FURTO A VALLEVERDE

Ancora un furto a danno dei padri del Santuario di Valleverde

furtoQuesta mattina, tra le 10 e le 11,30, i soliti ignoti, approfittando dell’assenza momentanea di don Ernesto d’Alessio, rettore del Santuario di Valleverde in Bovino (FG) e del suo collaboratore don Gerardo Marano, si sono introdotti nella villetta dove risiedono i religiosi ed hanno trafugato dalla stanza di don Ernesto la somma di 3.000 euro che era stata messa da parte per l’acquisto di materiali occorrenti per l’esecuzione di alcuni lavori in atto e manutenzione del Santuario. E’ stato asportato anche un prezioso bracciale in oro del valore di circa 1.300 euro donato qualche giorno fa a don Ernesto da una benefattrice di Mola di Bari dove don Ernesto aveva prestato la sua opera prima di essere trasferito a Valleverde e dove si era recato nei giorni scorsi perché invitato in occasione della festa principale nella parrocchia dove aveva esercitato il suo ministero.

Il ladro, è riuscito ad arrampicarsi fino al balcone rimasto socchiuso e dopo aver fatto man bassa nella stanza di don Ernesto ha sfondato le altre porte compresa quella della stanza di don Gerardo, ma al momento non si sa se sia riuscito ad asportare altro.

Poco più di un anno fa  ci fu un’ altro furto simile anche se sembra meno redditizio per i malfattori.

Il malvivente, certamente con dei complici, deve essere qualcuno che ben conosce il luogo e le usanze dei religiosi e quasi certamente è lo stesso del precedente furto e di altri avvenuti negli anni passati, con la stessa tecnica, ai danni dell’ex rettore del Santuario don Giuseppe Salerno che risiedeva nella ex casa del pellegrino, anche questa volta è riuscito sempre a farla franca.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bovino e sembra che questa volta qualcuno abbia notato e segnalato una o due macchine sospette sul posto durante l’ora del fatto.

Speriamo possa essere di buon aiuto a chi indaga per ritrovare i lestofanti che probabilmente sono quelli che spesso alleggeriscono anche vari appartamenti a Bovino.

DON ERNESTO: ‘I MONTAGUTESI, GLI UNICI ANCORA A PIEDI A VALLEVERDE’

UNA CHIACCHIERATA DI MICHELE PILLA, DIRETTORE DI MONTAGUTO.COM, CON DON ERNESTOD’ALESSIO PARROCO DEL SANTUARIO DI VALLEVERDE.

Si chiama don Ernesto D’Alessio, il parroco e rettore del Santuario di Valleverde, uno dei più famosi Santuari Mariani d’Italia dalle antiche origini (1266). Don Ernesto fu annunciato e presentato al popolo di Bovino domenica 7 ottobre 2007, da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francesco Tamburrino, Arcivescovo della Diocesi Foggia-Bovino, durante l’omelia in Cattedrale in occasione della festa di San Marco d’ Eca, 9 mesi dopo la dipartita di Don Giuseppe Salerno. Da quattro anni, dunque, don Ernesto guida il santuario meta del famoso pellegrinaggio dei fedeli montagutesi.

Che, curiosità, sono ormai gli unici a recarsi in processione ancora a piedi. E’ lo stesso don Ernesto a sottolineare la grande fede dei nostri paisà. Il 66enne parroco originario di Colli a Volturno, provincia di Caserta, è un devoto di Don Giustino Russolillo, ora beato, fondatore dei Padri Vocazionisti, che ne curò la vocazione. Fu proprio grazie a lui che entrò nel Vocazionario di Posillipo a Napoli, a soli dieci anni, dove terminò le scuole elementari.

Abbiamo fatto una chiacchierata con don Ernesto, il giorno dopo la processione, e ci ha raccontato cose molto interessanti. «Conoscevo già il santuario, ma starci dentro è diverso e mi trovo molto bene, è un ambiente tranquillo, c’è molta pace e serenità». Per quanto attiene Montaguto, ci ha parlato del compianto don Federico: «Lo conobbi personalmente ed era un uomo semplice che si faceva voler bene da tutti. Veniva spesso a trovarci, ci chiedeva aiuto e il mio confratello, don Gerardo, lo ha sempre assistito. C’era già questa amicizia, anche il confratello che fondò il santuario era molto legato a lui». Dei montagutesi apprezza molto «questo loro attaccamento, questa grande gioia per questo cammino religioso. Fino allo scorso anno erano gli unici a percorrerlo esclusivamente a piedi». A proposito di Montaguto, don Ernesto ci ha parlato dell’armata verde: «E’ un’associazione mariana nata a Valleverde, fondata intorno agli anni 70 da don Giuseppe Salerno, mio predecessore. Il tesseramento si faceva proprio a Montaguto. I fedeli mi hanno chiesto di ripristinarla».

Sull’ordine dei Cavalieri del Santuario di Valleverde di Bovino: «Sono venuti oggi perché dovevano scendere da Bovino la prima domenica, ma non hanno potuto a causa del maltempo, e così sono venuti oggi (ieri, ndr). Si tratta di un gruppo nato quasi spontaneamente, caldeggiato dal parroco della cattedrale, che ha voluto rendere culto al santuario e si sono costituiti in associazione da poco». A proposito di don Giustino Russolillo: «La sua opera è molto attuale nella Chiesa, si è occupata di vocazioni. La sua congregazione nacque con lo scopo di aiutare i più poveri a diventare sacerdoti. E a questo proposito voglio lanciare un appello: se qualcuno si trova in questa situazione, sappia che ci sono i padri vocazionisti che aiutano. Era questo il carisma di don Giustino. E se sono sacerdote lo devo a lui. Ero ragazzino e non potevo andare in seminario. Lui lo venne a sapere perché una suora gli scrisse e lui mi fece chiamare a Napoli. Il mio grande rammarico è che non l’ho mai conosciuto personalmente, ero solo un ragazzino di dieci anni. Ho scoperto da poco che anche lui è entrato in seminario a dieci anni. Da qualche mese don Ernesto ha ricevuto un altro incarico.

«La nostra congregazione si è molto estesa. C’era la necessità di costituire l’Italia in provincia religiosa e canonica. C’è stata questa nuova entità ecclesiastica e io sono stato eletto vicario del consiglio della prima provincia vocazionista italiana, molto vasta».

E allora grazie a don Ernesto per tutto quello che fa ogni giorno e per il tempo che ci ha dedicato. Un sentito grazie anche all’amico Pasquale Garofalo, preziosa fonte d’informazione tramite il blog Ventoamico (GUARDA QUI).

Michele Pilla

TRATTO DA: montaguto.com

SANTUARIO DI VALLEVERDE: IMPORTANTI DOCUMENTI.

CONFERMA DELLA VENUTA A VALLEVERDE IN OCCASIONE DELL’APPARIZIONE (1265) DEI VESCOVI DI RAPOLLA E DI MELFI NELLA SALA DEGLI STEMMI VESCOVILI DI MELFI.

Nel 1980 nel corso delle mie ricerche sul Santuario e sull’apparizione della Madonna a Valleverde ebbi modo di trovare e fotografare due importantissimi documenti che attestano la presenza al Santuario del vescovo Giovanni di Rapolla e Guglielmo di Melfi.

I due documenti sono rappresentati dagli stemmi dei due vescovi che si trovano raffigurati nelle volte di due grandi saloni, denominati appunto sale degli stemmi, che si trovano entrambi nel palazzo vescovile di Melfi essendo nel 1528 la diocesi di Rapolla annessa a quella di Melfi.

Sotto ogni stemma una breve didascalia racconta qualcosa del personaggio a cui si riferisce. Nella sala degli stemmi di Rapolla sotto quello di Giovanni (II) si legge: Si crede, gli successe (al precedente) Giovanni che nel 1265 partecipò all’erezione (posa prima pietra) della chiesa di Santa Maria di Valleverde nella diocesi di Bovino e poco dopo morì.

Nella sala degli stemmi di Melfi sotto quello di Guglielmo si legge: Guglielmo che nel 1251 fu presente alla consacrazione della Chiesa di Santa Maria di Valleverde nella diocesi di Bovino.

Una conferma importante questa, e abbastanza esatta appare la data 1265 di Giovanni che in effetti morì quell’anno e quindi potrebbe contribuire a sfatare la tesi di alcuni che danno l’apparizione nel 1266. Perplessi invece ci lascia la data di Guglielmo 1251 di ben 14 anni prima degli eventi anche in considerazione che, citando il testo consacrazione, un fatto che avviene dopo l’erezione, Guglielmo sarebbe dovuto giungere a Valleverde qualche tempo dopo di Giovanni che risulta sia stato presente alla posa della prima pietra. Certamente sarà stato un madornale sbalglio dell’autore degli stemmi o di chi gli scrisse le note, ma certamente confermano che  effettivamente i due vescovi furono a Bovino.

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CENNI STORICI SUL MARTIRIO DI OTRANTO.

Il 14 agosto è la ricorrenza dei Martiri di Otranto dei quali, come dal blog precedente abbiamo il piacere di avere ed onorare le reliquie nel Santuario di Valleverde.
Il martiro di Otranto

Il martiro di Otranto

Considerando che molti ignorano l’esistenza di queste preziose reliquie nel Santuario di Valleverde, penso che siano anche in molti a non conoscere la storia di questi eroici martiri, pertanto di seguito, espongo dei brevissimi cenni di storia su come andarono le cose ad Otranto oltre 500 anni fa.

Il 28 luglio 1480 la città di Otranto veniva assalita da una flotta turca comandata dal grande ammiraglio dell’impero ottomano Gedik Ahmed Pascià. La guarnigione aragonese che custodiva la città si ritirò o non poté comunque fronteggiare l’ondata turca; e l’11 agosto le milizie musulmane poterono pertanto accedere liberamente allo spazio intramurario di Otranto, ch’era stato fin lì praticamente difeso dai soli cittadini. Per tre giorni il massacro indiscriminato infierì: cadde, fra gli altri, anche il vescovo Stefano Pendinelli, ucciso nella sua stessa cattedrale.

 

Il 14 agosto Ahmed Pascià ordinò di rastrellare tutti i superstiti di sesso maschile e d’età superiore ai quindici anni. Erano circa ottocento: fu loro proposta la scelta tra l’apostasia e la decapitazione. Rispose per tutti, secondo la tradizione, il vecchio cimatore di lana Antonio Primaldo: «Fin qui ci siamo battuti per la patria e per salvare i nostri beni e la vita: ora bisogna battersi per Gesù Cristo e per salvare le nostre anime». Allora, a gruppi di cinquanta, i prigionieri furono portati sulla collina detta di “Minerva”, presso la città – quella che oggi è detta “Collina dei Martiri”- e vennero decapitati. I loro corpi furono lasciati insepolti per un anno fino al 15 agosto del 1481, allorché, riconquistata la città dai cristiani, si poté degnamente onorare i loro resti. I “Martiri di Otranto” furono beatificati in blocco nel 1771.

L’URNA DEI MARTIRI DI OTRANTO.

Forse non tutti sanno che, nel Santuario di Valleverde- Bovino (Fg), sono custodite  parte delle reliquie dei martiri di Otranto.

Esse si trovano nella cripta del Santuario a destra del ricostruito altare maggiore della vecchia chiesa in un urna di alabastro.

Le sacre reliquie furono donate al Santurio nel 1888 dall’allora Arcivescovo Metropolita di Otranto e Amministratore Apostolico di Bovino Mons. Salvatore Bressi dell’ordine dei Minori, ed erano custodite in un’urna di legno nel vecchio santuario.

Nel 1980, in occasione del cinquecentenario del martirio, Don Giusppe Salerno, rettore del Santuario organizzò dei festeggiamenti per commemorare l’evento e tra l’altro pensò di rifare l’urna in legno dei Martiri che ormai era diventata fatiscente. Mi feci carico della cosa e ideai e costruii la nuova urna in alabastro come dalla foto.

L'urna dei Martiri di Otranto quando sra ancora nel vecchio Santuario.

L’urna dei Martiri di Otranto quando sra ancora nel vecchio Santuario.

Il 14 agosto è il giorno in cui si commemorano i Beati Martiri.

Nel prossimo  post un cenno  storico sul martirio.