle ore 19.30 e che prevede l’esibizione di 8 band emergenti del nostro territorio: “Vir e i suoi composti” da Ascoli Satriano; “Work in progress” da Candela; “Akoè” da Deliceto; “Utopia” da Bovino; “Mannaro” da Foggia; “Between The Balls and the Ass” da Ascoli Satriano; “Marco Romagno” da Foggia; “Viperium” da Ascoli Satriano); DISCO MUSIC FOR TELETHON (dj set con la musica di Dj Killer Father e con l’esperto di Jungle e Drum’n’Bass Dj DFonq). Si tiene a precisare che naturalmente, tutto il ricavato di queste manifestazioni sarà devoluto a favore della campagna Telethon.
Un’altra prova di coraggio per questo meraviglioso paesino che nonostante si faccia derubare, anno dopo anno, dalla falce dell’emigrazione di un’ingente quantità di giovani, continua imperterrito a dimostrare come sia assolutamente e paradossalmente attivo, pulsante e vivo.
Non mancate e non fatevi sfuggire un programma del genere che nel vostro palinsesto non può assolutamente mancare!

Luis Utopia.

Spesa durante il lavoro, tornano in servizio ASL

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Foggia – TORNANO in servizio 4 dei 5 dipendenti Asl, arrestati dai carabinieri di Foggiapoichè ritenuti responsabili di truffa ai danni dello Stato, come da comunicato del 19/11/2012. Il G.I.P. di Foggia, accogliendo le intervenute istanze di libertà personale, con … Continue reading

ANCHE DUE BOVINESI TRA GLI ARRESTATI PER ASSENTEISMO ALLA ASL DI FOGGIA

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Assenteismo, cinque arresti a Foggia in manette psicologa e infermieri Timbravano il cartellino e poi andavano a fare la spesa, oppure si registravano in posti di lavoro diversi da quelli assegnati. In manette per truffa aggravata di PIERO RUSSO FOGGIA – … Continue reading

SCOPERTA DI UN INSEDIAMENTO PREISTORICO A BOVINO (FG)

LA STRAORDINARIA SCOPERTA  E’ AVVENUTA NEL 2010  IN LOCALITÀ   “TEGOLE” DEL COMUNE DI BOVINO, ZONA INTERESSATA ATTUALMENTE ALLA COSTITUZIONE DI UN PARCO EOLICO.

Il sorgente parco eolico in località “TEGOLE” di Bovino (Fg) dove è avvenuta la scoperta.

 Organizzata dalla locale sezione dell’ Archeoclub d’Italia, si è svolta giovedì 18 ottobre 2012 la conferenzaLe Colline del vento. La scoperta del grande abitato dell’età del rame di Tegole. Relatrice la dottoressa Anna Maria Tunzi Sisto della Soprintendenza Archeologica della Puglia.

Anna Maria Tunzi

   Esordendo con la constatazione e la convinzione che il territorio di Bovino è ricchissimo di testimonianze preistoriche  straordinarie per interesse e importanza, note e  ancora da scoprire, la relatrice ha riferito che, a seguito di una campagna di scavi archeologici, eseguiti sotto la sua direzione nel 2010, nella località Tegole, area interessata ad un costituendo Parco eolico, sono state rinvenute presenze di eccezionale interesse di età preistorica con strutture altamente significative, in particolare nella zona di influenza dell’aerogeneratore contraddistinto col n. 26. In conseguenza di ciò la Soprintendenza, ritenendo la proposta progettuale avente un evidente impatto distruttivo in un sito di interesse archeologico, ha espresso parere negativo ai lavori, e l’intenzione di avviare l’istruttoria per l’emanazione di un provvedimento di tutela ai sensi del D. Lgs. 42/2004, relativo all’ area destinata alla turbina 26, chiedendo ed ottenendo lo stralcio  della stessa dal progetto del parco eolico. Per i siti destinati alle altre turbine le cui indagini preliminari hanno evidenziato presenze di età preistorica  non definibili come tipologia e datazione per la mancanza di approfondimenti stratigrafici, ha richiesto l’avvio, a cura della società proponente il parco,  delle attività di verifica delle preesistenze. Verifiche che, allo stato attuale, nonostante  l’avvenuta installazione di  già n. 4 aerogeneratori,* non ha ancora provveduto ad espletare. Proseguendo  ha illustrato e  spiegato  con dovizia di particolari  e in maniera appassionata e  coinvolgente,   l’eccezionalità  della scoperta. Un grande insediamento umano risalente all’età del rame, IV millennio a.C.. Un esempio unico in Italia. Ceramiche, resti di strutture murarie realizzate, come barriere, per salvaguardare le abitazioni (capanne) dall’imperversare del vento, molto presente nella zona anche a quei tempi, e segni evidenti di un sistema insediativo e di una organizzazione territoriale riconducibile al Neolitico. Ha concluso con l’esortazione che necessita , da parte dei cittadini,  una  doverosa partecipazione e un controllo più vigile  alle  trasformazioni che interessano il proprio territorio se si vogliono salvaguardare le enormi e preziose  risorse che possiede.

Un momento della conferenza.

    Alla platea dei convenuti , che ha ascoltato con viva attenzione e gioiosa meraviglia,  non è rimasto altro che provare, accanto all’ orgoglioso entusiasmo e alla soddisfazione  di essere venuti a conoscenza del ritrovamento nel proprio territorio di una testimonianza così eccezionale, la delusione e il disappunto  per la mancanza di sensibilità culturale dell’amministrazione comunale che, pur consapevole di tale importante rinvenimento, non si è curata di comunicarlo alla popolazione  bovinese, o, constatata la sua rilevante importanza, di disporre una interruzione cautelativa  dei lavori di installazione delle turbine. Si è premurata solo di concludere tacitamente l’aspetto finanziario ed economico dell’operazione eolica, senza rendersi conto  di avviare, così  facendo, un’azione di  impoverimento e distruzione di un patrimonio inestimabile che appartiene all’intera Comunità.                                                                                                                    

Sabato Antonio Marseglia

* Nota di Ventoamico: Da due giorni risulta in opera anche il quinto generatore (Il 26?).

FOGGIA ACCORPATA IN UNICA PROVINCIA CON TRANI E BARLETTA

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FOGGIA NON SARA’ PIU’ PROVINCIA AUTONOMA MA SARA’ UN TUTT’ UNO CON  DUE PROVINCIE LIMITROFE, ECCO I PARTICOLARE IN UN ARTICOLO DI  “YAHOO NOTIZIE” Le nuove province italiane: ecco cosa cambia nella geografia del Belpaese    Una rivoluzione sta per … Continue reading

I PADRI VOCAZIONISTI ALLA GUIDA DELLE PARROCCHIE DI BOVINO (FG)

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Ieri, domenica 21 ottobre alle ore 19,00, nella Cattedrale di Bovino, gremita come non mai, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francesco Pio Tamburrino, arcivescovo dell’ Arcidiocesi Foggia-Bovino, dopo aver partecipato alle ore 17,00 all’inaugurazione della nuova sede comunale di Bovino trasferita nel … Continue reading

SAN CELESTINO SOLDATO E MARTIRE a Bovino (FG)

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DOMENICA 14 OTTOBRE, SAN CELESTINO CHIUDE LE FESTE DI BOVINO. Nutritissimo il programma dell’ultima festa di Bovino dedicata al San Celestino le cui spoglie si venerano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie .   L’arrivo dei Bersaglieri sabato pomeriggio … Continue reading

SAN MARCO D’ECA E IL MIRACOLO DELLE NOCI.

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CULMINATA COL LANCIO DELLE NOCI LA FESTA DI SAN MARCO A BOVINO (FG).      Come annunciato con un precedente articolo, domenica scorsa, Bovino ha festeggiato il suo Compatrono San Marco.  Certo non sono stati i festeggiamenti del 29 agosto resi … Continue reading

Bovino il set di “Marina” all’attenzione di RAI Tre.

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Venerdì 5 ottobre alle ore 07,30, durante la trasmissione “Buongiorno Regione” andrà in onda il servizio, realizzato da RAI TRE durante le riprese del Film “Marina” girato nel centro storico di Bovino (FG).  

Terremoto nel Sannio

Scossa di magnitudo 4,1 alla profondità di 11,4 chilometri

Avvertita anche a Bovino (FG). (Nota di Ventoamico)

Localizzazione del terremoto nel Sannio del 27 settembre (fonte: INGV)Localizzazione del terremoto nel Sannio del 27 settembre (fonte: INGV)

    E’ stata abbastanza superficiale la scossa di magnitudo 4,1 avvenuta alle 3,08 della notte scorsa nel Sannio. Secondo le analisi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il terremoto e’ avvenuto infatti alla profondita’ di 11,4 chilometri ed e’ localizzato quindi nella fascia piu’ superficiale della crosta terrestre.

”Terremoti che avvengono a profondita’ confrontabili a questa sono i piu’ frequenti lungo l’Appennino”, spiega il sismologo Alessandro Amato.

Le zone piu’ vicine all’epicentro (entro un raggio di 10 chilometri) sono Benevento e i seguenti paesi che si trovano nella provincia: Apice, Calvi, Paduli, Pago Veiano, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Martino Sannita, San Nazzaro, San Nicola Manfredi, Sant’Arcangelo Trimonte.
Secondo le prime analisi degli esperti dell’Ingv il meccanismo che ha generato il terremoto e’ di tipo estensionale, lo stesso all’origine del terremoto dell’Aquila del 2009. Vale a dire che la crosta terrestre si e’ deformata ai lati dell’Appennino, con un movimento perpendicolare rispetto alla catena montuosa, ”come un dolce che si gonfia al centro e si collassa ai lati”, spiega il sismologo Claudio Chiarabba.

Tuttavia, ha aggiunto, la zona colpita dal sisma ”e’ molto articolata e soltanto nelle prossime ore dara’ possibile avere un quadro piu’ completo”.

Percorso: ANSA

“MARINA” TUTTI I PARTICOLARI SUL FILM GIRATO A BOVINO.

    Come ormai noto, Bovino (FG), ed esattamente il suo stupendo centro storico è stato set del fil film “MARINA”. Per la seconda volta in poco tempo la cittadina dei Monti Dauni è balzata prepotentemente all’attenzione del grande cinema. E’ stata un’importante coproduzione Italo Belga a scegliere ed eleggere l’ambiente della Bovino storica ad ambientazione per il nuovo Film, dove si sono affacciati alla ribalta grandi personaggi del Cinema quali Luigi Lo Cascio che già qualche anno fa era stato presente per il Film “Noi Credevamo” e Donatella Finocchiaro con la valente regia di Stijn Coninx.

   Per quattro giorni Bovino ha vissuto momenti indimenticabili seguendo la Troupe nelle varie riprese nelle  contrade  del Centro storico e anche nei momenti liberi in quanto, tutti i componenti si sono mostrarti di una gentilezza e cordialità del tutto eccezionale. Alla fine Molto positivi i  commenti degli addetti ai lavori e riguardo il nostro paese e ai suoi abitanti.     Molto si è scritto e pubblicato al riguardo in questi giorni, ma molti particolari sono rimasti sconosciuto per cui di seguito pubblichiamo “La scheda di progetto di Marina” trasmessaci molto gentilmente dall’addetto ai lavori Pierluigi Del Carmine (nella foto a sinistra) al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

 

Donatella finocchiaro                                                                Luigi Lo Cascio

SCHEDA PROGETTO 

Società di Produzione 
 
EYEWORKS FILM & TV DRAMA NV (Belgio)
ORISA PRODUZIONI (Italia)
LES FILMS DU FLEUVE (Belgio)
 
Titolo
MARINA
Regista
 
Stijn Coninx
Produttori
 
Peter Bouckaert (Belgio)
Cristiano Bortone (Italia)
Luc e Jean-Pierre Dardenne (Belgio)
 
Sceneggiatore
Rik D’hiet
 
 
Cast principale
Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro
 
Genere
 
Sentimentale. Biografia. Ispirato alla vita del famoso musicista Rocco Granata.
 
Lunghezza
 
100′
Formato
 
35mm
Lingua
 
Italiano, Fiammingo
Inizio riprese
 
Autunno 2012
Previsione d’uscita
2013
 
 
Locations
Italia, Belgio
 
Periodo di riprese
8 settimane
 
Contatti
 
ORISA PRODUZIONI Srl
 
EYEWORKS FILM & TV DRAMA
FABRIEKSTRAAT
 

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     Sebbene ambientato negli anni cinquanta, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Marina tratta un tema molto moderno e attuale come quello dell’immigrazione e dell’integrazione, quando erano gli italiani ad essere oggetto di pregiudizio nei paesi del nord Europa. Su questo sfondo il film racconta la storia di un uomo che realizza un sogno, seguendo solo il suo cuore, contro ogni ostacolo. La vicenda è quella del musicista italo/belga Rocco Granata che, negli anni cinquanta, ebbe un successo mondiale con la sua canzone “Marina”, che ha venduto oltre un centinaio di milioni di copie in tutto il mondo. Questa canzone è stata cantata anche da artisti come Louis Armstrong, Dean Martin e Dalida.
 
“Marina” racconta di un ragazzino italiano, della sua infanzia passata in un idilliaco paesino calabrese e della sua lotta in un duro villaggio minerario belga per sopravvivere alla povertà, ai pregiudizi sociali e culturali e a un padre autoritario ma dai grandi valori.
Uno dei punti focali del film sarà appunto questo rapporto d’amore / odio tra Rocco e suo padre Salvatore, classico uomo del sud tutto di un pezzo, che crede così tanto nella famiglia da aver sacrificato tutto per lei, e che pretende che anche il figlio faccia lo stesso.
 
Intrecciata alla storia di un giovane appassionato che riesce a soddisfare i suoi sogni più intimi c’è la storia d’amore con “la ragazza del casino”, la bella, ma irraggiungibile figlia del droghiere del paese belga in cui Rocco è costretto ad immigrare con i suoi genitori. Questo amore impossibile accompagnerà Rocco per tutta la sua adolescenza rivelando come l’ipocrisia finisca per soffocare spesso gli istinti più nobili.
 
“Marina” sarà diretto da Stijn Coninx, uno dei registi belgi più celebri, che ha ottenuto una nomination all’Oscar con il film “Daens” e con gli altri suoi film ha vinto oltre 40 premi internazionali.
 
Questo film sarà una co-produzione tra Belgio e Italia. Il film sarà girato nei due paesi e il cast principale sarà italiano. La lingua sarà l’italiano e l’olandese. 

 

 
SINOSSI
 
Italia del Sud, 1948. Il piccolo e vivace Rocco Granata ha 10 anni quando il padre Salvatore parte per il Belgio. La loro famiglia è molto povera e l’uomo è costretto a lasciarli per andare a lavorare in una miniera di carbone. E’ l’unico modo che ha per far sopravvivere alla miseria la moglie e i figli, anche se i soldi che riesce a mandare non sono molti e per loro la vita in Italia continua ad essere dura. L’unica consolazione è il calore della loro terra e dei loro amici e parenti.
 
Dopo un anno che è via, la nostalgia della propria famiglia è così grande per Salvatore, da spingerlo a mandare una lettera alla moglie in cui le chiede di raggiungerlo in Belgio.
 
Rocco è quello più entusiasta e non vede l’ora di raggiungere il padre a Waterschei, la piccola città mineraria che sarà la sua nuova casa. Ma appena arriva, la delusione è grandissima. Salvatore, come tutti gli altri immigrati, vive in una miserabile baracca. La gente del posto è distante e diffidente. Il clima è più freddo e si parla una lingua che non capisce. Non c’è niente che ricordi il calore della sua Italia. E’ povero come prima e in più si sente anche un emarginato, un diverso, un cittadino di serie b.
A scuola le cose vanno ancora peggio e Rocco è demoralizzato. 
 
Il padre si accorge del suo disagio – sa cosa vuol dire sentirsi un emarginato – e decide di parlargli. Secondo lui quello di cui ha bisogno il figlio è un sogno al quale aggrapparsi. Anche lui ce l’ha ed è quello di dare alla famiglia un futuro migliore. Solo la speranza di realizzare un sogno riesce a dare ad un uomo la forza di stringere i denti anche nei momenti più difficili.
 
Il bambino sa che c’è solo una cosa che riesce a farlo stare meglio quando è triste e che lo appassiona più di tutto il resto: fare musica. Da ora in poi  questo diventa il suo sogno e l’obiettivo al quale si aggrappa con tutte le forze.
 
Con il passare del tempo Rocco diventa sempre più bravo con la fisarmonica. La musica non solo gli dà la forza di andare avanti, ma gli fa acquistare anche più fiducia in se stesso. Forma anche una band con la quale si esibisce nei locali: “Il Quintetto Internazionale” che suona i successi jazz dell’epoca. Quando il padre però lo scopre è scontro frontale. Per lui ha altri progetti: lavoro concreto e quella sicurezza economica che purtroppo, anche dopo tanti anni di fatica, lui non è riuscito a raggiungere. Vuole vederlo titolare di un’officina ed è per questo che si spezza la schiena e risparmia ogni centesimo che può. Il figlio non può deluderlo. Deve realizzare quello che lui non è riuscito a fare.
 
Il rapporto tra Rocco e suo padre diventa sempre più aspro. Salvatore non riesce ad accettare la determinazione di Rocco nel dedicarsi anima e corpo ad un’attività come la musica, che ai suoi occhi non può garantire un futuro concreto e una sicurezza economica. In realtà anche lui da giovane, in Italia, aveva avuto la passione per la musica e aveva formato un piccolo complesso musicale, ma la vita gli aveva imposto un destino diverso. Aveva capito che sognare va bene, ma arriva un punto in cui bisogna cedere. La cosa più importante è solo poter garantire per sé e la propria famiglia una vita dignitosa. Salvatore è convinto che fare il musicista non sia un mestiere “vero”: Rocco non può essere così egoista da pensare solo a se stesso.
 
Il ragazzo, ovviamente, si oppone, ma dopo l’ennesimo litigio è costretto a capitolare ed accetta di iniziare un lavoro come apprendista meccanico. Questo però non vuol dire per lui rinunciare alla musica e di notte, all’insaputa del padre, continua ad andare a suonare con gli amici.
 
Rocco non vuole rinunciare ai suoi sogni. Era stato proprio Salvatore a dirgli di crederci fino in fondo. Ma quell’omone buono e leale, che lui ammirava così tanto quando era piccolo, purtroppo non è più lo stesso ai suoi occhi. Dopo averli trascinati in Belgio in cerca di una nuova vita, era stato lui per primo a non sapersi adattare. Non aveva nemmeno mai voluto imparare il fiammingo. Non era mai riuscito ad integrarsi veramente e Rocco non vuole fare la sua fine.
 
Un giorno, ispirato dalla bellezza della ragazza che ama, la figlia del droghiere del paese con cui ha da sempre un flirt impossibile, compone una canzone bellissima alla quale dà il titolo di “Marina”, come il nome di una nota marca di sigarette che, per caso, nota passando davanti ad un cartello pubblicitario. La canzone piace moltissimo ad un produttore discografico che accetta di registrare il singolo.
 
Rocco è al culmine della gioia. E’ sicuro che il suo sogno si stia finalmente per realizzare, quando purtroppo la situazione precipita. Non solo la canzone non ha il minimo successo, ma la ragazza che ama, la sua musa ispiratrice, è costretta dal padre a partire per gli Stati Uniti.
 
Rocco è sconvolto. Il colpo di grazia gli viene dato dalla notizia  del crollo di una galleria nella miniera in cui  lavora il padre. L’uomo miracolosamente si salva, ma si ritrova all’improvviso senza lavoro. Il ritorno in Italia senza aver realizzato nulla di concreto è ormai inevitabile.
 
E’ una sconfitta per Salvatore ed una vera tragedia per Rocco: la fine di un sogno. Anche perché, nel frattempo, i polmoni di Salvatori stanno rivelando i risultati di anni passati in miniera. Prima di partire però Rocco decide di fare un ultimo, disperato tentativo: far uscire una nuova versione della sua “Marina”.
 
Questa volta la canzone inaspettatamente è un grande successo che diventa subito una hit non solo in Belgio, ma anche in Olanda e fin negli Stati Uniti! Proprio una società discografica americana decide di lanciarlo come il nuovo Mario Lanza: durante il tour in America Rocco si esibisce addirittura al famoso Carnegie Hall. Ed è proprio dopo questo concerto che incontra, dopo tanto tempo dalla sua partenza per il Minnesota, la ragazza che ama, la sua “Marina”, giunta lì per ascoltarlo.
 
Mentre Rocco sta ammirando assieme a lei il panorama di Manhattan dal balcone di un lussuoso hotel, si rende conto di sentirsi veramente realizzato: ha trovato finalmente il suo posto nel mondo. E’ semplicemente dove ha la possibilità di esprimere se stesso attraverso la propria musica. E’ lì, davanti a lui. Ora non si sente più un immigrato senza radici.
 
Quando Rocco torna a casa per condividere con i genitori la sua gioia, scopre purtroppo una verità dolorosa. Salvatore è morto per una malattia polmonare.
 
La madre gli dice commossa che il padre però se ne era andato felice. Aveva saputo del suo trionfo al Carnegie Hall. Rocco non ha mai tradito il suo sogno e alla fine ce l’ha fatta. Il padre era orgoglioso di lui. 

 

NOTA D’INTENTI DEI PRODUTTORI

 Il film “Marina” sarà un’importante co-produzione internazionale. La collocazione temporale (Italia e Belgio negli anni ‘50), lo sfondo storico (la migrazione italiana e il lavoro nelle cave di carbone in Belgio) e il tema della musica di quegli anni, offrono la possibilità di un film epico e spettacolare.
 
Il tema dell’immigrazione e lo scontro fra culture diverse è oggi un soggetto quanto mai attuale. Così come la storia epica ed universale di un uomo che riesce a realizzare i suoi sogni. Su questi elementi, così come sulla storia d’amore, contiamo sul successo del film con il grande pubblico.
 
Il film è una co-produzione naturale fra i due paesi dove la storia è ambientata: l’Italia e il Belgio, dove tutt’ora esistono miniere uguali a quelle degli anni ’50 e dove Rocco Granata nella sua carriera ha venduto più dischi.
 
Al centro del progetto c’è un team creativo di grande prestigio: il candidato premio Oscar Stijn Coninx, gli acclamati produttori fratelli Dardenne, società di produzione che negli anni hanno dimostrato di saper realizzare film di prestigio e di qualità.

 

NOTA D’INTENTI DELLO SCENEGGIATORE

di Rik D’hiet

 Naturalmente conoscevo la canzone ‘Marina’. Ha venduto oltre cento milioni di copie in tutto il mondo. La canzone è stata una cover cantata tante volte da artisti del calibro di Louis Armstrong, Dean Martin e Dalida. Ovviamente non potevo che conoscere anche un personaggio così famoso e amato come Rocco Granata, che, come autore e produttore, ha svolto un ruolo molto importante nella musica belga. Ma questa non è solo la storia di una persona, e non è nemmeno solo una canzone.

 
Ho cercato di usare la storia della vita di Rocco come spunto importante di un dramma universale di un padre e un figlio, nel contesto dell’immigrazione e dell’integrazione culturale degli anni ‘50. Per aumentare la ricchezza e l’autenticità della narrazione, ho usato i dettagli biografici che con tanta generosità stesso mi ha messo a disposizione. Ma pur rispettando la sua verità, ho creato nuove scene, personaggi, trame in grado di rendere il film una grande epica. Per raccontare una verità drammatica, è necessario mentire un po’.
 
La storia degli operai italiani costretti a lasciare le proprie case e la propria terra alla ricerca di una vita migliore all’estero ha un certo fascino internazionale. Il tema dell’immigrazione è ancora molto attuale e rilevante in questi giorni. C’è più di una somiglianza con le ambizioni e le frustrazioni degli immigrati del passato e quelli di oggi. Nella nostra storia l’elemento emotivamente forte è che questo dramma sia raccontato da un ragazzino che viene bruscamente strappato via da un mondo rurale per essere proiettato in un mondo inospitale che non capisce.
 
Rocco è cresciuto nel calore della cultura mediterranea con delle idee molto rigide per quanto riguarda i rapporti tra padri e figli, uomini e donne. La sua frustrazione per il modo in cui è stato ricevuto nel suo nuovo paese lo porta inizialmente fuori strada. Ma quando si aggrappa al suo sogno di diventare un musicista professionista, riesce a poco a poco a riconoscere una sua nuova identità.
Sullo sfondo sociale si muove un dramma tutto umano. Quello del conflitto universale tra un padre e un figlio. All’inizio della storia Salvatore Granata esorta il figlio a sognare. Gli dice che è possibile per un uomo forgiare il proprio destino. Ma quando Rocco inizia a seguire i dettami del padre, a mettere le “ali”, la mentalità in fondo conservatrice di Salvatore avrà la meglio. Rocco vuole una vita che il padre considera frivola e fallimentare. Salvatore ha sacrificato il suo futuro, la sua vita e anche la sua salute per la famiglia. Ora sembra che questo figlio si rifiuti di accettare questo sacrificio. La storia fra queste due generazioni e i loro differenti punti di vista è l’asse portante del film.
 
L’amore è l’altro elemento universale che rafforza l’emotività del film. Nella sottotrama c’è una storia d’amore tra Rocco ed una ragazza belga. Quando sono bambini tra di loro c’è un enorme divario culturale e sociale. Rocco viene scoraggiato dall’atteggiamento canzonatorio e sicuro di lei. Cerca di conquistarla con la musica, ma ciò che lo preoccupa di più è la sensazione che come “piccolo italiano” lui sia costretto a fare sempre meglio degli altri per ottenere un po’ di rispetto. Ma la sua tenacia, il suo carattere verranno riconosciuti dalla ragazza, che alla fine dimostrerà di averlo sempre amato. 

 

Il CV dello sceneggiatore

Rik D’hiet (1965) ha scritto e collaborato alla stesura di numerose e acclamate serie TV di grande successo in Belgio e in Olanda.         Ha vinto il Joseph Plateau-award per ‘serie TV’ nel 2004 e ha ricevuto il premio SACD come miglior sceneggiatore televisivo nel 2006. Oltre a dedicarsi al suo lavoro come scrittore, insegna sceneggiatura al Ghent University e alla scuola di cinema di Bruxelles, il Rits.

Al momento Rik sta ultimando ‘The Devine Monster’, una prestigiosa serie TV divisa in dieci parti, basata sui romanzi dello scrittore contemporaneo più importante fiammingo, Tom Lanoye, che offre un quadro  sorprendente del Belgio alla fine del XX secolo. 

 

NOTA D’INTENTI DEL REGISTA

di Stijn Coninx

 Ho conosciuto Rocco Granata durante le riprese di un film dove interpretava il ruolo di un prigioniero. Questa breve, ma intensa conoscenza fece una profonda impressione sia su di me che su Rocco. La ricchezza della sua vita è difficile da catturare. La storia universale di un immigrato, il contesto storico dopo la seconda guerra mondiale, i minatori immigrati alla ricerca di un futuro migliore e un ragazzo italiano che ama la musica più di ogni altra cosa. La sua lotta per riuscire a suonare e il successo della canzone che lo ha reso famoso a livello mondiale,  “Marina”…

 
Non vedo “Marina” solo come un ritratto fedele della vita di questo interessantissimo artista. In primo luogo è piuttosto la storia universale su temi come l’integrazione, i conflitti familiari, l’amore e le passioni che danno un senso alla nostra vita.
 
Oltre al rapporto tra Rocco e la sua musa ispiratrice, sarà molto importante quello d’amore e odio con suo padre. Salvatore è il classico esempio del vero uomo del sud, dalla tempra d’acciaio, attaccato in modo viscerale alla propria famiglia e alla propria terra. Rimane così legato alla sua Italia che, una volta trasferitosi in Belgio, anche dopo molti anni non imparerà mai a parlare il fiammingo, quasi fosse un tradimento nei confronti della sua identità calabrese. Ma facendo ciò non si scrollerà mai di dosso la veste d’immigrato italiano in terra straniera.
 
Quando il figlio Rocco era piccolo e osservava il padre lavorare come fabbro, pensava che sarebbe voluto diventare proprio come lui: grande, forte, coraggioso, leale. Ed è vero, Salvatore è tutte queste cose. Solo che le delusioni, la frustrazione di non essere all’altezza delle aspettative della famiglia, la fame, la lontananza dalla sua terra natia, lo segnano nel profondo. Sarà proprio il suo grande amore per Rocco, la paura che lui commetta i suoi stessi errori e che possa sentire il suo stesso senso d’inadeguatezza, a renderlo cieco di fronte al talento del figlio. Non vuole che Rocco perda il suo tempo prezioso per qualcosa di inutile come la musica.
 
Salvatore è convinto di agire per il bene del figlio, ma con quest’atteggiamento da padre-padrone finirà solo per allontanarlo sempre di più. Il contrasto tra questo padre e questo figlio è molto simile a quello che abbiamo visto in “Billy Elliot”. L’amore di un padre è così grande da diventare egoismo. E’ così forte la convinzione di fare la cosa giusta, da non permettergli di rendersi conto che così facendo impedisce ad un figlio di vivere la vita secondo le sue aspirazioni.
 
Il film racconta proprio questo: la storia della lotta per la conquista della propria identità, dei propri sogni, seguendo solo le proprie passioni e il proprio cuore… Dal soleggiato sud d’Italia fino ad una grigia miniera nel freddo Belgio. E’ per questo che anche se l’intera storia è ambientata nel 1950, sarà una storia universale e senza tempo.

 

Il CV del regista

 Stijn Coninx (1957) ha diretto molti film, serie TV spettacoli teatrali.                         I suoi film  “Hector”, “Koko Flanel” and “Daens”, sono stati per molto tempo in testa ai box office in Belgio.              Daens” ha avuto una nomination all’Oscar come miglior film straniero. Stijn ha anche diretto “When the light comes”, “Sea of Silence” and “To walk again”.
 Nel 2009 ha diretto “Soeur Sourire”, una coproduzione Franco-Belga che vede in scena la famosa attrice Cécile de France.

 

GENERE & TEMA
 
Genere
 
Sentimentale. Biografia.
 
Ispirato alla vita del famoso musicista Rocco Granata, sullo sfondo degli eventi che hanno coinvolto gli immigranti italiani negli anni ’50, la storia di un bambino che insegue un sogno: la musica.
 
Tema
“Marina” parla di come è possibile fuggire il destino, seguendo solo ciò che ci dice il cuore, contro ogni pregiudizio.
 
Il destino non è una questione di fortuna, ma una questione di scelta.
 
E’ anche un film sull’immigrazione, l’identità culturale e l’amore.
 
I PRODUTTORI
 
Eyeworks Film & TV Drama
(Belgio)
 
 La Eyeworks Film & TV Drama (MMG) è stata fondata nel 1981
 
La società ha prodotto e co-prodotto numerosi film, in entrambi casi acclamati a livello internazionale e dalla critica e il più delle volte primi in classifica al box office nazionale.
 
Dal 1995 la società  produce anche serie televisive di grande successo.
 
Dal 2005 Eyeworks Film & TV Drama fa parte dell’International Eyeworks Group, una multinazionale con sede in diversi paesi europei specializzata nella produzione di contenuti audiovisivi, televisivi e cinematografici.
 
Info & filmografia su www.eyeworksfilm.be.
 
Prima di entrare a far parte della Eyeworks Film & TV Drama come produttore, Peter Bouckaert (1969) è stato vice-presidente del Flanders International Film Festival per 10 anni.
 
Tra gli altri, ha partecipato al finanziamento e alla promozione di film come “The Alzheimer Case” di Erik Van Looy, “The Wedding Party” di Dominique Deruddere, “Winky’s Horse” di Mischa Kamp, “Blind” di Tamar van den Dop e “Storm Force” di Hans Herbots, Cut loose di Jan Verheyen.
 
Nel 2006 Peter produce “Ben X vincitore di tre premi al Montréal World Film Festival, vincitore del The Black Pearl Grand Jury Prize come Miglior Film al Middle East International Film Festival, del “The Red Star Award per il miglior film innovativo” al Palm Springs USA e del premio del pubblico come Miglio regista e Migliore Film Straniero al Sedona Festival, USA.
 
BEN X è stato venduto in più di  45 paesi.
 
Ha co-prodotto inoltre Soeur Sourire (diretto da Stijn Coninx).
 
Le sue ultime produzioni sono i film Old Belgium (di Indra Siera), The K File (di Jan Verheyen)  e Swooni (di Kaat Beels).
 
E’ il presidente del Flanders Film Producers Association dal 2006.

 

Orisa Produzioni S.r.l.

(Italia)

 Orisa Produzioni è una società di produzione indipendente italiana fondata nel 1998 dal regista-produttore Cristiano Bortone.    
 
Tra le sue produzioni in ambito cinematografico ricordiamo “Rosso come il cielo” di Cristiano Bortone (2007) presentato come Evento Speciale Unicef alla Festa del cinema di Roma, vincitore del David Giovani 2007 e di più di venti festival internazionali fra cui Hamburg, Amsterdam Cinekid, San Paulo, Sydney, Palm Beach, Vancouver, Durban, Tel Aviv; “Saimir” di Francesco Munzi (2005), Menzione speciale alla 61° Mostra del cinema di Venezia e vincitore del Nastro d’argento come Migliore Opera prima, candidato come Migliore opera prima al David di Donatello e all’Oscar Europeo; “Sono Positivo” di Cristiano Bortone, (2000) (distr. Cecchi Gori Group) film ufficiale del World gay pride.
 
Tra i documentari “La notte di Totò” (2003) di Guido Votano premiato come Miglior documentario italiano al Festival di Torino e “Altri occhi” (2005) Menzione speciale al Premio Libero Bizzarri.
 
Tra i cortometraggi “Aria” (2005) di Claudio Noce, vincitore del David di Donatello 2005 e “La stretta di mano” di Davide Marengo (2003) Menzione speciale ai Nastri d’Argento.
 
Inoltre nel corso degli anni diverse sono state le produzioni per la televisione tra cui le serie: Ritratti d’autore (Tele+), A noi piace corto (Studio Universal), Italia Amore Mio (Rai 3), Skylab (Sky) e Diario di Classe (Rai 3 e Discovery Real Time).
 
L’ultima produzione della società è il film “Indovina chi sposa mia figlia!” di Neele Vollmar, coproduzione italo-tedesca con la società Claussen+Wobke+Putz Filmproduktion (distr: 20th Century Fox) interpretato da Lino Banfi e Sergio Rubini, che in Germania ha superato 1 milione e 200.000 spettatori.
 
La società è membra del Club dei Produttori Europei, dell’European Film Academy e di Ace – Atelier du Cinema Européen.
 
Al momento ha appena finito le riprese del nuovo film di Cristiano Bortone “10 regole per fare innamorare” interpretato da Vincenzo Salemme e Guglielmo Scilla in uscita l’8 marzo 2012.
 
LES FILMS DU FLEUVE
(Belgio)
 
Dagli anni ’90 la società dei fratelli Dardenne è diventata il punto di riferimento del cinema di qualità un Belgio. Suoi alcuni dei film più acclamati ai festival di tutto il mondo.
 
Da “Rosetta” a “La promesse” del 1996 a “L’enfant” (2005) fino a “Il ragazzo con la bicicletta”  uscito quest’anno.
 
La società è anche attiva nel campo delle co-produzioni internazionali avendo firmato film come “Il mio amico Eric” (2009) di Ken Loach e l’italiano “La prima linea” (2009) di Renato De Maria sul dramma del terrorismo. 

By Ventoamico.

BOVINO: Riapre l’asilo “San Francesco”

S. E. R. Mons. Francesco Pio Tamburrino concebra con Mons.  don Aldo Chiappinelli, don Stefano Caprio e don Claudio Troiani.

     Dopo un periodo di chiusura, riapre l’asilo San francesco nel convento omonimo, che era stato chiuso per mancanza di soggetti della Congregazione di Sant’Anna che lo aveva gestito e diretto per tanti anni, con diligenza ed amore lasciando un vuoto profondo nella nostra città   perchè quasi tutti vi avevano vissuto i primi anni d’infanzia.

    Fortemente voluto dal nostro carissimo Arcivescovo Mons. Francesco Pio Tamburrino, finalmente si sono riaperti i battenti dell’antico convento per ospitare ancora una volta i Bambini di Bovino.

La nuova comunita delle “Suore dell’ Immacolata”

E’ stato lo stesso Arcivescovo che, domenica scorsa, alle ore 19 del 9 settembre 2012, nel corso di una solenne concelebrazione nella Cattedrale di Bovino ha annunciato la riapertura dell’asilo e presentato ai fedeli intervenuti la nuova Comunità incaricarata della conduzione dell’asilo formata da quattro giovani suore della Congregazione “Suore dell’ Immacolata”.

    Alla nuova Comunità i migliori auguri.

BOVINO: CAVALCATA STORICA – 29 agosto 2012

QUEST’ ANNO, COME UNA VOLTA, ANCHE LE CARROZZE ALLA                “CAVALCATA STORICA”

   Sontuosa e ricca come sempre, anche quest’anno la “Cavalcata Storica” svoltasi il 29 di agosto nell’ambito della festività della “Madonna di Valleverde” ha attirato a Bovino una moltitudine di persone.che, assiepa ai lati di Via indipendenza, del Corso Umberto I e fino alla Cattedrale, hanno visto sfilare i vari gruppi rappresentati scene della religiosità e della storia della nostra città quali l’Apparizione della Madonna di Valleverde, la visita di Maria Teresa d’Austria al Santuario scortata da 2000 soldati, quella del Sommo Pontefice Benedetto XIII ed inoltre numerosi personaggi in costume d’epoca, dal villano ai Duchi di Guevara, personaggi ecclesiastici, bambini, splendide ragazze e stupende signore accompagnate da baldi cavalieri più o meno giovani.
    Non potevano mancare morelli, sauri e bai in gran numero con pelo lucente, folte criniere e ricchi finimenti, cavalcati da eleganti, fini e bravi cavalieri. Bella mostra quest’anno hanno fatto tre eleganti carrozze con tanto di cocchieri in tuba ed eleganti e signorili coppie a bordo.
    Hanno partecipato al corteo diverse delegazione e rappresentanze  dei comuni dell’ex
diocesi di Bovino e di altri vicini, amici o gemellati (Montemurlo),  nonchè una rappresentanza del Canada e tutti con striscioni e gonfaloni.
 Oltre a Sua Eccellenza l’arcivescovo di Foggia-Bovino Mons. Francesco Pio Tamburrino, hanno partecipato il senatore Carmelo Morra, il vice presidente della provincia di Foggia Elvira Consiglio e numerosissimi sindaci.
     Uno spettacolo di tutto rispetto e degno di attenzione destinato a crescere sempre più nel tempo, grazie al comitato pro Valleverde, alla Pro loco e al Comune che ce l’anno messa tutta per la migliore riuscita.
 Noi personalmente abbiamo un solo grande rammarico: L’attuale “Cavalcata storica”,  ha sostituito oltre trenta anni fa, quello che era un atto vero e tradizionale semplicemente chiamato “La Cavalcata”, quello che il Barone definisce il più nobile e gentile omaggio alla Vergine Santissima. Difatti la mattina del 29, popolo, clero e autorità, dall’antichità e fino agli anni  settanta, si recavano al Santuario a cavallo e in carrozza ad omaggiare la Santa Madre di Dio per poi ritornare festeggianti a Bovino dove, in Cattedrale, celebravano prima la Santa Messa. Quest’atto di amore è cessato e la cavalca…  storica non di certo né tradizionale, come scritto in varie parti, si è ridotta, anche se bella e maestosa ad una semplice sfilata in passerella di costumi d’epoca e cavalli, perdendo così, totalmente le radici storiche e il significato vero.

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FESTIVAL NAZIONALE DE I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA SUI MONTI DAUNI DAL 6 AL 9 SETTEMBRE

 E’ stata presentata a Bari, nella Mediateca Regionale della Puglia, la settima edizione del Festival Nazionale de I Borghi più belli d’Italia che si terrà in provincia di Foggia dal 6 al 9 settembre prossimi. Quattro giorni che diverranno l’occasione per scoprire i paesaggi, il patrimonio ambientale e culturale, i sapori e la storia non solo dei quattro paesi ospitanti –Pietramontecorvino, Bovino, Alberona e Roseto Valfortore – ma anche degli altri comuni italiani sui quali svetta lo stendardo amaranto.

 

    Il 6 settembre a Pietramontecorvino, all’ombra del Palazzo Ducale, alle ore 18 in contemporanea col saluto delle autorità, apriranno gli stand dei 4 comuni insigniti del marchio “borghi più belli”. Più tardi, prima del buffet inaugurale a base di tipicità dei Monti Dauni riservato agli ospiti, sarà presentato “Vivere di Puglia”, il libro di Federico Massimo Ceschin. Doppio appuntamento musicale in serata, nel meraviglioso scenario del Giardino Pensile: alle 21.30 il concerto di Nicola Briulo, allievo di Matteo Salvatore; alle 23 spazio alla musica del Soap Trip Duo. 

   Per tutta la serata, sarà possibile visitare gli interni e la sommità della Torre Normanna, il Centro Visite multimediale, il museo e scoprire il fascino del quartiere medievale di Terravecchia. 
    Le delegazioni estere (Spagna, Francia, Belgio e Giappone) e quelle italiane provenienti dagli altri comuni della Penisola appartenenti alla rete de “I Borghi più belli d’Italia” saranno accolte venerdì 7 settembre a Bovino, alle ore 9, nella nuova sede del Palazzo Municipale: visiteranno il Castello, la Cattedrale e il centro storico del paese prima di assistere, in serata, al concerto dei Tarantula Garganica. 

    Sabato 8 settembre, ad Alberona, il paese delle fontane e della poesia, alle ore 11, nella sala convegni della Terrazza Panoramica si terranno un convegno dal titolo “Costruzione di un progetto di Marketing territoriale per lo sviluppo del Turismo nei Monti Dauni”. 
    Sempre sabato 8, dalle ore 12, a Roseto Valfortore aprirà i battenti la “Fiera dei Borghi più belli d’Italia”: nel cuore del ‘paese del miele e del tartufo’, grazie agli stand dei produttori, dei comuni italiani e a quelli de ‘Les plus beaux villages de la terre’, i visitatori potranno compiere un viaggio tra i sapori, la bellezza e l’autenticità dei borghi più belli del mondo. La Fiera resterà aperta anche domenica, dalle ore 9, e in entrambi i giorni del weekend offrirà degustazioni delle tipicità che meglio rappresentano la tradizione e la capacità innovativa della cultura gastronomica italiana. 
    Ad Alberona e Roseto Valfortore, due borghi che distano appena 10 chilometri l’uno dall’altro, il sabato sarà caratterizzato anche dai concerti dei Cantori di Monte (ore 18, a Roseto), della Coquette Band (ore 21.30 ad Alberona) e della formazione partenopea ‘A Paranza r’o Lione’ col suo spettacolo dedicato a “La musica del Vesuvio”. 

     Domenica 9 settembre, a Roseto Valfortore per l’ultimo giorno del Festival si terrà dal mattino fino alle ore 20, la “Fiera dei Borghi più belli d’Italia”.

    La settima edizione del Festival è organizzata dai comuni ospitanti con la collaborazione e il contributo di Regione Puglia, Provincia di Foggia, Borghi più belli d’Italia e le partnership di Gal Meridaunia, Egialea e Terravecchia in Folk.

 

 

 

 

STASERA FIACCOLATA A VALLEVERDE

      Anche quest’anno, alle 21,00 di questa sera,  27 agosto 2012, ci sarà il raduno davanti alla Villa comunale di ragazzi, giovani e meno giovani per una fiaccolata d’amore verso il Santuario di  Valleverde. Il corteo sarà animato e guidato da don Daniele Troiani, il giovanissimo sacerdote dei P.P.  Vocazionisti che, sta anche predicando la novena della Madonna. Il corteo prenderà il via alle 21,30 per giungere a piedi al Santuario verso le ore 22,30 ove, per tutta la notte ci sarà una veglia di preghiera,

Cosa molto strana, è  la contemporaneità dello svolgimento del “Concorso di poesia dialettale” che avviene in Piazza Duomo alle ore 21,00, difatti questa concomitanza certamente farà si che uno dei due eventi  o entrambi verranno di molto ridimensionati. Su questa coincidenza, preferiamo non esprimere alcun giudizio.

Per tutta la giornata invece, resta ancora aperta ed è possibile ammirare, al Circolo Florestano Rossomando in Piazza Duomo, la mostra di pittura “Naturae Vivae” del nostro concittadino Marco Russo. Tra le opere di spicco, un pregevole mosaico della Madonna di Valleverde.,