SAN MARCO D’ECA E IL MIRACOLO DELLE NOCI.

CULMINATA COL LANCIO DELLE NOCI LA FESTA DI SAN MARCO A BOVINO (FG).

     Come annunciato con un precedente articolo, domenica scorsa, Bovino ha festeggiato il suo Compatrono San Marco.  Certo non sono stati i festeggiamenti del 29 agosto resi alla Madonna di Valleverde, ma considerando il periodo lavorativo e l’estate ormai finita con molto meno presenze, di meglio non ci si poteva aspettare. Quest’anno infatti, la congrega di San Marco si è fatta in quattro per cercare di riportare la festa alle sue origini, quando a questo grande Santo veniva prestata ben altra attenzione che col tempo è venuta molto meno riducendosi semplicemente alla processione e con la quasi scomparsa del tradizionale lancio delle noci..                                                                                                                          Merito, va anche all’apporto dato dal Comune di Bovino, alla locale “Pro loco” nonché alla Regione Puglia.                                                                                In particolare è da notare la solenne e grandiosa processione che ha attraversato le principali vie di Bovino e alla quale hanno partecipato centinaia di fratelli delle varie Confraternite intervenute da tutti i comuni dell’ex Diocesi di Bovino e da Foggia e provincia con  i relativi gonfaloni. Il popolo come al solito partecipando numeroso ha mostrato la sua grande fede e devozione atavica.

 

IL MIRACOLO DELLE NOCI.

     A sera, il tradizionale ed atteso lancio delle noci che ricorda (secondo quanto narra il Pietropaoli) un miracolo del Santo a beneficio di un povero storpio che si era recato a Il lancio delle nociBovino, ad impetrar grazie dal Santo, e ivi dimorò per lungo tempo pregando il santo di guarirlo dal terribile male. Un giorno vedendo dei bambini davanti alla chiesa che giocavano lanciando noci, fu anch’egli spinto a gioco, ma ovviamente, per il suo modo di muoversi, fu oggetto di derisione e di insulti. Allora il malcapitato si rivolse più intensamente al Santo  che accolse le sue preghiere guarendolo miracolosamente.
     Da quel giorno cominciò l’usanza del getto delle noci che si solevano lanciare in grande quantità il giorno della festa davanti alla chiesa.
    Ad effettuare il lancio era il capo-carraio del Duca, che in caratteristico costume da contadino prendeva dai cesti circostanti e lanciava a piene mani  le noci quasi a mò di pioggia fra l’allegria e lo schiamazzo della gente e in particolare dei bambini, che incitavano al lancio e gareggiavano a chi ne raccogliesse di più.
    Domenica scorsa la parte di capo-carraio è toccata a Don Stefano Caprio il parroco decano della Cattedrale coadiuvato dal priore della congrega Michele d’Andrea, che ha anche illustrato il significato della tradizione e dal vice priore Michele Botticelli.
      Naturalmente, causa la poca coltivazione attuale di noci a Bovino e l’alto costo d’acquisto,  non c’erano le grandi gerle piene ma solo alcuni cestini che, con i quali anche se non si è riusciti a creare una pioggia, di certo di certo ne hanno dato l’idea tra il plauso di tutti.

CLICCARE SULL’IMMAGINE SOTTOSTANTE PER VEDERE TUTTE LE FOTO.

CLICCA QPER VEDERE LA PRESENTAZIONE.

By: Ventoamico.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*