SCAPPA!!!! E metti in salvo i tuoi cari.

TOCCANTE ED IMPORTANTE TESTIMONIANZA SULL’AMIANTO.

Tra le diverse testimonianze pervenuteci postiamo questa che ci sembra molto importante perchè, tra l’altro, mette in evidenza i tempi di incubazione delle fibre di amianto che vanno intorno ai 30 anni, per cui si può desumere che teoricamente molti di noi potremmo già essere affetti da cancro senza saperlo.

Leggete attentamente:

.41382_100000269132878_4946_n_267_03 Gianni Pellegrini   3 ottobre 2010 alle ore 2.24

Caro Pasquale,
leggo con estremo piacere (e dolore) la tua mail, anzi lettera (mannaggia, sempre in inglese dobbiamo parlare…).
Le amicizie nate su facebook non hanno un codice etico tradizionale, per cui mi permetto di darti del tu pur non sapendo se hai 30 o 60 anni, se sei studente universitario o Rettore della Sapienza ;-))
Io ne ho 38, sono un prof. di italiano e latino, ma anche cantautore, nonché marito e padre di due bimbi.
Si, ho avuto tragicamente a che fare con l’amianto. Se vuoi potrò tranquillamente dare una testimonianza circostanziata, anche di persona, su quello che abbiamo passato per il nostro adorato papà, uomo meraviglioso, di altri tempi. Una forza della natura stroncato in 20 mesi da un cancro aggressivissimo che se l’è mangiato vivo a soli 68 anni.
Trafila in breve (ma dovrei raccontare più dettagliatamente gli agghiaccianti particolari, parliamo di nov. 2008 – lug. 2010):
versamento pleurico, diagnosi del mesotelioma, chemioterapia, asportazione di polmone – pleura – pericardio – diaframma – due costole (all’Istituto Naz.le dei Tumori di Milano), radioterapia, farmacoterapia (quella sempre), di nuovo chemioterapia, poi mesotelioma anche all’altro polmone e metastasi improvvise e galoppanti negli ultimi due mesi di vita. E addio papà…
Io sono disperato, non so fare a meno di lui, e sto chiedendo al Signore ogni giorno di illuminarmi per capire come fare ad andare avanti senza di lui.
L’incubazione dura circa trenta – quarant’anni, le fibre di amianto sono spesse un millesimo di un capello, e basta respirarne per bene una buona boccata per avere ipotecato con buona probabilità questo terribile esito decenni dopo.
Alcuni studi dicono che l’ondata gigantesca non è ancora davvero cominciata, nonostante sia sempre più alto il numero di ammalati di mesotelioma pleurico. Il grosso si avrà nei prossimi 15 – 25 anni, e coinvolgerà anche le mogli che lavavano le tute da lavoro dei mariti, o i figli che ci giocavano ignari, o gli abitanti delle zone interessate.
Insomma moriremo da fessi, lo scenario è apocalittico ma ancora più lo sono le foto di Bovino e di tanti posti (ovunque, ahimè). Pensa che a Foggia in pieno centro storico c’era un cinema, fino a pochi anni fa, in dismissione che aveva a vista l’intera copertura in eternit. Ci fu una battaglia micidiale cominciata da mia moglie che abitava di fronte, e continuata da uno di rifondazione comunista che riuscì a farla rimuovere.
E tutte le sere la movida foggiana si svolgeva là… sole pioggia vento afa, estate inverno… e poi ancora due scuole elementari e negozi, case, vita.
Vedendo la situazione di Bovino attraverso le tue foto, mi viene solo voglia di dirti: SCAPPA!!!! E metti in salvo i tuoi cari.
I bovinesi e tutti gli altri evidentemente non si rendono conto del pericolo, specie quando lo si rimuove a mani nude. Quando è compatto forse non è (ancora) letale, ma basta una briciolina infinitesimale (e invisibile all’occhio umano) per combinare un guaio irreparabile. Penso soprattutto a quelli che si credono furbi e lo prendono con le mani per andarlo a gettare in aperta campagna. Sicuramente mettono in pericolo la vita degli altri, e sono bestie ignoranti e delinquenti. Ma mettono a rischio quasi certamente la loro vita, proprio mentre credono di essere furbi.
Verrò a qualunque conferenza, su qualunque palco, davanti a qualunque telecamera, se ne avrai bisogno.
E ti ringrazio a nome di mio padre.
Alla prossima
Gianni.