PANCHINE ED ANTICORODAL: LETTERA APERTA AD ANGELO GISONNI

Ciao Angelo.

   l’altro giorno, su Bovinesi on di Web (Facebook) hai scritto così:                          “Secondo me, le persone che hanno proposto e fatto diffondere l’anticorodal nel centro storico di Bovino, dovrebbero astenersi dal dare pareri sulle panchine messe sul corso!!! “””Intelligenti pauca”””” “.

    Io, da persona molto intelligente, più di quanto tu possa immaginare, (mi si perdoni l’atto dovuto di superbia) ho capito subito a chi era diretta  l’antifona anche perché, il tuo successivo invito al Signor Mario Rossi, (Mario, si vede che sono 40 anni sei stato lontano da Bovino, ogni tanto fatti un giro per il centro storico e ne vedrai decine e decine di questi infissi, se poi non vuoi arrivare nel centro storico fermati a Valleverde ed osserva l’edificio per la residenza degli anziani e ricordati gli infissi ante ristrutturazione), non lascia dubbi.

   Correva l’anno 1975 quando, Bovino tutta, per la prima volta, e ad opera mia, vedeva Valleverde: Casa del pellegrinoinfissi in alluminio costruiti sul posto e montati appunto sull’allora “Casa del Pellegrino” di Valleverde. La cosa piacque a tutti a differenza delle panchine che non sono piaciute a nessuno quasi, senon a una decine di persona come te, chiaramente di parte e succube del potere in atto. Lo stesso primo cittadino di allora,  Pasquale D’andrea, altri amministratori e ancora tante altre persone, tra i quali il caro Renato  Gisonni e l’arch. Mario Gesualdi, si fecero istallare questi infissi.

   Il plauso fu universale e il consenso unanime, al punto che, anche nella parte vecchia di Bovino (non si parla ancora di recupero del centro storico) ormai cadente e in abbandono, per il trasferimento di molti nella nuova zona del Pianello. Quelli che non poterono costruirsi una nuova casa fuori delle mura, trovarono una soluzione ideale per risolvere il freddo delle case in questi infissi ermetici quasi, e senza spifferi, rendendo più confortevoli e vivibili le vecchie abitazione con infissi in legno che, anche se rifatti, venivano meno in massimo due anni disperdendo la poca l’energia di un caminetto (non c’era ancora il metano) . Insomma l’alluminio fu un toccasana che contribuì tra l’altro, al non completo abbandono della Bovino vecchia. Poi sono intervenute le leggi sul recupero del centro storico, e logicamente l’anticorodal non poteva certo conformarsi allo stile del borgo e man mano, laddove è stato possibile, sostituito con materiali più tecnicamente avanzati e più consoni  al luogo, ed io stesso attualmente non sono di certo a favore di questo materiale.      “Decine e decine di questi infissi”, nel centro storico, come tu stesso dici, e gli altri ancora innumerevoli altrove, sono la prova tangibile che la cosa piacque…. le panchine invece non piacciono a nessuno al punto, che sembra, sia in atto una petizione per la rimozione (cosa molto improbabile).

   Da questo risulta che l’anticorodal, è stata una libera scelta dei vari utenti e non un’imposizione da .parte alcuna così come avvenuto per le panchine e il resto dei lavori. Non dico, come molti hanno sostenuto, che si doveva chiedere il parere a  tutto al popoloPanchine, sarebbe un ‘assurdo….   Ma che si presentasse il progetto prima dei lavori sarebbe stato più giusto esistono tanti tecnici a Bovino che avrebbero potuto dare il loro apporto. A tutt’ora purtroppo, viviamo alla giornata aspettando di capire qualcosa dall’avanzamento dei lavori. Lavori,che come ventilato dal sindaco, in una intervista ante elezioni dovevano essere completate insieme alle due strade parallele, corso Garibaldi e Via Florestano Rossomando per l’inizio dell’estate, purtroppo ad estate inoltrata e nel periodo di maggior afflusso di forestieri al corso si respira ancora la polvere del cantiere in atto con mezzi di lavoro e transenne che occupano buona parte del corso e ne rendendone difficoltoso e pericoloso l’uso specie sul lato destro salendo.

    Precisato questo, né tu né altri, avete il diritto di dire che devo astenermi dal dare parere sulle nuove panchine (sa di fascismo e dispotismo). I miei pareri, sono dettati soltanto dall’amore per questa terra che mi ha adottato e che di giorno in giorno muore a causa di chi, a tutti i costi, vuol far passare per buone le malefatte. Non sono di parte nè contrario all’amministrazione locale, i cui membri sono persone stimatissime e quasi tutti miei carissimi amici a cominciare dal sindaco Michele Dedda, ma questo non mi costringe certo ad avallare per buono quello che non lo è… sarebbe un reato contro la nostra cara Bovino che purtroppo va di giorno in giorno sempre più a ritroso. Ammiro ed apprezzo quello che di buon vien fatto ma non cesserò mai di astenermi da commenti negativi laddove ce n’è bisogno così come non accetterò mai la ventilata illuminazione del corso, prevista a colore giallo contro qualsiasi norma di illuminotecnica dei viali cittadini.

 

Certo i tuoi discorsi e di qualche altro, come già detto, chiaramente politici non dovrebbero essere permessi, come da statuto, su “BOVINESI ON THE WEB, come non dovrebbero essere permessi le tue invettive, anche se velate da un certo senso di ilarità nei confronti di parecchi e in particolare del fondatore Mario Rossi che stai cercando di minare in tutti i modi anche con una specie di ultimatum:  “Mario, credo che dopo i meeting di agosto, tu dovrai iscriverti ai pannesi on the web, perché da Bovino te cacceme!!!! ahahahahahah Buonanotte!!” Chiare frasi destinate a scuotere la posizione del fondatore. Ricrediti, abbassa i tuoi toni, scendi dall’altare che stai cercando di costruirti ma che non riuscirai mai a completare, sii imparziale e sopratutto agisci con amore, sincerità e chiarezza senza buttare solo la pietra e nascondere la mano come da persone senza coraggio. Quello che hai da dire dillo chiaramente ma sopratutto con sincerità e un pò di amore verso Bovino! Ne troverà beneficio il nostro gruppo e Bovino tutta.

    Questo avevo da dirti, ti saluto

Pasquale Garofalo.

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