“MARINA” TUTTI I PARTICOLARI SUL FILM GIRATO A BOVINO.

    Come ormai noto, Bovino (FG), ed esattamente il suo stupendo centro storico è stato set del fil film “MARINA”. Per la seconda volta in poco tempo la cittadina dei Monti Dauni è balzata prepotentemente all’attenzione del grande cinema. E’ stata un’importante coproduzione Italo Belga a scegliere ed eleggere l’ambiente della Bovino storica ad ambientazione per il nuovo Film, dove si sono affacciati alla ribalta grandi personaggi del Cinema quali Luigi Lo Cascio che già qualche anno fa era stato presente per il Film “Noi Credevamo” e Donatella Finocchiaro con la valente regia di Stijn Coninx.

   Per quattro giorni Bovino ha vissuto momenti indimenticabili seguendo la Troupe nelle varie riprese nelle  contrade  del Centro storico e anche nei momenti liberi in quanto, tutti i componenti si sono mostrarti di una gentilezza e cordialità del tutto eccezionale. Alla fine Molto positivi i  commenti degli addetti ai lavori e riguardo il nostro paese e ai suoi abitanti.     Molto si è scritto e pubblicato al riguardo in questi giorni, ma molti particolari sono rimasti sconosciuto per cui di seguito pubblichiamo “La scheda di progetto di Marina” trasmessaci molto gentilmente dall’addetto ai lavori Pierluigi Del Carmine (nella foto a sinistra) al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

 

Donatella finocchiaro                                                                Luigi Lo Cascio

SCHEDA PROGETTO 

Società di Produzione 
 
EYEWORKS FILM & TV DRAMA NV (Belgio)
ORISA PRODUZIONI (Italia)
LES FILMS DU FLEUVE (Belgio)
 
Titolo
MARINA
Regista
 
Stijn Coninx
Produttori
 
Peter Bouckaert (Belgio)
Cristiano Bortone (Italia)
Luc e Jean-Pierre Dardenne (Belgio)
 
Sceneggiatore
Rik D’hiet
 
 
Cast principale
Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro
 
Genere
 
Sentimentale. Biografia. Ispirato alla vita del famoso musicista Rocco Granata.
 
Lunghezza
 
100′
Formato
 
35mm
Lingua
 
Italiano, Fiammingo
Inizio riprese
 
Autunno 2012
Previsione d’uscita
2013
 
 
Locations
Italia, Belgio
 
Periodo di riprese
8 settimane
 
Contatti
 
ORISA PRODUZIONI Srl
 
EYEWORKS FILM & TV DRAMA
FABRIEKSTRAAT
 

PITCH

     Sebbene ambientato negli anni cinquanta, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Marina tratta un tema molto moderno e attuale come quello dell’immigrazione e dell’integrazione, quando erano gli italiani ad essere oggetto di pregiudizio nei paesi del nord Europa. Su questo sfondo il film racconta la storia di un uomo che realizza un sogno, seguendo solo il suo cuore, contro ogni ostacolo. La vicenda è quella del musicista italo/belga Rocco Granata che, negli anni cinquanta, ebbe un successo mondiale con la sua canzone “Marina”, che ha venduto oltre un centinaio di milioni di copie in tutto il mondo. Questa canzone è stata cantata anche da artisti come Louis Armstrong, Dean Martin e Dalida.
 
“Marina” racconta di un ragazzino italiano, della sua infanzia passata in un idilliaco paesino calabrese e della sua lotta in un duro villaggio minerario belga per sopravvivere alla povertà, ai pregiudizi sociali e culturali e a un padre autoritario ma dai grandi valori.
Uno dei punti focali del film sarà appunto questo rapporto d’amore / odio tra Rocco e suo padre Salvatore, classico uomo del sud tutto di un pezzo, che crede così tanto nella famiglia da aver sacrificato tutto per lei, e che pretende che anche il figlio faccia lo stesso.
 
Intrecciata alla storia di un giovane appassionato che riesce a soddisfare i suoi sogni più intimi c’è la storia d’amore con “la ragazza del casino”, la bella, ma irraggiungibile figlia del droghiere del paese belga in cui Rocco è costretto ad immigrare con i suoi genitori. Questo amore impossibile accompagnerà Rocco per tutta la sua adolescenza rivelando come l’ipocrisia finisca per soffocare spesso gli istinti più nobili.
 
“Marina” sarà diretto da Stijn Coninx, uno dei registi belgi più celebri, che ha ottenuto una nomination all’Oscar con il film “Daens” e con gli altri suoi film ha vinto oltre 40 premi internazionali.
 
Questo film sarà una co-produzione tra Belgio e Italia. Il film sarà girato nei due paesi e il cast principale sarà italiano. La lingua sarà l’italiano e l’olandese. 

 

 
SINOSSI
 
Italia del Sud, 1948. Il piccolo e vivace Rocco Granata ha 10 anni quando il padre Salvatore parte per il Belgio. La loro famiglia è molto povera e l’uomo è costretto a lasciarli per andare a lavorare in una miniera di carbone. E’ l’unico modo che ha per far sopravvivere alla miseria la moglie e i figli, anche se i soldi che riesce a mandare non sono molti e per loro la vita in Italia continua ad essere dura. L’unica consolazione è il calore della loro terra e dei loro amici e parenti.
 
Dopo un anno che è via, la nostalgia della propria famiglia è così grande per Salvatore, da spingerlo a mandare una lettera alla moglie in cui le chiede di raggiungerlo in Belgio.
 
Rocco è quello più entusiasta e non vede l’ora di raggiungere il padre a Waterschei, la piccola città mineraria che sarà la sua nuova casa. Ma appena arriva, la delusione è grandissima. Salvatore, come tutti gli altri immigrati, vive in una miserabile baracca. La gente del posto è distante e diffidente. Il clima è più freddo e si parla una lingua che non capisce. Non c’è niente che ricordi il calore della sua Italia. E’ povero come prima e in più si sente anche un emarginato, un diverso, un cittadino di serie b.
A scuola le cose vanno ancora peggio e Rocco è demoralizzato. 
 
Il padre si accorge del suo disagio – sa cosa vuol dire sentirsi un emarginato – e decide di parlargli. Secondo lui quello di cui ha bisogno il figlio è un sogno al quale aggrapparsi. Anche lui ce l’ha ed è quello di dare alla famiglia un futuro migliore. Solo la speranza di realizzare un sogno riesce a dare ad un uomo la forza di stringere i denti anche nei momenti più difficili.
 
Il bambino sa che c’è solo una cosa che riesce a farlo stare meglio quando è triste e che lo appassiona più di tutto il resto: fare musica. Da ora in poi  questo diventa il suo sogno e l’obiettivo al quale si aggrappa con tutte le forze.
 
Con il passare del tempo Rocco diventa sempre più bravo con la fisarmonica. La musica non solo gli dà la forza di andare avanti, ma gli fa acquistare anche più fiducia in se stesso. Forma anche una band con la quale si esibisce nei locali: “Il Quintetto Internazionale” che suona i successi jazz dell’epoca. Quando il padre però lo scopre è scontro frontale. Per lui ha altri progetti: lavoro concreto e quella sicurezza economica che purtroppo, anche dopo tanti anni di fatica, lui non è riuscito a raggiungere. Vuole vederlo titolare di un’officina ed è per questo che si spezza la schiena e risparmia ogni centesimo che può. Il figlio non può deluderlo. Deve realizzare quello che lui non è riuscito a fare.
 
Il rapporto tra Rocco e suo padre diventa sempre più aspro. Salvatore non riesce ad accettare la determinazione di Rocco nel dedicarsi anima e corpo ad un’attività come la musica, che ai suoi occhi non può garantire un futuro concreto e una sicurezza economica. In realtà anche lui da giovane, in Italia, aveva avuto la passione per la musica e aveva formato un piccolo complesso musicale, ma la vita gli aveva imposto un destino diverso. Aveva capito che sognare va bene, ma arriva un punto in cui bisogna cedere. La cosa più importante è solo poter garantire per sé e la propria famiglia una vita dignitosa. Salvatore è convinto che fare il musicista non sia un mestiere “vero”: Rocco non può essere così egoista da pensare solo a se stesso.
 
Il ragazzo, ovviamente, si oppone, ma dopo l’ennesimo litigio è costretto a capitolare ed accetta di iniziare un lavoro come apprendista meccanico. Questo però non vuol dire per lui rinunciare alla musica e di notte, all’insaputa del padre, continua ad andare a suonare con gli amici.
 
Rocco non vuole rinunciare ai suoi sogni. Era stato proprio Salvatore a dirgli di crederci fino in fondo. Ma quell’omone buono e leale, che lui ammirava così tanto quando era piccolo, purtroppo non è più lo stesso ai suoi occhi. Dopo averli trascinati in Belgio in cerca di una nuova vita, era stato lui per primo a non sapersi adattare. Non aveva nemmeno mai voluto imparare il fiammingo. Non era mai riuscito ad integrarsi veramente e Rocco non vuole fare la sua fine.
 
Un giorno, ispirato dalla bellezza della ragazza che ama, la figlia del droghiere del paese con cui ha da sempre un flirt impossibile, compone una canzone bellissima alla quale dà il titolo di “Marina”, come il nome di una nota marca di sigarette che, per caso, nota passando davanti ad un cartello pubblicitario. La canzone piace moltissimo ad un produttore discografico che accetta di registrare il singolo.
 
Rocco è al culmine della gioia. E’ sicuro che il suo sogno si stia finalmente per realizzare, quando purtroppo la situazione precipita. Non solo la canzone non ha il minimo successo, ma la ragazza che ama, la sua musa ispiratrice, è costretta dal padre a partire per gli Stati Uniti.
 
Rocco è sconvolto. Il colpo di grazia gli viene dato dalla notizia  del crollo di una galleria nella miniera in cui  lavora il padre. L’uomo miracolosamente si salva, ma si ritrova all’improvviso senza lavoro. Il ritorno in Italia senza aver realizzato nulla di concreto è ormai inevitabile.
 
E’ una sconfitta per Salvatore ed una vera tragedia per Rocco: la fine di un sogno. Anche perché, nel frattempo, i polmoni di Salvatori stanno rivelando i risultati di anni passati in miniera. Prima di partire però Rocco decide di fare un ultimo, disperato tentativo: far uscire una nuova versione della sua “Marina”.
 
Questa volta la canzone inaspettatamente è un grande successo che diventa subito una hit non solo in Belgio, ma anche in Olanda e fin negli Stati Uniti! Proprio una società discografica americana decide di lanciarlo come il nuovo Mario Lanza: durante il tour in America Rocco si esibisce addirittura al famoso Carnegie Hall. Ed è proprio dopo questo concerto che incontra, dopo tanto tempo dalla sua partenza per il Minnesota, la ragazza che ama, la sua “Marina”, giunta lì per ascoltarlo.
 
Mentre Rocco sta ammirando assieme a lei il panorama di Manhattan dal balcone di un lussuoso hotel, si rende conto di sentirsi veramente realizzato: ha trovato finalmente il suo posto nel mondo. E’ semplicemente dove ha la possibilità di esprimere se stesso attraverso la propria musica. E’ lì, davanti a lui. Ora non si sente più un immigrato senza radici.
 
Quando Rocco torna a casa per condividere con i genitori la sua gioia, scopre purtroppo una verità dolorosa. Salvatore è morto per una malattia polmonare.
 
La madre gli dice commossa che il padre però se ne era andato felice. Aveva saputo del suo trionfo al Carnegie Hall. Rocco non ha mai tradito il suo sogno e alla fine ce l’ha fatta. Il padre era orgoglioso di lui. 

 

NOTA D’INTENTI DEI PRODUTTORI

 Il film “Marina” sarà un’importante co-produzione internazionale. La collocazione temporale (Italia e Belgio negli anni ‘50), lo sfondo storico (la migrazione italiana e il lavoro nelle cave di carbone in Belgio) e il tema della musica di quegli anni, offrono la possibilità di un film epico e spettacolare.
 
Il tema dell’immigrazione e lo scontro fra culture diverse è oggi un soggetto quanto mai attuale. Così come la storia epica ed universale di un uomo che riesce a realizzare i suoi sogni. Su questi elementi, così come sulla storia d’amore, contiamo sul successo del film con il grande pubblico.
 
Il film è una co-produzione naturale fra i due paesi dove la storia è ambientata: l’Italia e il Belgio, dove tutt’ora esistono miniere uguali a quelle degli anni ’50 e dove Rocco Granata nella sua carriera ha venduto più dischi.
 
Al centro del progetto c’è un team creativo di grande prestigio: il candidato premio Oscar Stijn Coninx, gli acclamati produttori fratelli Dardenne, società di produzione che negli anni hanno dimostrato di saper realizzare film di prestigio e di qualità.

 

NOTA D’INTENTI DELLO SCENEGGIATORE

di Rik D’hiet

 Naturalmente conoscevo la canzone ‘Marina’. Ha venduto oltre cento milioni di copie in tutto il mondo. La canzone è stata una cover cantata tante volte da artisti del calibro di Louis Armstrong, Dean Martin e Dalida. Ovviamente non potevo che conoscere anche un personaggio così famoso e amato come Rocco Granata, che, come autore e produttore, ha svolto un ruolo molto importante nella musica belga. Ma questa non è solo la storia di una persona, e non è nemmeno solo una canzone.

 
Ho cercato di usare la storia della vita di Rocco come spunto importante di un dramma universale di un padre e un figlio, nel contesto dell’immigrazione e dell’integrazione culturale degli anni ‘50. Per aumentare la ricchezza e l’autenticità della narrazione, ho usato i dettagli biografici che con tanta generosità stesso mi ha messo a disposizione. Ma pur rispettando la sua verità, ho creato nuove scene, personaggi, trame in grado di rendere il film una grande epica. Per raccontare una verità drammatica, è necessario mentire un po’.
 
La storia degli operai italiani costretti a lasciare le proprie case e la propria terra alla ricerca di una vita migliore all’estero ha un certo fascino internazionale. Il tema dell’immigrazione è ancora molto attuale e rilevante in questi giorni. C’è più di una somiglianza con le ambizioni e le frustrazioni degli immigrati del passato e quelli di oggi. Nella nostra storia l’elemento emotivamente forte è che questo dramma sia raccontato da un ragazzino che viene bruscamente strappato via da un mondo rurale per essere proiettato in un mondo inospitale che non capisce.
 
Rocco è cresciuto nel calore della cultura mediterranea con delle idee molto rigide per quanto riguarda i rapporti tra padri e figli, uomini e donne. La sua frustrazione per il modo in cui è stato ricevuto nel suo nuovo paese lo porta inizialmente fuori strada. Ma quando si aggrappa al suo sogno di diventare un musicista professionista, riesce a poco a poco a riconoscere una sua nuova identità.
Sullo sfondo sociale si muove un dramma tutto umano. Quello del conflitto universale tra un padre e un figlio. All’inizio della storia Salvatore Granata esorta il figlio a sognare. Gli dice che è possibile per un uomo forgiare il proprio destino. Ma quando Rocco inizia a seguire i dettami del padre, a mettere le “ali”, la mentalità in fondo conservatrice di Salvatore avrà la meglio. Rocco vuole una vita che il padre considera frivola e fallimentare. Salvatore ha sacrificato il suo futuro, la sua vita e anche la sua salute per la famiglia. Ora sembra che questo figlio si rifiuti di accettare questo sacrificio. La storia fra queste due generazioni e i loro differenti punti di vista è l’asse portante del film.
 
L’amore è l’altro elemento universale che rafforza l’emotività del film. Nella sottotrama c’è una storia d’amore tra Rocco ed una ragazza belga. Quando sono bambini tra di loro c’è un enorme divario culturale e sociale. Rocco viene scoraggiato dall’atteggiamento canzonatorio e sicuro di lei. Cerca di conquistarla con la musica, ma ciò che lo preoccupa di più è la sensazione che come “piccolo italiano” lui sia costretto a fare sempre meglio degli altri per ottenere un po’ di rispetto. Ma la sua tenacia, il suo carattere verranno riconosciuti dalla ragazza, che alla fine dimostrerà di averlo sempre amato. 

 

Il CV dello sceneggiatore

Rik D’hiet (1965) ha scritto e collaborato alla stesura di numerose e acclamate serie TV di grande successo in Belgio e in Olanda.         Ha vinto il Joseph Plateau-award per ‘serie TV’ nel 2004 e ha ricevuto il premio SACD come miglior sceneggiatore televisivo nel 2006. Oltre a dedicarsi al suo lavoro come scrittore, insegna sceneggiatura al Ghent University e alla scuola di cinema di Bruxelles, il Rits.

Al momento Rik sta ultimando ‘The Devine Monster’, una prestigiosa serie TV divisa in dieci parti, basata sui romanzi dello scrittore contemporaneo più importante fiammingo, Tom Lanoye, che offre un quadro  sorprendente del Belgio alla fine del XX secolo. 

 

NOTA D’INTENTI DEL REGISTA

di Stijn Coninx

 Ho conosciuto Rocco Granata durante le riprese di un film dove interpretava il ruolo di un prigioniero. Questa breve, ma intensa conoscenza fece una profonda impressione sia su di me che su Rocco. La ricchezza della sua vita è difficile da catturare. La storia universale di un immigrato, il contesto storico dopo la seconda guerra mondiale, i minatori immigrati alla ricerca di un futuro migliore e un ragazzo italiano che ama la musica più di ogni altra cosa. La sua lotta per riuscire a suonare e il successo della canzone che lo ha reso famoso a livello mondiale,  “Marina”…

 
Non vedo “Marina” solo come un ritratto fedele della vita di questo interessantissimo artista. In primo luogo è piuttosto la storia universale su temi come l’integrazione, i conflitti familiari, l’amore e le passioni che danno un senso alla nostra vita.
 
Oltre al rapporto tra Rocco e la sua musa ispiratrice, sarà molto importante quello d’amore e odio con suo padre. Salvatore è il classico esempio del vero uomo del sud, dalla tempra d’acciaio, attaccato in modo viscerale alla propria famiglia e alla propria terra. Rimane così legato alla sua Italia che, una volta trasferitosi in Belgio, anche dopo molti anni non imparerà mai a parlare il fiammingo, quasi fosse un tradimento nei confronti della sua identità calabrese. Ma facendo ciò non si scrollerà mai di dosso la veste d’immigrato italiano in terra straniera.
 
Quando il figlio Rocco era piccolo e osservava il padre lavorare come fabbro, pensava che sarebbe voluto diventare proprio come lui: grande, forte, coraggioso, leale. Ed è vero, Salvatore è tutte queste cose. Solo che le delusioni, la frustrazione di non essere all’altezza delle aspettative della famiglia, la fame, la lontananza dalla sua terra natia, lo segnano nel profondo. Sarà proprio il suo grande amore per Rocco, la paura che lui commetta i suoi stessi errori e che possa sentire il suo stesso senso d’inadeguatezza, a renderlo cieco di fronte al talento del figlio. Non vuole che Rocco perda il suo tempo prezioso per qualcosa di inutile come la musica.
 
Salvatore è convinto di agire per il bene del figlio, ma con quest’atteggiamento da padre-padrone finirà solo per allontanarlo sempre di più. Il contrasto tra questo padre e questo figlio è molto simile a quello che abbiamo visto in “Billy Elliot”. L’amore di un padre è così grande da diventare egoismo. E’ così forte la convinzione di fare la cosa giusta, da non permettergli di rendersi conto che così facendo impedisce ad un figlio di vivere la vita secondo le sue aspirazioni.
 
Il film racconta proprio questo: la storia della lotta per la conquista della propria identità, dei propri sogni, seguendo solo le proprie passioni e il proprio cuore… Dal soleggiato sud d’Italia fino ad una grigia miniera nel freddo Belgio. E’ per questo che anche se l’intera storia è ambientata nel 1950, sarà una storia universale e senza tempo.

 

Il CV del regista

 Stijn Coninx (1957) ha diretto molti film, serie TV spettacoli teatrali.                         I suoi film  “Hector”, “Koko Flanel” and “Daens”, sono stati per molto tempo in testa ai box office in Belgio.              Daens” ha avuto una nomination all’Oscar come miglior film straniero. Stijn ha anche diretto “When the light comes”, “Sea of Silence” and “To walk again”.
 Nel 2009 ha diretto “Soeur Sourire”, una coproduzione Franco-Belga che vede in scena la famosa attrice Cécile de France.

 

GENERE & TEMA
 
Genere
 
Sentimentale. Biografia.
 
Ispirato alla vita del famoso musicista Rocco Granata, sullo sfondo degli eventi che hanno coinvolto gli immigranti italiani negli anni ’50, la storia di un bambino che insegue un sogno: la musica.
 
Tema
“Marina” parla di come è possibile fuggire il destino, seguendo solo ciò che ci dice il cuore, contro ogni pregiudizio.
 
Il destino non è una questione di fortuna, ma una questione di scelta.
 
E’ anche un film sull’immigrazione, l’identità culturale e l’amore.
 
I PRODUTTORI
 
Eyeworks Film & TV Drama
(Belgio)
 
 La Eyeworks Film & TV Drama (MMG) è stata fondata nel 1981
 
La società ha prodotto e co-prodotto numerosi film, in entrambi casi acclamati a livello internazionale e dalla critica e il più delle volte primi in classifica al box office nazionale.
 
Dal 1995 la società  produce anche serie televisive di grande successo.
 
Dal 2005 Eyeworks Film & TV Drama fa parte dell’International Eyeworks Group, una multinazionale con sede in diversi paesi europei specializzata nella produzione di contenuti audiovisivi, televisivi e cinematografici.
 
Info & filmografia su www.eyeworksfilm.be.
 
Prima di entrare a far parte della Eyeworks Film & TV Drama come produttore, Peter Bouckaert (1969) è stato vice-presidente del Flanders International Film Festival per 10 anni.
 
Tra gli altri, ha partecipato al finanziamento e alla promozione di film come “The Alzheimer Case” di Erik Van Looy, “The Wedding Party” di Dominique Deruddere, “Winky’s Horse” di Mischa Kamp, “Blind” di Tamar van den Dop e “Storm Force” di Hans Herbots, Cut loose di Jan Verheyen.
 
Nel 2006 Peter produce “Ben X vincitore di tre premi al Montréal World Film Festival, vincitore del The Black Pearl Grand Jury Prize come Miglior Film al Middle East International Film Festival, del “The Red Star Award per il miglior film innovativo” al Palm Springs USA e del premio del pubblico come Miglio regista e Migliore Film Straniero al Sedona Festival, USA.
 
BEN X è stato venduto in più di  45 paesi.
 
Ha co-prodotto inoltre Soeur Sourire (diretto da Stijn Coninx).
 
Le sue ultime produzioni sono i film Old Belgium (di Indra Siera), The K File (di Jan Verheyen)  e Swooni (di Kaat Beels).
 
E’ il presidente del Flanders Film Producers Association dal 2006.

 

Orisa Produzioni S.r.l.

(Italia)

 Orisa Produzioni è una società di produzione indipendente italiana fondata nel 1998 dal regista-produttore Cristiano Bortone.    
 
Tra le sue produzioni in ambito cinematografico ricordiamo “Rosso come il cielo” di Cristiano Bortone (2007) presentato come Evento Speciale Unicef alla Festa del cinema di Roma, vincitore del David Giovani 2007 e di più di venti festival internazionali fra cui Hamburg, Amsterdam Cinekid, San Paulo, Sydney, Palm Beach, Vancouver, Durban, Tel Aviv; “Saimir” di Francesco Munzi (2005), Menzione speciale alla 61° Mostra del cinema di Venezia e vincitore del Nastro d’argento come Migliore Opera prima, candidato come Migliore opera prima al David di Donatello e all’Oscar Europeo; “Sono Positivo” di Cristiano Bortone, (2000) (distr. Cecchi Gori Group) film ufficiale del World gay pride.
 
Tra i documentari “La notte di Totò” (2003) di Guido Votano premiato come Miglior documentario italiano al Festival di Torino e “Altri occhi” (2005) Menzione speciale al Premio Libero Bizzarri.
 
Tra i cortometraggi “Aria” (2005) di Claudio Noce, vincitore del David di Donatello 2005 e “La stretta di mano” di Davide Marengo (2003) Menzione speciale ai Nastri d’Argento.
 
Inoltre nel corso degli anni diverse sono state le produzioni per la televisione tra cui le serie: Ritratti d’autore (Tele+), A noi piace corto (Studio Universal), Italia Amore Mio (Rai 3), Skylab (Sky) e Diario di Classe (Rai 3 e Discovery Real Time).
 
L’ultima produzione della società è il film “Indovina chi sposa mia figlia!” di Neele Vollmar, coproduzione italo-tedesca con la società Claussen+Wobke+Putz Filmproduktion (distr: 20th Century Fox) interpretato da Lino Banfi e Sergio Rubini, che in Germania ha superato 1 milione e 200.000 spettatori.
 
La società è membra del Club dei Produttori Europei, dell’European Film Academy e di Ace – Atelier du Cinema Européen.
 
Al momento ha appena finito le riprese del nuovo film di Cristiano Bortone “10 regole per fare innamorare” interpretato da Vincenzo Salemme e Guglielmo Scilla in uscita l’8 marzo 2012.
 
LES FILMS DU FLEUVE
(Belgio)
 
Dagli anni ’90 la società dei fratelli Dardenne è diventata il punto di riferimento del cinema di qualità un Belgio. Suoi alcuni dei film più acclamati ai festival di tutto il mondo.
 
Da “Rosetta” a “La promesse” del 1996 a “L’enfant” (2005) fino a “Il ragazzo con la bicicletta”  uscito quest’anno.
 
La società è anche attiva nel campo delle co-produzioni internazionali avendo firmato film come “Il mio amico Eric” (2009) di Ken Loach e l’italiano “La prima linea” (2009) di Renato De Maria sul dramma del terrorismo. 

By Ventoamico.

BOVINO: Ciak…. si gira!

COPRODOTTO DAI FRATELLI DARDENNE E DIRETTO DA STIJN CONIN, IL LUNGOMETRAGGIO “MARINA” PRENDE IL VIA NEL CENTRO STORICO DI BOVINO (FG).

 

Una via del centro storico di Bovino adattata alle esigenze del film

Il regista Stijn Coninx

 Ancora una volta Bovino (Fg), viene scelto come ambientazione di un importante cortometraggio internazionale di una coproduzione italo-belga. Infatti cominceranno domani 17 settembre nelle vie del borgo le riprese del film “Marina”  su progetto di un famoso gruppo internazionale formato da:  il regista belga Stijn Coninx, candidato Premio Oscar, i coproduttori, i pluripremiati Luc e Jean-Pierre Dardenne, Palma d’Oro per il miglior film al Festival di Cannes per “Rosetta” e “L’Enfant – Una storia d’amore”, il produttore e regista Cristiano Bortone e un cast d’eccezione: Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro.

– Donatella Finocchiaro –

   Il film ambientato in un paesino del cosentino alla fine degli anni ’40, si ispira appunto alla vita del grande cantante e musicista Rocco Granata, autore della famosissima canzone “Marina” nel periodo dell’emigrazione Italiana ed in particolare verso il Belgio dove emigrarono lo stesso Granata e famiglia e tratta la storia del musicista che andò in Belgio con la sua fisarmonica riuscendo a realizzare i suoi sogni con la rivoluzione musicale di quegli anni.

    Al film parteciperanno molti bovinesi, bambini, ragazzi, adulti e settantenni in qualità di comparse

   Il film è sostenuto da Apulia Film Commission ed è il primo di una lunga serie di produzioni internazionali alla scoperta della Puglia.

By: Ventoamico

IL TERREMOTO CHE SCONVOLSE L’ AQUILA

“JU TARRAMOTU ” Un film di Paolo Pisanelli

Mercoledì 8 giugno 2011, nella sala cimematografica  “PIO XI” di Bovino (Fg), alle ore 20,30 sarà proiettato il film documentario che rievoca il potente terremoto che la notte del 6 aprile 2009 sconvolse e devasto L’Aquila, il capoluogodell’Abbruzzo “Dopo quella notte, L’Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio, Silv…io Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l’attenzione e ottenere aiuti internazionali. Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro…”  (Michel Grandi)

 

Alla proiezione sarà presente lo stesso regista Paolo Pisanelli.