Relazione

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    L’ 8 ottobre u.s., come anticipato in questo blog, alcuni giorni fa si è tenuta la

S. A. Marseglia e G. Anzivino

S. A. Marseglia e G. Anzivino

presentazione dell’ultimo testo su Bovino nell’Aula Consiliare del comune di Bovino presenti, il Sindaco Michele Dedda, Sua Ecc.za Rev. Mons. F. Pio Tamburino, il Presidente della Promodaunia Avv. Billa Consiglio e degli autori Giovanni Anzivino, Renato Gisonni e Sabato Antonio Marseglia. Al saluto del Sindaco sono seguiti gli interventi dell’Arcivescovo e dell’avvocato Consiglio, di G. Anzivino e di R. Gisonni alla fine una ricca ed esauriente relazione dell’arch. S. Marseglia che in sintesi pubblichiamo di seguito:

 Sintesi relazione.                                                                                                          Questa sera, unitamente ai miei compagni di viaggio, viene presentato

R.Gisonni

R.Gisonni

quest’opera Bovino Chiese arte sacra devozione, un testo che non ha la velleità di essere un saggio storico da professionisti della ricerca, ma è il desiderio, da testimoni appassionati del luogo natio, di riunire ed offrire, in una raccolta, le preziose testimonianze artistiche di Bovino, per promuoverne la conoscenza e l’amore. Conoscere la propria città, la sua storia e i suoi luoghi di pregio è il primo passo per amarla, imparare a rispettarla e a valorizzarne la qualità e le risorse.

    Bovino Chiese arte sacra devozione è un itinerario sull’arte sacra a Bovino che, nella prima parte, si muove come il tradizionale percorso processionale ( Cattedrale, S.Francesco, Annunziata, SS. Rosario, S.Pietro, S. Maria delle Grazie, S. Maria del Monte Carmelo, S. Antonio, S. Maria della Pietà, Cattedrale). Prosegue, poi, con il Santuario di S. Maria di Valleverde, con il Museo Diocesano, che conserva il Tesoro della Cattedrale, con le Chiese rurali , le Chiese scomparse, le Confraternite e si conclude con i Santi sotto campana.
Un indagine illustrata di un patrimonio artistico sacro rilevante, costituito da Architetture, Pitture, Sculture e Arredi sacri, tracce tangibili della presenza a Bovino della Chiesa e della devozione popolare, prodotte in un arco temporale di oltre 10 secoli.
Un invito al viaggio, materiale e spirituale insieme, sempre alla ricerca delle nostre più autentiche radici.
Si tratta di un mixage di schede, frutto di una ricerca a più mani, che ripercorre i luoghi della spiritualità nel territorio di Bovino. Pagine che indagano il patrimonio storico artistico di ambito religioso offrendo ai posteri una specie di censimento a futura memoria e ai viventi un repertorio cordiale ed affettuoso che si scorre con interesse, curiosità e talvolta non senza commozione.

     Le informazioni in esso contenute sono scrupolosamente tratte da Fonti letterarie certe, quali le schede della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici della Puglia e le Pubblicazioni di illustri studiosi, indicati nella copiosa bibliografia.                                               Entrando nel merito del testo, si passa ora a fornire ragguagli sintetici relativi all’architettura, alla pittura , alla scultura e all’oreficeria e suppellettile liturgica.

L’ ARCHITETTURA

     Nel corso della sua storia cristiana, Bovino, annovera la presenza di ben 20 Chiese tra urbane e rurali, 15 ancora esistenti, 5 scomparse. Esemplari dell’avvento romanico nel meridione come S. Pietro e la Chiesa o Cappellone di S. Marco del XII secolo e con i primi accenni del gotico come la Cattedrale, anche se la sua iniziale costruzione risale all’alto medioevo (VIII secolo), del gotico evoluto come la Chiesa dell’Angelo (XV sec.). Esemplari di un’architettura sacra minoritica come la Chiesa e convento di S. Francesco, dell’avvento del tardo rinascimento come l’Annunziata, dell’arrivo del barocco come la Chiesa di S. Antonio, del Monte Carmelo e del neoclassicismo come la Chiesa di S. Maria delle Grazie e di S. Maria della Pietà.

LA PITTURA

     Bovino esprime e custodisce una produzione pittorica notevole, ben 53 opere, di cui 40 realizzate tra il 600 e il 700. Alcune eseguite da artisti illustri, quali Mattia Preti, Luca Giordano, Maestro di Bovino, Giovanni Antonio D’Amato, Domenico Preste, Pacecco De Rosa ? , altri da artisti minori ( allievi di De Matteis e Solimena), ma sicuramente di scuola napoletana. La loro presenza a Bovino è certamente dovuta principalmente alla nobile famiglia dei duchi Guevara, che ha governato la città per oltre 400 anni, una famiglia di origine spagnola, conosciuta nel Regno e molto vicina ai regnanti di Napoli, mecenate e amante della cultura e dell’arte; secondariamente all’azione promozionale della Chiesa cattolica, iniziata in maniera massiccia dopo il Concilio di Trento (La Chiesa torna a proporre l’immagine come propaganda visiva e ne stimola la produzione a scopo devozionale; le immagini dei santi in particolare diventano fondamentali mediatrici tra il credente e il contenuto dottrinario) e alla devozione dei fedeli.

LA SCULTURA

    La produzione scultorea presente è notevole. Si va da quella in pietra, in marmo, in bronzo, a quella in legno, cartapesta e gesso. Quella in pietra e marmo è caratterizzata da elementi frammentari, capitelli di spoglio provenienti da edifici romani dell’antica Vibinum,       Lastre ascrivibili all’VIII e IX secolo di cultura longobarda, mensole decorative (Daniele nella fossa dei leoni) del IX-X sec., Transenne lucifere, XI sec, di cultura paleocristiana, rosone, portali e lunette di cultura romanica, monumenti funerari del XVII sec., altari in marmi policromi a tarsie e fonte battesimale del XVIII sec. (barocco), tutti integrati nella struttura architettonica. Quella in bronzo da pannelli del XX sec. realizzati per il nuovo santuario di Valleverde degli artisti Pellegrino Banella e Francesco Troiano. Cospicua la scultura lignea, fatta eccezione della statua della Madonna di Valleverde del XIII sec., realizzata specialmente nel periodo tra il 600 e il 700, trascurata dalla critica, legata ad una connotazione cultuale e devozionale incentivata dalla Controriforma, con la presenza di illustri scultori attivi a Napoli e nel Regno di Napoli (G.Colombo, N. Fumo, F. Buonfiglio).          Dopo il concilio di Trento, la produzione di statue a figura intera o di busti reliquari ebbe un incremento elevatissimo. La precettistica tridentina, attuata nei decreti sinodali delle diocesi meridionali, promosse il culto delle reliquie connesso e fuso con quelle delle immagini dei santi, dei quali i sacri resti comprovavano l’esistenza terrena. Venne rilanciato così la tipologia del reliquario antropomorfo a forma di busto, dove la teca per le reliquie era posta sulla base o sul petto.

OREFICERIA E SUPPELLETTILE LITURGICA

     Anche la produzione di oreficeria e suppellettile liturgica, costituita da Calici, Croci, Reliquari, Ostensori, paramenti sacri, ( conservata attualmente nel Museo Diocesano), è ricca e opera di valenti artisti ( Pietro Vannini). E’ conseguenza della munificenza di alcuni vescovi ( Pietro della Scalera, Giustiniani, Tolosa, Lucci, Farace, Iovinelli) e della famiglia Guevara.

      Oltre a sfogliare e a leggere il contenuto del volume e ad osservare le immagini , in conclusione, viene naturale, rivolgere a tutti una esortazione: approcciatevi direttamente a queste testimonianze, ne coglierete l’essenza, che oltre a ricreare i vostri occhi, ricreeranno sicuramente anche il vostro spirito. Come umani mortali vi sentirete arricchiti, specialmente se siete Bovinesi.

Grazie

                                                                                                  Sabato Antonio Marseglia

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