L’ APPARIZIONE

I DOCUMENTI

Una pagina delle due Bibbie di Bovino

L’apparizione della Madonna di Valleverde è attestata da due importantissimi documenti. Il primo e più importante, consisteste in un racconto agiografico trascritto a mano ed in latino, circa cinquanta anni dopo i fatti, sulle ultime pagine in bianco di una delle due colossali Bibbie latine dell’ XI secolo che erano custodite nella curia vescovile di Bovino ed in seguito, nel 1897, regalate, dal capitolo della cattedrale di Bovino, al papa Leone XII ed attualmente Codici Vaticani 10510 – 10511 che arricchiscono i codici biblici della della biblioteca pontificia. Il secondo documento, certamente più recente perché scritto in italiano, è la cosiddetta “Rapsodia di Lacedonia” che riporta fedelmente i fatti dell’apparizione senza discostarsi da quelli narrati nel primo documento. Il testo originale, quasi dimenticato, custodito nell’archivio della cattedrale di Lacedonia fu rinvenuto dall’ arcivescovo di Gaeta e amministratore della diocesi di Lacedonia mons. Francesco Niola e inviato in originale al vescovo di Bovino mons. Michele De Iorio. Fu poi scoperto che già in precedenza, nell’ agosto del 1864, la rapsodia era stata pubblicata a Napoli sul bollettino n. 7 “ L’eco di N. S. delle vittorie. Fino al 1994, avendone personalmente presa visione, copia di tale documento era anche in possesso di don Giuseppe Salerno ex parroco del Santuario di Vallerde . Allo stato attuale non siamo in grado di confermare l’esistenza di tali documenti.
Di seguito riportiamo un sunto dei fatti avvenuti, facendo riferimento alle succitate testimonianze.
I FATTI.
L’apparizione in un bassorilievo in bronzo, opera del prof. P. Banella.
La fondazione del Santuario di Valleverde risale probabilmente all’anno 1265 a seguito dell’apparizione della Beata Vergine Maria ad un pio boscaiolo di Bovino di nome Nicolò. Questi, una notte sognò di trovarsi con alcuni suoi compagni, com’era solito fare, nella foresta di Mengaga, distante circa tre chilometri dall’abitato di Bovino, a tagliare legna e caricarla sul suo asinello. Mentre era intento a quest’operazione, ecco apparirgli una donna bianco vestita, dall’aspetto meraviglioso ma enormemente stanca ed affaticata che porgendogli una brocca gli dice: “Fammi un piacere, figlio mio, vai alla fonte qui vicina e prendimi dell’acqua perché sono molto stanca ed assetata”, ma Nicolò senza alcuna pietà si rifiutò di farlo, al che la donna umilmente replicò altre due o tre volte, finché Nicolò seccato le rispose: “Non disturbarmi, non posso proprio andarci”, e la donna dolcemente: “Figlio mio, perché non puoi andarci”? Nicolò rispose: Sta facendo notte e devo finire di caricare il mio asinello come stanno facendo i miei amici altrimenti rischio di restare solo. “Se questo è il motivo, rispose la donna, tranquillizzati, vai a riempirmi la brocca e al tuo ritorno troverai l’asinello carico”. Nicolò a questo punto non seppe più opporre resistenza e, presa la brocca difilato corse ad attingere l’acqua ed al ritorno mentre la porgeva alla donna, con stupore e sorpresa guardando il suo asinello lo vide già carico di legna. Meravigliato per il pochissimo tempo e perché la cosa richiedeva una certa bravura dovendo in fase di carico bilanciare continuamente il peso, intuì di trovarsi davanti ad un fatto straordinario e rivolgendosi alla donna disse: “Signora mia, di grazia, dimmi chi sei, da dove vieni e dove vai”. A questo punto la stupenda signora si manifesta e dice: “Nicolò, io sono la Madre del Figlio di Dio; vengo da un posto lontano e per la cattiveria della gente di quel posto, sono partita di là e venuta qui per la tutela dei popoli pugliesi ed in particolare di quello di Bovino. Vai subito in città e riferisci al Vescovo, al clero e a tutti i cittadini che la Madre di Dio vuol rimanere in questo posto e che qui mi sia costruita una chiesa col titolo di Santa Maria di Valleverde”. Al risveglio Nicolò raccontò il suo sogno alla madre Lavinia ma, non fece altro.
Gruppo ligneo dell’apparizione, opera di Ferdinando Stuffleser
La notte seguente la Signora riapparve nel sogno a Nicolò sollecitandolo di riferire quanto richiesto a chi di competenza, senza indugiare ulteriormente, altrimenti lo avrebbe punito addolorandogli tutto il corpo. Anche questa volta, Nicolò non diede peso alla cosa e la terza notte risultò fatale per lui, difatti svegliandosi si trovò acciaccato in tutto il corpo, preso da dolori lancinanti, col viso terribilmente contratto e impossibilitato a muoversi. I parenti e vicini rimasero sconvolti conoscendolo come di bell’aspetto e di facile parola. Terribili ed indescrivibili furono i dolori e le sofferenze che lo tormentarono per tutto il giorno.
Arrivò finalmente la notte, la quarta dell’apparizione, la Madonna ricomparve nel sogno di Nicolò rimproverandolo dolcemente: “Perché sei tanto ostinato? Vai e riferisci al clero ed ai cittadini quello che ti ho chiesto”. Abbi pietà di me Signora”, rispose Nicolò, “perché sono balbuziente ed impedito negli occhi, nelle mani e nei piedi”. La Vergine a lui: “Alzati e non temere, vai e manifesta quello che ti ho detto”.
Al mattino, svegliandosi, Nicolò si ritrovò sano e guarito prodigiosamente. Felice e raggiante si recò nella chiesa principale di Bovino ed al clero e al popolo ivi riunito, raccontò tutto quanto le era successo, le richieste della Madonna e come per la sua disobbedienza era diventato storpio e deforme e poscia prodigiosamente guarito. Meravigliati e stupiti i presenti ascoltarono il racconto di Nicolò e dopo un maturo ed approfondito esame gli risposero: “Figlio, poiché la Vergine Maria, ha chiesto di dimorare tra noi, nonostante la nostra indegnità, e vuole che Le sia edificata una chiesa, noi siamo pronti ad obbedire, ma ti preghiamo di chiederle dove vuole che sia edificata”.
La notte seguente, quinta ed ultima dell’apparizione, la Beata Vergine Maria ricomparve nel sogno a Nicolò chiamandolo amorevolmente col nome. Egli rispose: “Signora cosa desideri”? La Vergine: “Hai riferito tutto quello che ti ho detto”? Nicolò: “Signora ho detto tutto quello che mi hai raccomandato ma loro ti pregano di voler benignamente indicare il posto dove dovranno costruire la tua chiesa”. La vergine: “Vieni con me”! Lo condusse nel posto dove era apparsa la prima volta, e maternamente raccolse con le sue mani delle erbe formandone dei fascetti e con essi segnò il perimetro della chiesa, la posizione delle porte e dell’altare.
L’indomani, Nicolò si recò dal clero raccontando come la Beata vergine aveva indicato il luogo della chiesa e le sue dimensioni. Il vescovo, il clero ed il popolo, in processione e cantando lodi si recarono sul luogo dell’apparizione e vi trovarono i contorni della chiesa segnati con mazzetti d’erba ed impronte d’uomo.
Ben presto si sparse in tutta la Puglia e nei dintorni la notizia di quello che era accaduto a Bovino e molti vescovi delle vicine diocesi vi accorsero con i fedeli cantando le litanie del Signore.
Una testimonianza della venuta a Valleverde di uno dei dodici vescovi
Convennero sul luogo dell’apparizione il Vescovo di Ascoli (del quale si è perso il nome), Guglielmo, Vescovo di Melfi; Giovanni, Vescovo di Rampolla; Ursino, Vescovo di Manfredonia; Antonio, Vescovo di Lacedonia; Perenne, Vescovo di Lesina; Bartolomeo, Vescovo di Lucera; Zaccaria, Vescovo di Bisaccia; Benedetto, Vescovo di Volturara; Oddosio, Vescovo di Troia; Battista, Vescovo di Bovino; Giovanni, Vescovo di Termoli.
Terminata la costruzione della chiesa, il Vescovo ed il popolo bovinese vi accorsero in ringraziamento, cantando il “Te Deum laudamus” e vi posero un simulacro di bellissima fattura raffigurante la Beata Vergine Maria con il Figlio benedicente in braccio che tuttora possiamo ammirare nel suo splendore.
In breve la devozione alla Beata Vergine di Valleverde si diffuse non solo in Puglia e nelle regioni viciniore ma in tutta Italia e anche all’estero.

P. Garofalo

 



3 thoughts on “L’ APPARIZIONE

  1. +DEO GRATIAS. NEL RISORTO, S.E.R.Mgr, R.P.Rettore, RR.+Tutti+Tutte. SALVE! Se Egli vuole, desidero lavorare da voi, e/o per un tempo di Volontariato. Libero da subito. DEO GRATIAS. Sono da una famiglia Cattolica Maronita. “PADRE” mandaci “OPERAI”.
    NelLa “FEDE”: Joseph Saad (Teologo e Canonista Maronita Libanese e Italiano)

  2. Grazie Sally, sempre squisita nei tuoi commenti, che da un pò mi mancavano… Grazie!

  3. Come sempre pubblichi fatti, episodi ed altro di grande interesse. Ciao ed ancora una volta:
    Grazie e…
    “BRAVO”

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