SCOPERTA DI UN INSEDIAMENTO PREISTORICO A BOVINO (FG)

LA STRAORDINARIA SCOPERTA  E’ AVVENUTA NEL 2010  IN LOCALITÀ   “TEGOLE” DEL COMUNE DI BOVINO, ZONA INTERESSATA ATTUALMENTE ALLA COSTITUZIONE DI UN PARCO EOLICO.

Il sorgente parco eolico in località “TEGOLE” di Bovino (Fg) dove è avvenuta la scoperta.

 Organizzata dalla locale sezione dell’ Archeoclub d’Italia, si è svolta giovedì 18 ottobre 2012 la conferenzaLe Colline del vento. La scoperta del grande abitato dell’età del rame di Tegole. Relatrice la dottoressa Anna Maria Tunzi Sisto della Soprintendenza Archeologica della Puglia.

Anna Maria Tunzi

   Esordendo con la constatazione e la convinzione che il territorio di Bovino è ricchissimo di testimonianze preistoriche  straordinarie per interesse e importanza, note e  ancora da scoprire, la relatrice ha riferito che, a seguito di una campagna di scavi archeologici, eseguiti sotto la sua direzione nel 2010, nella località Tegole, area interessata ad un costituendo Parco eolico, sono state rinvenute presenze di eccezionale interesse di età preistorica con strutture altamente significative, in particolare nella zona di influenza dell’aerogeneratore contraddistinto col n. 26. In conseguenza di ciò la Soprintendenza, ritenendo la proposta progettuale avente un evidente impatto distruttivo in un sito di interesse archeologico, ha espresso parere negativo ai lavori, e l’intenzione di avviare l’istruttoria per l’emanazione di un provvedimento di tutela ai sensi del D. Lgs. 42/2004, relativo all’ area destinata alla turbina 26, chiedendo ed ottenendo lo stralcio  della stessa dal progetto del parco eolico. Per i siti destinati alle altre turbine le cui indagini preliminari hanno evidenziato presenze di età preistorica  non definibili come tipologia e datazione per la mancanza di approfondimenti stratigrafici, ha richiesto l’avvio, a cura della società proponente il parco,  delle attività di verifica delle preesistenze. Verifiche che, allo stato attuale, nonostante  l’avvenuta installazione di  già n. 4 aerogeneratori,* non ha ancora provveduto ad espletare. Proseguendo  ha illustrato e  spiegato  con dovizia di particolari  e in maniera appassionata e  coinvolgente,   l’eccezionalità  della scoperta. Un grande insediamento umano risalente all’età del rame, IV millennio a.C.. Un esempio unico in Italia. Ceramiche, resti di strutture murarie realizzate, come barriere, per salvaguardare le abitazioni (capanne) dall’imperversare del vento, molto presente nella zona anche a quei tempi, e segni evidenti di un sistema insediativo e di una organizzazione territoriale riconducibile al Neolitico. Ha concluso con l’esortazione che necessita , da parte dei cittadini,  una  doverosa partecipazione e un controllo più vigile  alle  trasformazioni che interessano il proprio territorio se si vogliono salvaguardare le enormi e preziose  risorse che possiede.

Un momento della conferenza.

    Alla platea dei convenuti , che ha ascoltato con viva attenzione e gioiosa meraviglia,  non è rimasto altro che provare, accanto all’ orgoglioso entusiasmo e alla soddisfazione  di essere venuti a conoscenza del ritrovamento nel proprio territorio di una testimonianza così eccezionale, la delusione e il disappunto  per la mancanza di sensibilità culturale dell’amministrazione comunale che, pur consapevole di tale importante rinvenimento, non si è curata di comunicarlo alla popolazione  bovinese, o, constatata la sua rilevante importanza, di disporre una interruzione cautelativa  dei lavori di installazione delle turbine. Si è premurata solo di concludere tacitamente l’aspetto finanziario ed economico dell’operazione eolica, senza rendersi conto  di avviare, così  facendo, un’azione di  impoverimento e distruzione di un patrimonio inestimabile che appartiene all’intera Comunità.                                                                                                                    

Sabato Antonio Marseglia

* Nota di Ventoamico: Da due giorni risulta in opera anche il quinto generatore (Il 26?).

LA TRUFFA DELLE PALE EOLICHE.

Arrestato il padrone del vento: Oreste Vigorito

Post n°51 pubblicato il 10 Novembre 2009 da no_eolico_selvaggio

Oggi è una di quelle giornate che ricorderò per tantissimo tempo.

Per festeggiare l’arresto di Oreste Vigorito, il padrone del vento più importante della Provincia di Foggia, ho stappato una bottiglia di un favoloso Passito di Caluso, che avevo riservato per le occasioni speciali, e l’ho  accompagnata con uno squisito mostacciolo comprato da De Chiara.

eolico

Uno sballo unico, come quello che mi è preso quando mi hanno comunicato la notizia dell’arresto dell’avvocato avellinese, presidente della squadra di calcio del Benevento e padre padrone della IVPC, l’azienda che ha installato decine di pale in provincia di Foggia (leggi qui per una panoramica sulla truffa eolica in Capitanata ), creando pochissimi posti di lavoro (leggi qui) e realizzando profitti stratosferici (leggi qui quanto rende una pala eolica)

Sui reati ambientali non sono un garantista,  sono abbastanza political incorrect e, la condanna giusta per questo imprenditore che, frodando risorse pubbliche ha devastato ettari di territorio in Capitanata, dovrebbe prevedere 1 anno di galera per ogni pala piantata nella nostra terra.

Il sistema che utilizzava per convincere a installare pale, lo spiega lo stesso Vigorito nel filmato: assumeva i figli dei sindaci e dei tecnici comunali nelle sue aziende e, nel Subappennino dauno, ne ha assunto parecchi.

I primi impianti che ha realizzato risalgono a circa venti anni fa, sono facilmente riconoscibili perché hanno la base metallica, sono sotto 1 MW di potenza  e hanno occupato i crinali più belli del Subappennino.

Continuano a generare profitti incredibili perché i contratti venivano chiusi con percentuali dell’ordine dell’1% e con poche centinaia di euro per i contadini proprietari dei terreni.

  Nell’inchiesta sono coinvolte  ben 12 società (9 con sede in Avellino e 3 ubicate in Sicilia) beneficiarie di contributi per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.

I carabinieri e la finanza hanno fatto anche un giretto di controllo nei magazzini della IVPC di Alberona e non si hanno notizie degli esiti della perquisizione. 

Il meccanismo della truffa consisteva nel dimostrare il possesso dei terreni sui cui realizzare gli impianti e di avere enormi disponibilità finanziarie da destinare al progetto.

La titolarità dei terreni, all’atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni mentre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, si attestavano fondi inesistenti all’estero.

Sono state sequestrate185 pale eoliche,  per un valore totale di euro 153.227.516.

La disposizione legislativa violata è la legge 19 dicembre 1992 nr. 488 che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell’Unione Europea.

Oreste Vigorito ha costruito la sua fortuna con capitali americani e giapponesi ed è stato un  gran finanziatore di un altro avellinese, caduto in disgrazia come lui: Clemente Mastella.

Ha usufruito attraverso la IVPC di finanziamenti dalla legge  488 per centinaia di milioni di euro.

Nel 2007 ha venduto al  colosso britannico IP, International Power, al prezzo stratosferico  di un miliardo e 830 milioni di euro la maggior parte dei parchi eolici di sua proprietà.

Con Oreste Vigorito  è stato arrestato anche Vito Nicastri, definito dal Financial  Times “il signore del vento (leggi qui intervista),  suo rappresentante in Sicilia (leggi qui) e già indagato per corruzione negli anni ‘90 (ma allora riuscì a cavarsela col patteggiamento).

Speriamo che questi siano i primi di una lunga serie di arresti per ristabilire un pò di ordine  in quella che in tempi non sospetti ho definito la grande truffa eolica. 

Pasquale Trivisonne

——————————————————————————————-

TRUFFE: SEQUESTRATI 7 PARCHI EOLICI, 4 ARRESTI

Maxi-truffa nel settore eolico. L’indagine della guardia di finanza, confluita in quella che è stata definita ‘operazione Viacolvento’, ha portato all’esecuzione all’alba di quattro ordinanze di custodia in carcere (a Napoli, Alcamo, Avellino ed Enna) per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, a conclusione di una complessa indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino. L’operazione ha portato nel tempo al sequestro di 7 parchi eolici, di cui uno a Ploaghe, in provincia di Sassari, riconducibili a 9 società.

Da: "LA REPUBBLCA".

EOLICO E (MISERIA) POLITICA.

Quando permea il confronto democratico e il futuro del territorio.

L’eolico industriale, è noto, è fonte di lauti guadagni per le società. Grazie alla scarsità di regole, gli interessi facili, in parte trasferiti sul territorio, condizionano anche il confronto democratico delle piccole comunità, a partire dai piccoli agricoltori per finire al cittadino, magari abbagliato dalla rimozione dell’ICI. Si parte dal basso, con i contatti e i contratti capestro, quelli che opzionano l’uso sulle aree, che si possono mercanteggiare con altre società e che inducono le aspettative finanziarie per gli agricoltori. Con il rischio ventilato dell’esproprio.

Allora le fonti rinnovabili diventano bandiera politica MA solo per il “denaro”, ormai unico parametro discriminante; nei consessi comunali e nei comizi di paese tutti sono paladini delle energie “pulite”.

Purché a fronte di succulente royalties! Sembra ormai che solo con quelle si possa mantenere la macchina pubblica ! E allora … più pale per tutti !… Ovunque e comunque.

Questo genere di dialettica, di politica che ha ben poco di ambientale, irrompe nella vita dei piccoli enti locali portando l’inganno della falsa ricchezza o il ricatto dei presunti, molto presunti, posti di lavoro. Insidia il pensiero della gente e condiziona le giunte comunali in maniera strisciante. Il Sindaco di una piccola comunità può dire di no a 20-30 famiglie investite da tali interessi?

Ci vuole coraggio. Quello della Politica vera, che fa del territorio e dell’ambiente il vero capitale per la popolazione e le sue generazioni.

Poche realtà coraggiose hanno deciso di programmare un futuro a lungo termine evitando la “consegna” irrimediabile del territorio in cambio di un effimero piatto di lenticchie.

All’accondiscendenza amministrativa-politica che ha determinato il degrado di interi comprensori come nei comuni di Roseto, Faeto, Troia, Rocchetta e tanti altri già ipotecati, fa da contraltare San Paolo di Civitate distinguendosi per cautela e illuminismo nella gestione dei propri valori territoriali irriproducibili (natura, storia, agricoltura di qualità, agriturismo, ecc).

A Bovino, invece, la situazione è emblematica! L’Amministrazione comunale è caduta mesi or sono, e le discussioni sull’eolico sono state determinanti: quale società, quale convenzione? Quante torri eoliche? Di più? Quanti soldi ? Di più?

Oltre 30 mln di euro il fatturato prevedibile solo per uno di quei progetti. Per la società.

La LIPU, cosi come Italia Nostra, nel frattempo inoltrava proprie “osservazioni” per controdedurre ai progetti presentati nell’agro bovinese.

Osservazioni mai trasmesse agli uffici Regionali, i cui dirigenti esprimevano i “soliti” pareri privi di V.I.A. senza voler prendere atto di un iter opinabile, nemmeno su palesi dimostrazioni della LIPU.

Per fortuna interveniva il sopraggiunto commissario prefettizio di Bovino che, con la libertà di non dover mediare interessi particolari, faceva salvi diritti giuridici inalienabili e invitava ad “annullare senza indugio” l’iter comunale illegittimo.

Oggi ecco le elezioni a Bovino e nel programma di uno schieramento candidato, si leggono le indicazioni previste per la gestione delle risorse con un chiaro obiettivo, a cui addirittura subordinare la realizzazione di tutti i punti programmatici presentati : ….. l’unica fonte certa e cospicua di finanziamento è costituita dalla realizzazione di parchi eolici e questa Amministrazione ha intenzione di realizzare gli stessi cercando di ottenere il massimo beneficio economico con il minor disagio ambientale possibile….

In altri termini, il costo obbligato perché si assuma il “dovere” di amministrare è quello di realizzare un po’ di piantagioni eoliche, di parchi eolici (non uno solo, naturalmente !).

Questo sbrigativo approccio al governo del territorio, in stretta funzione del denaro che se ne può ricavare, non può lasciare indifferenti e non può che rammaricare: implicitamente equivale ad affiggere il cartello “S-Vendesi” su uno degli ultimi agri comunali che fortunosamente non ha ancora conosciuto l’aggressione eolica.

La LIPU auspica che il voto delle piccole comunità, a Bovino come altrove, possa essere invece occasione per valorizzare un territorio che merita ben altre attenzioni, a beneficio della collettività, e non cada, invece, in quella pseudo-politica ambientale che si è imposta a margine di una  speculazione, paradossalmente proprio sulle fonti rinnovabili, a vantaggio di pochi. Questo genere di politica non può che essere definita come “miseria politica”.                                          

LIPU – Sezione prov.le Foggia

Tratto da: www.nardino.it

 

PRESTO L’EOLICO A BOVINO.

PRESTO L’EOLICO A BOVINO.

Mentre un pò dappertutto si sta dichiarando guerra all’eolico, a Bovino si sta per dare il benvenuto ad un progetto di insediamento di questi orrendi mostri eolici che tanto deturpano l’ambiente.

Difatti è di qualche giorno la notizia (io l’ho appresa scorrendo il sito: www.nardino.it ) che è stato affisso un avviso (di modestissime dimensioni) sui vetri della porta del Comune, annunciante appunto il deposito del progetto per tale insediamento da parte della "AVALON ASSETS" di Londra.

E’ facile dunque arguire che, se non ci sarà una viva protesta da parte di tutta la cittadinanza, fra qualche mese o forse meno (spuntano come i funghi queste torri eoliche), i nostri crinali e forse anche le nostre pianure, saranno invasi da questi giganti che deturperanno in modo catastrofico quelle amenità che ci circondano e delle quali siamo orgogliosi, offendendo tragicamente lo sguardo di chi smarrito si guarderebbe intorno vanamente, alla ricerca di quei quadri naturali che tanto deliziavano e riposavano la vista per scoprire che sono stati rimpiazzati da altri…  "orribili a veder e tremendi a dirsi":

Uno spettacolo simile, prossimamente, potrebbe presentarsi al nostro sguardo, se non ci sarà una ferma opposizione da parte di tutti i Bovinesi.