MENTRE A ROMA SI DISCUTE, SAGUNTO VIENE ESPUGNATA.

Parliamone, questo l’invito del Sindaco di Bovino, sulla questione amianto in un intervista rilasciata al “QUOTIDIANO DI FOGGIA”

 

Parliamone! E’ appunto questo, che stiamo facendo da diversi mesi cercando di sensibilizzare l’attenzione di privati, imprese e responsabili della salute pubblica su un problema gravissimo ma purtroppo ignorato, dimenticato, a volte snobbato, soprattutto da parte di chi è competente: Lo smaltimento dell’amianto o dei suoi derivati, che purtroppo come detto e ridetto, abbonda nella nostra città come dimostrato da tante foto nei nostri post precedenti. Quel che più importa però, è la manipolazione senza precauzioni e sicurezza e sopratutto l’abbandono di manufatti nelle varie discariche abusive che infestano la periferia del nostro paese. Questo appunto e soprattutto questo, abbiamo cercato di evidenziare nei nostri vari interventi preoccupandoci naturalmente anche del mancato monitoraggio ambientale mai effettuato, nonostante l’enorme quantità di materiali contenenti amianto, esistente in Bovino, molti dei quali sono in evidente stato di friabilità e sfibramento quindi pericolosissimi per la salute pubblica.

“ASBESTO: LA MORTE ALEGGIA SUI TETTI DI BOVINO” fu il titolo del nostro primo post sul Blog “VENTOAMICO”datato 03 dicembre 2009. In esso facevamo notare come a distanza di anni dalla legge che bandiva l’amianto, la regione Puglia era quella che insieme al Molise aveva fatto poco o nulla per la sicurezza amianto e né tantomeno gli enti locali si erano preoccupati di censire o monitorare l’ambiente a Bovino senza mai chiamare in ballo direttamente persone o amministratori contro i quali nulla abbiamo anche in considerazione dell’amicizia e della stima che nutriamo per quasi tutti loro e concludevamo molto semplicemente così: “Il nostro vuole essere un pro memoria e un appello per la sensibilità degli amministratori affinché prendano a cuore il grave problema per rendere migliore e vivibile il nostro paese”.

Non vedendo alcun risultato tangibile, e tenendo a cuore la nostra incolumità e quella dei nostri concittadini tutti, ritornavamo sull’argomento in data 03 giugno 2010 con post dal titolo: “BOVINO: RISCHIO AMIANTO” ed anche questa volt,a senza polemica di sorta, ribadendo un po’ gli argomenti del primo post evidenziavamo lo stato fatiscente di alcuni manufatti esistenti, ed ancora la mancanza di un censimento e di un monitoraggio ambiente, invitando l’amministrazione a rendere edotti cittadini e operatori sulla pericolosità dell’amianto magari con manifesti e postille nelle concessioni edilizie atte a prevenire lo smantellamento e lo smaltimento abusivo, concludendo così:

“Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi”.

Ribadivamo ancora col post “PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO” in data 05 luglio 2010 la necessità di monitoraggio ambiente e l’intervento urgente in eventuali casi gravi se mai ne risultassero e mettevamo in risalto uno dei tanti interventi non in sicurezza e il relativo smaltimento di certo abusivo su una canna fumaria in eternit.

Ancora un intervento abusivo su materiale in eternit nell’ultimo nostro post in data 11 luglio 2010 titolato : “AMIANTO A BOVINO: LA STORIA SI RIPETE” per evidenziare un altro caso di manipolazione abusiva di manufatti in fibre di amianto ma il tutto comunque serenamente senza pregiudizi ed unicamente allo scopo di contribuire nel nostro poco alla salute pubblica.

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              Due delle numerose discariche abusive nei dintorni di Bovino con evidenti manufatti in eternit.

Tutta questa premessa, per chiarire alcune affermazioni del Sindaco di Bovino rilasciate al “QUOTIDIANO DI FOGGIA” che ci lasciano un po’ perplessi e qualcuna ci sembra anche forse un po’ lesiva nei nostri confronti che abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per chiunque:

1) Non abbiamo mai affermato o chiesto di inserire norme restrittive nelle concessioni edilizie ma semplicemente di ricordare quelle vigenti, e questo di certo non è pleonasmo soprattutto considerando che questo sistema e un pò usato dalla maggior parte dei comuni italiani, facendo si che, proprietari e operatori edili, vengano invogliati alla rimozione e smaltimento legale, tramite ditte autorizzate, di eventuali manufatti in amianto, avviando così una graduale bonifica dell’ambiente. Si eviterebbe in questo modo anche il problema di dover gestire un eventuale sito di stoccaggio da parte del comune.

2) Non abbiamo mai chiesto la rimozione dei manufatti di proprietà privata ben sapendo che non è necessaria la rimozione (anche se consigliata) di quei manufatti che risultano ancora in buono stato, ma solo un censimento e monitoraggio ambientale, ed è obbligo del comune chiedere tale monitoraggio alla ASL, ma questo non è stato mai fatto.

3) Si è mostrata la preoccupazione di dover sprecare soldi del comune per la pulizie e la bonifica di siti inquinati da privati, ma non ci si è preoccupati di far sì, e vigilare che ciò non avvenga, e purtroppo questa mancanza ha fatto in modo che questi siti spuntassero a decine nei dintorni di Bovino.

4) Si è messo in evidenza di essersi sforzati a creare un clima di dialogo attorno alla complessa questione, sulla quale, come detto sopra, abbiamo noi aperto il tema, ma si rileva che il confronto non può essere affidato ai post più o meno polemici e velenosi pubblicati in questi giorni. Ci sarebbe gradito sapere da quale nostro post in particolare si evince la polemica e lo sprigionarsi del suddetto veleno. Evidentemente sono solo modi di mettere in mala luce chi cerca di prodigarsi per il bene comune e cercare di nascondere le proprie responsabilità.

5) Si è chiesto di far luce sulle competenze istituzionali e questo ci preoccupa molto. Non è molto rassicurante da parte di una amministrazione essere all’oscuro di leggi e competenze che riguardano la salute pubblica. Tutti sappiamo che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale e che in questa veste, il sindaco può e deve adottare ordinanze contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Basta questo a chiarire a chi competono certi obblighi e a far si che ci si rimbocchi le maniche e si cominci ad operare per il bene comune, senza tergiversare o giocare a scarica barile.

In questo nostro intervento forse appare un pò di polemica e di certo non vuole essere tale ma soltanto un piccolo chiarimento ed ancora uno sprone ad operare prontamente almeno per un monitoraggio ambiente che potrebbe anche risultare positivo ed è quello che cerchiamo per essere sereni. Soprattutto insistiamo ancora sul controllo delle discariche abusive almeno di quelle che riguardano questo micidiale materiale che molte volte viene tritato,con maggior pericolo e nascosto sotto altri rifiuti o addirittura interrato.

Continueremo nel prossimo post per chiarire meglio le competenze e le modalità di rimozione soprattutto per chiarire la tesi errata che dà, come controproducente intervenire su materiali ancora in buono stato (ammesso che ce ne siano). Cercheremo di dare qualche ragguaglio più preciso, in virtù della nostra esperienza in materia, per aver operato e collaborato anche se non direttamente, ma parallelamente con imprese e tecnici specializzati nella bonifica di industrie e di alcuni condomini.

Intanto mi auguro che più che parlarne, si cominci ad operare, onde evitare che mentre si parla…. Sagunto venga rasa al suolo.

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