LETTERA APERTA DELLA DOTT.SSA FRANCESCA MARIA PROCACCINI

LA DOTT.SSA  FRANCESCA M. PROCACCINI, IN UNA LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOVINO, A SPADA TRATTA, E CON AMORE E PRECISIONE, DIFENDE LA STORIA E GLI STORICI DI BOVINO, DIVENUTI OGGETTI DI MISTIFICAZIONE  DA RECENTI  FATTI E DICHIARAZIONI.

A:            Gem. Michele Dedda
               Sindaco del Comune di Bovino (Fg).

 

 E  p. c:  S. E.: F. P. Tamburrino,  Vescovo di Foggia-Bovino — Don Stefano Caprio,            titolare della Basilica Concattedrale di Bovino — Prof.ssa O. Kvirkvejia, BovIno —  Prof. M. Lenoci,  assessore alla cultura del Comune di Bovino.

                                                                                                      Bovino, 28 maggio

         Gentile Signor Sindaco,

                   In relazione al lavoro della Prof.ssa Olga Kvirkveljia dal titolo “ Bovino e Guevara….Letteratura “, come cittadina di Bovino ritengo doveroso fare delle precisazioni e, al fine di scongiurare fraintendimenti, inizio riportando integralmente le affermazioni che detta Professoressa ha esposto nelle prime cinque righe e mezzo dell’introduzione al lavoro in questione. < Tutti parlano del brillante passato di Bovino, della sua ricca storia, però ….in modo misterioso non sono sopravvissute quasi tutte le tracce dei secoli precedenti. I materiali archeologici – almeno quelli che si possono vedere nel museo civico- non sono molto importanti : le fonti d’archivio esistenti sono parziali ed in alcuni casi dall’origine sospetta; i libri ed i manoscritti più preziosi sono stati regalati o semplicemente spariti…. E oggi la storia della città è ricca solo di lacune >.
                        Ora, questo lavoro della Prof.ssa Kvirkveljia mi è parso piuttosto farraginoso e frammentario; ma, a mio avviso, non è questo il punto: chiunque desideri dare un contributo alla ricerca su una determinata civiltà può certamente farlo; il suo apporto potrà essere più o meno valido, in quanto ognuno si esprime al livello che ha, ma lo stesso è sempre da accettare se condotto con conoscenza della storia ed onestà intellettuale. Ciò che invece si rimprovera alla Prof.ssa Kvirkveljia è l’atteggiamento negativo sia sotto il profilo intellettuale sia sotto quello morale nei confronti del patrimonio materiale e spirituale trasmessoci dai nostri avi.
                        Come ha potuto affermare costei che i materiali archeologici esistenti nel nostro museo civico non sono molto importanti, quando possiamo vantare reperti come le stele antropomorfe che qualificati archeologi, quali  M.L. Nava  ed Acanfora, hanno datato all’età   del   Bronzo    Finale –  inizio  dell’età  del   Ferro  o  all’età   del  Ferro  e  definite < eccezionali manufatti >, in quanto la stilizzazione delle parti anatomiche umane per i significati antropologici che reca con sé costituisce una pietra miliare lungo il percorso evolutivo dell’umanità ? Infatti, la stilizzazione presuppone l’interpretazione della realtà e dunque denota consapevolezza di valori religiosi nella loro accezione più ampia e quindi sociali. Chi lo desideri può consultare l’ampia letteratura in materia. Certo, Bovino è un paesino arroccato sulla cima di un monte e pertanto non può avere la ricchezza di reperti del Museo della Preistoria o del Museo di Arte Antica o di Arte Medievale di Roma; ma per essere un piccolo insediamento abitativo ha un patrimonio storico-artistico notevole. E tengo a dire che non solo la sezione preistorica, ma anche quella preromana, la romana e la medievale mostrano reperti di sicuro interesse. Per non parlare delle numerose tracce della storia che vivono all’interno del nostro tessuto urbano le cui origini risalgono a millenni addietro.
                        E  venendo  alle  altre affermazioni su riportate e che  culminano  nella frase < …..E oggi la storia della città è ricca solo di lacune.>, le stesse sono veramente mistificatorie, in quanto fanno apparire il nostro retaggio avito diverso dalla sua realtà storica, documentata invece con rigore scientifico dai nostri insigni studiosi. Esse suonano in modo atroce nelle nostre coscienze di cittadini grati al lavoro strenuo, minuzioso, scrupoloso, rigoroso e appassionato dei nostri ricercatori che hanno dedicato decenni della loro vita alla ricerca ed allo studio delle fonti storiche della nostra città, scandagliandone la validità con rigore scientifico. Noi veneriamo la loro memoria con profonda gratitudine e ci piace menzionarne alcuni e, peraltro in ordine alfabetico, poiché sono stati tutti grandi per il loro livello culturale e morale : il Prof. Arch. Carlo Ceschi, l’Avv. Gabriele Consiglio, il Dr. Cesare Durante, il Prof. Vincenzo Maulucci, il Dr. Carlo Gaetano Nicastro.
                        I predetti studiosi sono ora nella luce della verità eterna e quindi possono solo continuare a far sentire con i loro scritti il peso intellettuale e morale delle loro acquisizioni, ma non possono più difendere a viva voce il loro operato; pertanto, dobbiamo essere noi ad alzare la nostra voce e ad affermare con vigore che i loro studi sono stati condotti con rigore e scrupolo di ricerca sulla base di testimonianze salde e sicure, indagando bolle e diplomi, note di archivio e pergamene, epigrafi e reperti archeologici, lapidi e frammenti, documenti tutti di sicura tradizione. Per cui, affermare che il lavoro di questi studiosi è lacunoso denota ignoranza della storia e mancanza di onestà intellettuale. Ad esempio, il Dr. Carlo Gaetano Nicastro nelle sue opere, e suggerisco di rilevarne l’elenco alla pagina 14 dell’introduzione che l’avv. Gabriele Consiglio ha voluto scrivere all’opera più importante di questi “Bovino storia di popolo, vescovi, duchi e briganti”, suffraga con note minuziosissime le sue esposizioni. Pertanto, se è vero che non bisogna aver paura di mettere in discussione le proprie certezze, quale ne sia la natura, è pur tuttavia altrettanto vero che non si può discutere il dato storico reso incontrovertibile sulla base di ricerca condotta con rigore scientifico. E poi per quanto riguarda qualche evento, un alone di leggenda scalda nel cuore ed aumenta il fascino della storia! “ Che importanza ha stabilire che Bovino battè moneta propria, se la magnificenza di municipio romano nell’epoca imperiale è acquisita alla storia ?”. Mi è piaciuto citare le parole dell’Avv. Gabriele Consiglio scritte alla pagina 15 dell’introduzione all’opera principale del Dr. Nicastro. Dunque, bando alla superficialità investigativa e spazio ad approfondimenti di ricerca intellettualmente onesti, volti a valorizzare sempre più la nostra storia. Non permetteremo mai che decenni di ricerca scrupolosa e appassionata da parte dei nostri studiosi “ per tessere la Storia nostra, che è pure Storia di eroi, di martiri, di scienziati e di eruditi….” – ho voluto riportare le parole testuali del Dr. Carlo Gaetano Nicastro contenute nella dedica ai concittadini della diletta Bovina premessa alla sua opera su riportata – possono essere bruciate via da espressioni insensate. Le parole “ diletta Bovino “ sono del Dr. Nicastro.
                        Noi a Bovino accogliamo tutti, sempre memori che l’ospite è sacro, ma esigiamo il riconoscimento della validità dell’onesto e appassionato lavoro  dei nostri studiosi, lavoro che suscita in tutti noi l’amore e l’orgoglio per le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra storia. Disgraziatamente, il libretto in parola con il suo carico di mistificazioni è finito nei più diversi paesi del mondo, portatovi dagli ignari oriundi in visite a Bovino durante il periodo estivo. Ciò è gravissimo, poiché esso relega la nostra identità storica in una nebulosa nella quale chiunque può dire ciò che vuole pur di darsi un ruolo di ricercatore. E’ indispensabile alzare la guardia, affinchè un fatto del genere, così tanto increscioso, non abbia mai più a verificarsi, pena la cancellazione della storia del nostro popolo.
                        Ora, alla luce di quanto esposto, ritengo indispensabile far menzione dell’apertura al pubblico del locale sottostante la sacrestia della Cattedrale, dove a seguito di lavori di pulizia sono state rinvenute sepolture con relativi oggetti di interesse storico, quali frammenti di vestiti, in alcuni casi quasi interi, bottoni, fibbie, scarpe e molto altro. Questa iniziativa in sé certamente lodevole, ha dato adito a molte discussioni sui metodi di lavoro seguiti e sull’importanza dei reperti recuperati. Ma non sta me entrare nel merito di tali questioni. Invece, ciò che mi preme evidenziare è che si è caduti in eccessi in ordine all’interesse per la nostra tradizione culturale da parte della nostra collettività. Affermare che questo rinvenimento ha consentito di  “…… riscoprire tesori di cultura, d’arte e di storia inaspettati per gli stessi bovinesi. “, ho citato dall’articolo dal titolo “ Un patrimonio per tutti “ apparso sul n. 17 del giornale “Voce di Popolo” del 4 maggio 2012, non è corretto. La nostra collettività conosce molto bene i tesori di cultura, d’arte e di storia della propria Chiesa madre, così come delle altre chiese e degli altri luoghi di interesse, in quanto illustrati con dovizia di particolari e rigore scientifico dai nostri studiosi, e cito solo i 15 articoli del Dr. Carlo Gaetano Nicastro dal titolo “La Cattedrale di Bovino “ ed il prestigioso lavoro del Prof. Arch. Carlo Ceschi “ La Cattedrale e San Marco di Bovino”. Il rinvenimento del sotterraneo della sacrestia con gli oggetti ivi recuperati aggiunge solo una   tessera   alle  informazioni   sulla   nostra  chiesa  madre, ma  è  assurdo  parlare  di “ restaurazione della memoria “, ho citato ancora dal predetto articolo, poiché la stessa la nostra collettività non l’ha mai perduta, grazie al lavoro colto e appassionato dei suoi studiosi, sempre letti e seguiti dai bovinesi con grandissima considerazione.
                        A questo punto devo di necessità citare testualmente dallo scritto letto in chiesa dalla Prof.ssa Carla Ibelli  in Sgambati in occasione dell’apertura al pubblico del locale sotterraneo su menzionato. “  ….letargo intellettuale….c’è stata una vera e propria rinascita degli studi intorno al nostro passato. Questo rinnovato interesse, peraltro, è frutto dello  stimolo  e   dell’opera   di   una  persona  proveniente  da  terre  lontane .” E ancora  “ ….affinchè noi bovinesi tutti possiamo riconoscere le nostre radici e, grazie ad esse, riprendere in mano, ciascuno e tutti, il nostro destino ”. Ora, qui a Bovino sulla scorta di quanto trasmessoci dai nostri avi non c’è mai stata una caduta di interesse per le nostre memorie storiche, per cui è assurdo parlare di risveglio culturale e prova ne sia la vivace ed intelligente attività sempre svolta dalle nostre istituzioni culturali, quali l’Assessorato alla Cultura, la Pro Loco, l’Archeoclub e le altre, attraverso conferenze, dibattiti, proiezione di documentari, presentazione di libri sulla nostra realtà storico-sociale, attività seguite con amore ed interesse da giovani, adulti ed anziani, tutti uniti nel venerare e preservare le nostre memorie e reliquie storiche, che per noi costituiscono un sacro retaggio del quale siamo fieri ed orgogliosi. Dunque, e lo diciamo senza vanagloria, bensì assolutamente a ragione, non abbiamo bisogno di apporti esterni per tener desta in noi la consapevolezza di chi siamo. Le nostre radici le abbiamo sempre conosciute benissimo ed il nostro destino lo abbiamo sempre tenuto ben saldo nelle mani. Ribadiamo però che un contributo volto ad approfondire e valorizzare  la nostra storia è gradito, ma bando agli eccessi e all’arroganza: la nostra storia non è fatta di pagine vuote, bensì le stesse sono pregne di testimonianze salde e sicure, vivificate dallo scrupolo d’indagine, che scaturisce dall’amore e dalla passione per il nostro paese dei nostri studiosi di ieri e di oggi.
                        E concludo dicendo che lo scritto letto in chiusura dalla Prof.ssa Carla Ibelli, la quale, peraltro, si è poi affrettata a far presente di non essere stata lei a redigerlo, ma leggendolo lo ha apprezzato, ha arrecato offesa alla nostra collettività e pertanto il suo autore o autrice deve, riconoscendo il proprio errore, recarsi da Lei, Signor Sindaco, e chiederle scusa per aver mistificato il nostro impegno per mantenere sempre vivo ed operante il patrimonio culturale e morale della nostra civiltà.
                        Ho scritto questa lettera così come la dignità della nostra memoria  ed il cuore me l’hanno dettato e, ringraziando per l’attenzione, porgo deferenti ossequi.

          Francesca Maria Procaccini

ANCORA AMIANTO SELVAGGIO A BOVINO

Da diversi giorni, all’imbocco di via Galeone a Bovino (Fg), giace una gran quantità di eternit, celato dietro una catasta di tegole, ma comunque ben visibile. I manufatti sono

Amianto in via Galeone a Bovino

Amianto in via Galeone a Bovino

pezzi di una canna fumaria in amianto cemento, evidentemente smontata in un rifacimento di copertura,  e chiaramente manipolata senza sicurezza e precauzione alcuna e certamente da smaltire abusivamente, come si suole, lungo qualche strada dei dintorni di Bovino.  Nella zona in questione abbiamo già segnalato il 1 ottobre 2010 la presenza di pannelli di copertura in eternit, che sono rimasti per molto tempo accantonati insieme ad altri rifiuti speciali e più recentemente, l’ 8 marzo 2011 la presenza per diversi giorni di un dumper pieno di eternit tritato. Queste azioni sono veri attentati alla salute pubblica ed in particolare di chi abita nelle vicinanze e…  chi le compie è un assassino!

Purtroppo a Bovino, nonostante il gran parlare da un anno a questa parte, nulla si è fatto malgrado le promesse di parlarne seriamente e intanto il nostro amato centro continua ad essere sempre più inquinato dalle micidiali fibre. Rimuovere e smaltire grandi quantità di amianto, potrebbe essere certamente molto delicato e costoso. ma operare in sicurezza per piccole quantità, quali appunto le canne fumarie, bastano poche attrezzature e regole da seguire che forse sono ignorate dagli operatori edili e per questo abbiamo sempre chiesto (ma inutilmente) una campagna di aggiornamento e sensibilizzazione che non sarebbe di certo costata più di quanto si spende per sovvenzionare una delle tante manifestazioni varie.

L’ Amianto uccide! Bisogna convincersi prima che sia troppo tardi e vigilare affinchè queste azioni vengano perseguite per la sicurezza e la salute di Bovino tutta.

AMIANTO: QUALCOSA COMINCIA A MUOVERSI

Sia pure solo a livello regionale qualcosa comincia a muoversi in Puglia sul grave e dimenticato problema amianto. A livello  locale tutto tace, mentre indiscriminatamente senza controllo alcuno continuano le manipolazioni e lo scarico abusivo di tali materiali che rendono sempre più grave la situazione nel nostro centro. Riportiamo di seguito l’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno:

Tutela della salute: La Puglia avrà il “Piano amianto”

BARI – Ci sono voluti 19 anni, ma alla fine è stato finalmente avviato il percorso che, in 18 mesi, dovrebbe consentire anche alla Puglia di dotarsi del piano regionale amianto previsto dalla legge 257 del 1992. Ieri la prima riunione con enti e associazioni convocata dall’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro.
La strada scelta è quella della partecipazione all’interno del percorso di Vas (Valutazione ambientale strategica). Gli organismi sanitari, quelli preposti ai controlli ambientali e per la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro, le agenzie regionali, i centri di ricerca, l’Università, i sindacati e le associazioni (tanto ambientaliste quanto rappresentative degli interessi degli esposti all’amianto e dei loro familiari) daranno ciascuno il proprio contributo per mettere a punto gli strumenti più idonei a conseguire gli obiettivi fissati: valutazione degli eventuali livelli di rischio legati alla persistenza di manufatti in amianto presenti sul territorio, monitoraggio sanitario ed epidemiologico, elaborazione di un piano per lo smaltimento dell’amianto, sensibilizzazione della popolazione e soprattutto individuazione di canali per il reperimento di risorse necessarie all’attuazione del piano.
Dal 1992, comunque, gli anni non sono trascorsi invano. Nella scorsa legislatura regionale, ad esempio, la giunta Vendola ha finalmente mappato, grazie al sistema Mivis di lettura iperspettrale in dotazione al Consiglio nazionale delle ricerche, le coperture in amianto su tutto il territorio regionale. Sono oltre 5mila. Studi di dettaglio sono poi stati compiuti in ambito epidemiologico visti i casi di studio legati ad esempio all’esposizione professionale all’amianto in luoghi quali l’arsenale di Taranto, il Petrolchimico di Brindisi o l’ex Fibronit di Bari. Questi studi sono stati spinti al punto da determinare, oltre al nesso causale diretto tra l’esposizione e l’insorgenza della malattia, anche una correlazione non trascurabile tra la presenza di grandi fonti d’inquinamento tra le case e l’insorgenza di patologie tumorali nella popolazione residente. Oggi, in attesa del raggiungimento del picco di casi fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità al 2020, il Centro operativo regionale dei mesoteliomi e patologie asbesto correlate ha censito in Puglia già mille decessi da mesotelioma pleurico, il tumore dell’amianto.
La recente revoca della procedura d’infrazione legata al risanamento dell’area industriale di Manfredonia e la messa in sicurezza d’emergenza della Fibronit di Bari, consegnata nel 2007, sono i due interventi di maggior evidenza tra quelli ai quali ha partecipato con ingenti risorse la regione Puglia. Ma insieme ai grandi siti inquinati, ci sono le coperture (ne abbiamo già parlato riferendo della mappatura effettuata negli anni scorsi) e i piccoli abbandoni che costituiscono un serio problema. Nelle campagne, ad esempio, negli ultimi anni sono stati rilevati numerosi casi di malattie asbesto correlate. E molti capanni sono ancora coperti da tettoie in cemento-amianto.
C’è bisogno di prevenzione e sensibilizzazione: effettuare opere di rimozione fai da te comporta rischi per la salute in primo luogo di chi le effettua. Ma c’è un problema di costi, tuttora elevati, che disincentivano il ricorso a imprese specializzate. Tra gli obiettivi del piano amianto c’è, a questo proposito, la possibilità di realizzare un albo regionale di imprese specializzate e autorizzate a rimozione e smaltimento dell’amianto, a costi convenzionati. Le imprese, invece, potrebbero trovare un utile incentivo nel conto energia: il governo stanzia 5 centesimi per ogni chilowatt/ora prodotto da chi sostituisce le coperture in amianto con pannelli fotovoltaici.


Nuove foto circa la situazione amianto a Bovino

 

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Nella prima foto sopra, nuovi rifiuti di eternit sulle sponde del Cervaro in contrada Isca, nella seconda  un dumper in una strada di Bovino con calcinacci ed eternit pronto ad essere scaricato chissà dove………  a sinistra ancora un camino in evidente e pericolosissimo stato di sfibramento. Sono casi da risolvere in loco senza aspettare la regione, le fibre di amianto non perdonano.

BOVINO (FG): Continua l’abuso nella rimozione amianto.

Certamente ricorderete queste immagini che postammo insieme ad altre in questo blog in data 05/07/2010 con un articolo dal titolo: "PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO":

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 Con quel post denunciavamo le rimozioni continue a Bovino e senza sicurezza di materiali contenenti amianto e il relativo smaltimento in discariche abusive invocando l’azione del Comune a fare una campagna di sensibilizzazione verso cittadini ed operatori del sistema sui pericoli di tali operazioni per la popolazione tutta, oltre che per i diretti operatori, molte volte all’oscuro del pericolo che corrono a causa di una mancata informazione e trascuratezza totale di un così importante argomento.

Ebbene a distanza di quattro mesi non si è mossa una foglia in questa direzione ed indiscriminatamente come denunciato in altri successivi articoli si continua a manipolare incoscientemente tale pericolosissimo materiale.

Nella foto seguente il ponteggio allestito per il ripristino della facciata ci fa intendere chiaramente che anche la canna fumaria (che è quella delle due precedenti foto) sarà di certo rimossa ,con gravissimo pericolo per gli abitanti della zona, essendo essa in fase di sfibramento, e ulteriore pericolo rappresenterà per la zona dove sarà abusivamente smaltita. Il nostro non è un processo al futuro abbiamo la certezza matematica che tra qualche giorno questo camino in eternit scomparira, senza che nessuno abbia vigilato sulla cosa, e questo e grave considerando i vari casi denunciati.

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Noi non vogliamo tormentare nessuno, ne denunciare legalmente alcuno (anche se ormai questo punto diventa un dovere farlo se le cose continuano ad andare a questo mdo)  perchè siamo certi che basta un pò di buona volontà per fa sì che certe cose vengano fatte in sicurezza facendo un’opportuna campagna che tra l’altro possa indicare anche i sistemi per rimuvere in prorio piccole quantità di questi materiali come previsto dalle vigenti normative ma non tocca a noi farlo, nè ne abbiamo la competenza.

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IL CASO AMIANTO A BOVINO IL PIU’ LETTO SUL "QUOTIDINO DI FOGGIA"

ANCHE SUL BLOG DEL "QUOTIDIANO DI FOGGIA" IL CASO AMIANTO E’ IL PIU’ SEGUITO.

L’allarme amianto nel nostro comune tiene sempre banco e risulta essere al centro dell’interesse di una moltitudine di persone. Oltre ai nostri blog che lievitano sempre più in questi giorni per l’interessamento sempre maggiore di quanti sono presi dalla questione amianto, anche il blog del "QUOTIDIANO DI FOGGIA" (Il giornale che vergognosamente ha fatto marcia indietro sulla questione) da per più interessanti e letti appunto i blog che riguardano il caso amianto a Bovino:

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Da tutto questo si evince che la popolazione aspetta quelle notizie o novità che dovrebbero arrivare da chi competente in materia. Purtroppo Sindaco ed amministrazione sembra non vogliano receperire in alcun modo il grave problema. E intanto continuano le manipolazioni abusive e di conseguenza  l’abbandono di eternit in ogni dove. E pensare che una volta rimosso, frantumato e abbandonato in luoghi pubblici il pericolo diventa sempre più grande. Almeno a questo si potrebbe sopperire in modo facile ma evidentemente manca la volontà e la paura di perdere qualche voto da parte chi opera in questo modo è più importante della sicurezza e sanità pubblica per chi ci amministra.

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Quest’immagine ritrae l’ultimo rifacimento di un tetto, con sgargianti tegole rosse, sul quale fanno bella mostra due splendidi nuovi comignoli in acciaio inox che certamente avranno sostituito le vecchie canne in eternit (non possiamo affermarlo perché non l’abbiamo notate prima dei lavori) ma tutto fa suppore, visto che l’edificio è vecchio, che esistessero delle vecchie canne e nel caso, che fine hanno fatto e chi e come è stata fatta l’eventuale rimozione?

Questi controlli vogliamo innanzi tutto perché sono questi interventi che allo stato attuale aggravano la situazione.

COMIGNOLI ASSASSINI E FROTTOLE DEL SINDACO

 

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Con alcune foto, vogliamo dimostrare lo stato di degrado della maggior parte dei manufatti in eternit esistenti in Bovino. La prima foto sopra rappresenta due case con relative canne fumarie  e la seconda il primo piano e lo stato di una di esse. Come si può facilmente notare il manufatto é enormemente fatiscente al punto che ha richiesto interventi di stuccatura e ancoraggi con ferro filato, il cappello poi è letteralmente frantumato e mancante di buona parte del supporto che chissà in quanti pezzi si sarà frantumato che saranno stati portati chissà dove dal vento con conseguente sfibramento e rilascio di fibre nell’ambiente. inoltre il resto del cappello caduto è poggiato precariamente sul canna verticale e certamente appena ci sarà quel Favonio che spesso è di casa a Bovino chissà dove sarà trasportato frantumantesi e rilasciando nell’aria le mortali fibre. Inoltre (è questa una nota extra ma credo doverosa), allo stato, quel camino può essere causa d’intossicazione da monossido di carbonio, se ancora serve qualche camino attivo, per le persone che ne fanno uso essendo quasi totalmente ostruito ed i fumi non possono liberamente evacuare.

Le altre due foto invece ritraggono la parte superiore dell’ex comune  ora adibito a scuole con sede del liceo classico "LANZA" ed il primo piano del comignolo della canna fumarie della centrale termica di detto edificio. Crediamo non ci sia bisogno di commenti tanto è evidente lo stato di logoramento della parte superiore quasi completamente consumato quindi sfibramento attivo a tutti gli efetti e rilascio continuo nell’ambiente di fibre d’amianto per tutti senza che nessuno si sogna minimamene di porvi rimedio.

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Ma quel che più è importante è che il Sindaco in un intervista a un quotidiano ha affermato di aver bonificato tutti gli edifici comunali. Questa foto dimostra che la sua è una menzogna a tutti gli effetti. Ma non vogliamo darLe colpe per queste sciocchezze ma vogliamo semplicemente stuzzicarlo affinché prenda a cuore la situazione per il bene di quei cittadini che l’hanno chiamato ad amministrare la cosa pubblica, perché il problema esiste ed è gravissimo e non può in alcun modo il Primo cittadino ignorarlo.

PARLIAMONE MA SERIAMENTE…..

LE ULTIME PAROLE FAMOSE…………

Questo, quanto dichiarato dal Sindaco di Bovino al “QUOTIDIANO DI FOGGIA” il 31 luglio ultimo scorso. Ma a quanto sembra, parlare di amianto non piace molto, anche se la situazione amianto a Bovino è grave e non si può ignorare. Non ci si culli sugli allori che l’amianto in buono stato può restare, niente di più falso, la legge prevede la rimozione totale anche se non con urgenza, e bisogna comunque dimostrarne il buono stato e monitorarlo di continuo fino alla rimozione.

Il mese di agosto di tutto si è parlato, sono stati affissi tanti manifesti che per poco non si tiravano dietro le pareti, si è stati sempre impettiti in prima linea in qualsiasi manifestazione, e forse è stato anche giusto……….. ma è passato quasi un altro mese e non si è aperto bocca su una questione di vitale importanza. Le competenze lo ribadiamo, sono del Sindaco come abbiamo già detto nel nostro precedente post del 08 agosto scorso titolato “MENTRE A ROMA SI DISCUTE, SAGUNTO VIENE ESPUGNATA”. Il sindaco è la massima autorità sanitaria locale ed in questa veste ha l’obbligo di tutelare, con qualsiasi mezzo e ricorrendo a qualsiasi altro ente superiore, la salute pubblica. Quindi innanzi tutto si premuri a far intervenire l’Asl per un completo monitoraggio ambientale per assicurare tutti del non degrado dei manufatti in amianto esistenti in Bovino e caso mai intervenire in quei casi laddove necessita..

liceo_lanza_450_01 Questa in cattivo stato tra l’altro è la canna fumaria del liceo "LANZA" uno degli edifici comunale che da quanto affermato dal Sindaco dovrebbero essere stati tutti  bonificati.

Comunque quello a cui teniamo di più é che vengano controllate le manipolazioni abusive e i relativi smaltimenti durante i lavori di restauro perché i dintorni di Bovino stanno diventando una colossale discarica.

Nei giorni scorsi ancora una brillante canna fumaria in acciaio è sorta al posto di una eternit e quindi come al solito, situazione di pericolo per sfibramento durante la rimozione sia per gli operai che per gli abitanti della zona, e pericolo continuato per lo sfibramento dei pezzi rotti e buttati nella prima discarica abusiva come immaginiamo che sia avvenuta la cosa, non avendo visto come al solito nessuna manovra o condizione particolare che potesse far pensare ad una rimozione in sicurezza e al relativo smaltimento.

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 L’ultimo dei frequentissimi casi di manipolazione di manufatti di amianto senza sicurezza con conseguente discarica abusiva.

E così tra l’indifferenza di chi dovrebbe vigilare e provvedere che ciò non avvenga, i dintorni di Bovino si stanno saturando di rifiuti di amianto che si trovano in ogni dove è la legge “RONCHI” non presenta dubbi su come devono avvenire amministrate e da chi le discariche specie quelle di materiali inquinanti e nocivi, anzi da essa, chiaro traspare, che il sindaco, in veste di autorità sanitaria locale, può e deve adottare ordinanze contigibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare quei pericoli gravi che minacciano la salute pubblica. Quindi, cosa si aspetta?

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Nelle due foto sopra ,tegole e canali di amianto in due delle decine di discariche abusive che sorgono giorno per giorno nei dintorni di Bovino.

MENTRE A ROMA SI DISCUTE, SAGUNTO VIENE ESPUGNATA.

Parliamone, questo l’invito del Sindaco di Bovino, sulla questione amianto in un intervista rilasciata al “QUOTIDIANO DI FOGGIA”

 

Parliamone! E’ appunto questo, che stiamo facendo da diversi mesi cercando di sensibilizzare l’attenzione di privati, imprese e responsabili della salute pubblica su un problema gravissimo ma purtroppo ignorato, dimenticato, a volte snobbato, soprattutto da parte di chi è competente: Lo smaltimento dell’amianto o dei suoi derivati, che purtroppo come detto e ridetto, abbonda nella nostra città come dimostrato da tante foto nei nostri post precedenti. Quel che più importa però, è la manipolazione senza precauzioni e sicurezza e sopratutto l’abbandono di manufatti nelle varie discariche abusive che infestano la periferia del nostro paese. Questo appunto e soprattutto questo, abbiamo cercato di evidenziare nei nostri vari interventi preoccupandoci naturalmente anche del mancato monitoraggio ambientale mai effettuato, nonostante l’enorme quantità di materiali contenenti amianto, esistente in Bovino, molti dei quali sono in evidente stato di friabilità e sfibramento quindi pericolosissimi per la salute pubblica.

“ASBESTO: LA MORTE ALEGGIA SUI TETTI DI BOVINO” fu il titolo del nostro primo post sul Blog “VENTOAMICO”datato 03 dicembre 2009. In esso facevamo notare come a distanza di anni dalla legge che bandiva l’amianto, la regione Puglia era quella che insieme al Molise aveva fatto poco o nulla per la sicurezza amianto e né tantomeno gli enti locali si erano preoccupati di censire o monitorare l’ambiente a Bovino senza mai chiamare in ballo direttamente persone o amministratori contro i quali nulla abbiamo anche in considerazione dell’amicizia e della stima che nutriamo per quasi tutti loro e concludevamo molto semplicemente così: “Il nostro vuole essere un pro memoria e un appello per la sensibilità degli amministratori affinché prendano a cuore il grave problema per rendere migliore e vivibile il nostro paese”.

Non vedendo alcun risultato tangibile, e tenendo a cuore la nostra incolumità e quella dei nostri concittadini tutti, ritornavamo sull’argomento in data 03 giugno 2010 con post dal titolo: “BOVINO: RISCHIO AMIANTO” ed anche questa volt,a senza polemica di sorta, ribadendo un po’ gli argomenti del primo post evidenziavamo lo stato fatiscente di alcuni manufatti esistenti, ed ancora la mancanza di un censimento e di un monitoraggio ambiente, invitando l’amministrazione a rendere edotti cittadini e operatori sulla pericolosità dell’amianto magari con manifesti e postille nelle concessioni edilizie atte a prevenire lo smantellamento e lo smaltimento abusivo, concludendo così:

“Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi”.

Ribadivamo ancora col post “PER NON DIMENTICARE L’AMIANTO” in data 05 luglio 2010 la necessità di monitoraggio ambiente e l’intervento urgente in eventuali casi gravi se mai ne risultassero e mettevamo in risalto uno dei tanti interventi non in sicurezza e il relativo smaltimento di certo abusivo su una canna fumaria in eternit.

Ancora un intervento abusivo su materiale in eternit nell’ultimo nostro post in data 11 luglio 2010 titolato : “AMIANTO A BOVINO: LA STORIA SI RIPETE” per evidenziare un altro caso di manipolazione abusiva di manufatti in fibre di amianto ma il tutto comunque serenamente senza pregiudizi ed unicamente allo scopo di contribuire nel nostro poco alla salute pubblica.

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              Due delle numerose discariche abusive nei dintorni di Bovino con evidenti manufatti in eternit.

Tutta questa premessa, per chiarire alcune affermazioni del Sindaco di Bovino rilasciate al “QUOTIDIANO DI FOGGIA” che ci lasciano un po’ perplessi e qualcuna ci sembra anche forse un po’ lesiva nei nostri confronti che abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per chiunque:

1) Non abbiamo mai affermato o chiesto di inserire norme restrittive nelle concessioni edilizie ma semplicemente di ricordare quelle vigenti, e questo di certo non è pleonasmo soprattutto considerando che questo sistema e un pò usato dalla maggior parte dei comuni italiani, facendo si che, proprietari e operatori edili, vengano invogliati alla rimozione e smaltimento legale, tramite ditte autorizzate, di eventuali manufatti in amianto, avviando così una graduale bonifica dell’ambiente. Si eviterebbe in questo modo anche il problema di dover gestire un eventuale sito di stoccaggio da parte del comune.

2) Non abbiamo mai chiesto la rimozione dei manufatti di proprietà privata ben sapendo che non è necessaria la rimozione (anche se consigliata) di quei manufatti che risultano ancora in buono stato, ma solo un censimento e monitoraggio ambientale, ed è obbligo del comune chiedere tale monitoraggio alla ASL, ma questo non è stato mai fatto.

3) Si è mostrata la preoccupazione di dover sprecare soldi del comune per la pulizie e la bonifica di siti inquinati da privati, ma non ci si è preoccupati di far sì, e vigilare che ciò non avvenga, e purtroppo questa mancanza ha fatto in modo che questi siti spuntassero a decine nei dintorni di Bovino.

4) Si è messo in evidenza di essersi sforzati a creare un clima di dialogo attorno alla complessa questione, sulla quale, come detto sopra, abbiamo noi aperto il tema, ma si rileva che il confronto non può essere affidato ai post più o meno polemici e velenosi pubblicati in questi giorni. Ci sarebbe gradito sapere da quale nostro post in particolare si evince la polemica e lo sprigionarsi del suddetto veleno. Evidentemente sono solo modi di mettere in mala luce chi cerca di prodigarsi per il bene comune e cercare di nascondere le proprie responsabilità.

5) Si è chiesto di far luce sulle competenze istituzionali e questo ci preoccupa molto. Non è molto rassicurante da parte di una amministrazione essere all’oscuro di leggi e competenze che riguardano la salute pubblica. Tutti sappiamo che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale e che in questa veste, il sindaco può e deve adottare ordinanze contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Basta questo a chiarire a chi competono certi obblighi e a far si che ci si rimbocchi le maniche e si cominci ad operare per il bene comune, senza tergiversare o giocare a scarica barile.

In questo nostro intervento forse appare un pò di polemica e di certo non vuole essere tale ma soltanto un piccolo chiarimento ed ancora uno sprone ad operare prontamente almeno per un monitoraggio ambiente che potrebbe anche risultare positivo ed è quello che cerchiamo per essere sereni. Soprattutto insistiamo ancora sul controllo delle discariche abusive almeno di quelle che riguardano questo micidiale materiale che molte volte viene tritato,con maggior pericolo e nascosto sotto altri rifiuti o addirittura interrato.

Continueremo nel prossimo post per chiarire meglio le competenze e le modalità di rimozione soprattutto per chiarire la tesi errata che dà, come controproducente intervenire su materiali ancora in buono stato (ammesso che ce ne siano). Cercheremo di dare qualche ragguaglio più preciso, in virtù della nostra esperienza in materia, per aver operato e collaborato anche se non direttamente, ma parallelamente con imprese e tecnici specializzati nella bonifica di industrie e di alcuni condomini.

Intanto mi auguro che più che parlarne, si cominci ad operare, onde evitare che mentre si parla…. Sagunto venga rasa al suolo.

BOVINO: RISCHIO AMIANTO.

Centinaia ancora i camini di eternit sui tetti di Bovino

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Guardando i tetti di Bovino la cosa che più colpisce sono le centinaia di canne fumarie, la maggior parte di esse ancora in eternit, materiale usato nei decenni scorsi per camini, coperture, contenitori di acqua eccetera.

Venivano denominati eternit, dal nome dell’azienda che li produceva, i manufatti ottenuti con la mescola di cemento e fibre di amianto, con una forte resistenza alla trazione, all’usura e al fuoco. Trovarono quindi facile e larghissimo impiego nelle costruzioni soprattutto nel trentennio dal 1960 al 1990 anche perché venivano prodotti come coperture piane e ondulate, lastre perimetrali , tubazioni, canne fumarie e serbatoi per acqua.

Purtroppo da appropriati studi e ricerche, risultò la pericolosità dell’amianto come materiale fortemente cancerogeno e apportatore di tumore ai bronchi e alla pleure nel caso di inalazione di fibre e con la legge n. 257 del 27 marzo 1992 veniva vietato in Italia l’estrazione, l’esportazione, l’importazione, il commercio e la produzioni di manufatti o altro contenente amianto. La stessa legge conteneva le direttive per la difesa e il risanamento di aree, fabbriche, edifici e quanto altro interessato dall’amianto.

In particolare il comma 1 dell’articolo 12 recita così:

1. Le unità sanitarie locali effettuano l’analisi del rivestimento degli edifici di cui all’articolo 10, comma 2, lettera l) avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli uffici tecnici degli enti locali.

A circa 20 anni dall’entrata in vigore della suddetta legge, Bovino (non pensiamo che altrove la situazione sia migliore), è imbottito completamente di amianto, i tetti, come si nota dalle foto, sono cosparsi di camini in eternit,. Molte canne fumarie si innalzano lungo le pareti di diverse case e, diverse sono anche le coperture in cemento-amianto, in molte abitazioni esistono ancora i serbatoi di riserva acqua in eternit.

Sappiamo che allo stato di buona conservazione non esistono pericoli gravi ma è anche certo che allo stato di sfibramento l’amianto significa morte……… e lo sfibramento è facile a causa del tempo, delle intemperie, delle vibrazioni, sia pur minime, degli edifici al passaggio di auto e soprattutto dell’azione del vento che a Bovino non è certamente un dolce zefiro primaverile. Ma poi, basta guardarsi intorno per vedere lo stato fatiscente di tanti manufatti in amianto esistenti nelle case di Bovino. Come mai dopo tanti anni chi predisposto non ha mai effettuato un censimento degli edifici interessati o qualche monitoraggio ambientale per controllare la situazione? La salute pubblica non è forse un’ obbiettivo primario?

Come mai nei permessi o licenze di ristrutturazione degli edifici non si è messa la condizione di rimozione dell’amianto?

La mortalità per cancro a Bovino (come altrove) è elevata e non sappiamo se inconsciamente qualcuna sia avvenuta appunto per questi motivi……

Non vogliamo con questo creare allarmismo ma soltanto sollecitare chi competente a prendere al più presto le dovute misure di sicurezza prima che sia troppo tardi.

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Due casi di palese sfibramento dell’amianto: Passare nei dintorni in caso di vento, anche l’inalazione di una sola fibra significa cancro.