IL QUOTIDIANO “MESSINA OGGI” PARLA DI MIO PADRE.

Con alcuni mesi di ritardo, Valeria Garofalo (mia nipote) ha trovato  e mi ha trasmesso il seguente articolo del quotidiano online “MESSINA OGGI” che parla del confino politico, subito a Lipari durante il fascismo, da mio padre Giovanni Garofalo:

ECCO LA NUOVA SHOAH

Giovanni Garofalo, da Licusati Camerota, in provincia di Salerno, definito nei documenti storici “antifascista e sovversivo”

    MESSINA: Abbiamo celebrato, chi più e chi meno, alcuni in maniera decisamente grottesca, il giorno della memoria. Lo sterminio degli ebrei, pagina storica senza precedenti, comunque una violenza senza pari, brutale e agghiacciante, meritevole di riflessione sul significato della vita e del sacrosanto rispetto che questa merita quale somma espressione del genere umano tanto più quanto la si intende anche sotto il profilo spirituale qualunque sia il credo professato.

    Allo stesso modo si devono intendere però tutte le violenze che annientano l’uomo quando – seppure non fisicamente – egli viene privato della sua espressione di libertà e arbitrio. E’ quanto è successo con il confino. Ho avuto occasione di leggere pagine importanti di questo fenomeno vissuto allo stesso modo anche da gente semplice. Uomini e donne che hanno lottato anche non per sommi ideali ma per quelle piccole libertà il cui insieme distingue certamente per l’impegno ed il credo. Uno di questi, fra i molti, che hanno patito questa sorte di prigionia fino alla morte è stato Giovanni Garofalo, da Licusati Camerota, in provincia di Salerno, definito nei documenti storici “antifascista e sovversivo” solo per aver proclamato e difeso il diritto della propria città all’esistenza. E’ stato strappato agli affetti più cari e confinato a Lipari dal regime fascista dove ha vissuto per 12 anni,* annientato nelle sue espressioni di uomo libero, di marito e padre.

    Fenomeno per certi versi uguale ai sistemi odierni messi in atto dal potere. La cui arroganza e prevaricazione è oggi perpetuata con altrettanta violenza. Chi non condivide i metodi spicci del potente di turno viene allontanato dalla propria attività, pure se altamente produttiva, e messo in un angolo a vegetare. Poco importa se quel ruolo non viene recuperato in altre espressioni lavorative. Altrettanto poco importa se la mortificazione e l’isolamento possono produrre effetti patologici tali da mettere in pericolo la stessa salute mentale dell’individuo. Ciò che importa al potere è eliminare ogni elemento di contestazione, tanto più se perseguita con il ricorso alla giustizia. Ciò che si rischia in questi casi – se non si è tanto forti e determinati – è la morte civile. Allora qual è il diaframma che separa gli uni dagli altri? Solo la speranza. Che un giorno potrebbe rendere giustizia con il trionfo della verità. Evento sempre più raro quanto difficile da raggiungere. La veemenza del prepotere, che è alimentato trasversalmente da interessi solo all’apparenza inconciliabili, è pari alla violenza di chi la esercita, in maniera tanto più grave quanto è maggiore il ruolo di prevalenza delle posizioni autarchiche. Una sorta, anche questa, di Shoah, che merita eguale rispetto e altrettanta condanna

 Lorenzo Ferrigno

* Nota di Ventoamico: Gli anni di confino non furono 12 ma 2 preceduti da un anno di     carcere a Vallo della Lucania (SA).

Giovanni Garofalo durante il confino

Giovanni Garofalo durante il   confino

Ritratto di Giovanni Garofalo eseguito a pastello su cartone da Fausto Giorno

Ritratto di Giovanni Garofalo eseguito a pastello su cartone da               Fausto Giorno

Lapide dedicata a Giovanni Garofalo e posta sulla facciata della sua casa.

Lapide dedicata a Giovanni Garofalo e posta sulla facciata della sua casa.

Le foto non fanno parte dell’articolo ma sono state aggiunte da Ventoamico.

One thought on “IL QUOTIDIANO “MESSINA OGGI” PARLA DI MIO PADRE.

  1. Anche se non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona sono fiera e orgogliosa di essere sua nipote,al giorno d’oggi non c’è più nessuno come lui capace di rischiare la propria vita x amore del suo Paese.Ciao nonno Giovanni Garofalo

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