IN PRIMO PIANO L’EMERGENZA AMIANTO A BOVINO (FG).

Anche "L’ORTESE" il periodico dei 5 Reali Siti evidenzia il caso amianto a Bovino.

Ecco la copertina del periodico L"Ortese":

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 Questo l’articolo pubblicato:

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Riportiamo il testo in caratteri più leggibili:

BOVINO UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA IMBOTTITO D’ AMIANTO

Guardando i tetti di Bovino la cosa che più colpisce sono le centinaia di canne fumarie, la maggior parte di esse ancora in eternit, materiale usato nei decenni scorsi per camini, coperture, contenitori di acqua eccetera.

         Venivano denominati eternit, dal nome dell’azienda che li produceva, i manufatti ottenuti con la mescola di cemento e fibre di amianto, con una forte resistenza alla trazione, all’usura e al fuoco. Trovarono quindi facile e larghissimo impiego nelle costruzioni  soprattutto nel quarantennio dal 1950 al 1990 anche perché venivano prodotti come coperture piane e ondulate, lastre perimetrali, tubazioni, canne fumarie e serbatoi per acqua.

         Purtroppo  da appropriati studi e ricerche, risultò  la pericolosità dell’amianto come  materiale fortemente cancerogeno e apportatore di tumore ai bronchi e  alla pleure nel caso di inalazione di fibre e con la legge n. 257 del 27 marzo 1992 veniva vietato in Italia l’estrazione, l’esportazione, l’importazione, il commercio e la produzioni di manufatti o altro contenente amianto. La stessa  legge conteneva le direttive per la difesa e il risanamento  di aree, fabbriche, edifici e quanto altro interessato dall’amianto.

          In particolare il comma 1 dell’articolo 12 recita così:

1.   Le unità sanitarie locali effettuano l’analisi del rivestimento degli edifici di cui all’articolo 10, comma 2, lettera l, avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli uffici tecnici degli enti locali.

           A circa 20 anni dall’entrata in vigore della suddetta legge, Bovino in provincia di Foggia uno dei borghi più belli d’Italia, è imbottito completamente di amianto. I tetti sono cosparsi di camini in eternit. E se contano a centinaia, molte canne fumarie si innalzano lungo le pareti di diverse case e, tante sono ancora le case ricoperte completamente di tegole in eternit,  in molte abitazioni esistono ancora i serbatoi di riserva acqua in cemento amianto.

Bovino rispetto ai centri vicini è senz’altro il paese dove tale materiale abbonda almeno il triplo in quanto negli anni cinquanta venne largamente impiegato da alcune ditte che che costruirono il primo nucleo fuori della cinta muraria e operarono anche nella ristrutturazione di altri fabbricati soprattutto installando le nuove canne fumarie che apparivano molto più funzionali.

            Sappiamo che allo stato di buona conservazione non esistono pericoli gravi ma è anche certo che allo stato di sfibramento l’amianto significa morte………    e lo sfibramento è facile a causa del tempo, delle intemperie, delle vibrazioni, sia pur minime, degli edifici al passaggio di auto e soprattutto dell’azione del vento che a Bovino non è certamente un dolce zefiro primaverile. Ma poi, basta guardarsi intorno per vedere lo stato fatiscente di tanti manufatti in amianto esistenti nelle case di Bovino.

Ma quello che più preoccupa è la manipolazione selvaggia che in questi periodi sta avvenendo da parte di privati e operatori edili che rimuovono manufatti in cemento amianto senza sicurezza alcuna né per chi opera né per chi risiede nei dintorni e la manipolazione di tale materiale significa sfibramento e e liberalizzazione nell’aria delle micidiali fibre pericolo che aumenta in quanto poi tali rifiuti speciali non vengono smaltiti come previsto dalle norme in vigore ma abbandonate in decine di discariche abusive che stanno sorgendo intorno al nucleo abitato costituendo così un gravissimo pericolo mortale per chiunque.

E’ da tener presente che le fibre di amianto o asbesto che dir si voglia, non danno immediatamente gli effetti, ma l’incubazione dura dai 15 ai 20 anni, quindi inalare una fibra adesso significa accorgersene fra 20 anni e questo forse è quello che fa prendere a tutti la cosa sotto tono e quasi non credere alla nocività.

Inoltre sembra che la maggior parte ignori tali pericoli sarebbe quindi necessaria una campagna di sensibilizzazione in materia e per cittadini e per gli operatori del settore.

Come mai dopo tanti anni chi predisposto non ha mai effettuato un censimento degli edifici interessati o qualche monitoraggio ambientale per controllare la situazione? La salute pubblica non è forse un’ obbiettivo primario?

Come mai non viene effettuato alcun controllo sulle decine di discariche abusive che ogni giorno aumentano lungo le strade appena fuori il centro abitato?

Come mai nei permessi o licenze di ristrutturazione degli edifici non si è messa la condizione di rimozione dell’amianto?

              La mortalità per cancro a Bovino (come altrove) è elevata e non sappiamo se inconsciamente qualcuna sia avvenuta appunto per questi motivi……

               Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi.

Quanto sopra è da mesi ormai che viene trito e ritrito sul Web da parte di “Ventoamico blog”e gran parlare ne hanno fatto anche i “Bovinesi Doc” su Facebook,. Anche un quotidiano di Foggia ne ha parlato a lungo l’estate scorso riportando anche un’intervista al sindaco di Bovino Michele Dedda che si dichiarava pronto a parlarne seriamente ma a distanza di mesi nulla si è mosso: le uniche cose a farlo sono state soltanto le foglie degli alberi cadute in autunno.

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