DAL LIBANO A BOVINO CON AMORE

ANCORA UNA VOLTA, UNA FOLTA SCHIERA DI PELLEGRINI LIBANESI AI PIEDI DELLA STELLA DELLA DAUNIA

 

Domenica, 1 luglio 2012, circa 200 pellegrini libanesi giungeranno al Santuario di Valleverde a rendere omaggio, come già avvenuto il 3 luglio dello scorso anno, alla Beata Vergine “Maria SS. di Valleverde.”

Il gruppo fa parte dell’Associane “ Amici di 241205_223740267652988_136859929674356_937551_5452061_o1Santa Veronica, figli di Maria”   diretta dal carissimo fraticello Fra Emanuele tanto devoto della Madonna di Valleverde e che, tante manifestazioni ha fatto al nostro Santuario.

Proveniente  da San Giovanni Rotondo, il gruppo, dopo una sosta ristoratrice, offerta dal devoto amico del nostro Santuario e di Santa Veronica, sig. Giuseppe D’Aloia di Foggia, all’agriturismo Tenuta Capaccio di Bovino,  arriverà al Santuario intorno alle ore 16,00 guidato da tre eccellentissimi vescovi e numerosi sacerdoti libanesicon il seguente programma:

16,30  S.Rosario meditato.
17,15   Catechesi
18,00   Santa Messa presieduta da Sua ecc.za rev.ma Antonio Beyluni (vescovo libanese)

Tutti sono invitati a partecipare alla manifestazione per onorare insieme ai cari amici provenienti da lontano la nostra cara Madre e dare loro un segno di stima e di amicizia.

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Nella foto sotto un momento dell’incontro dello scorso anno 3 lulio 2011.

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DAL LONTANO LIBANO A VALLEVERDE.

Uno straordinario ed eccezionale evento domenica 3 luglio p.v. a Valleverde.

 

Fra Emanuele

Oltre cento persone, quindici sacerdoti e tre eccellentissimi vescovi, tutti libanesi, perverranno in pellegrinaggio, domenica 3 luglio, al Santuario di Valleverde per pregare ai piedi della Stella della Daunia. Il pellegrinaggio sarà guidato dal carissimo Fra Emanuele, innamoratissimo della SS. Vergine di Vallerde che già in altre occasioni è stato protagonista di grandi manifestazione al nostro Santuario:  Qualche anno fa, ha portato pellegrina la Madonna di Fatima con a seguito numerosi fedeli provenienti da ogni parte d’Italia e recentemente il 22 maggio scorso, con gli “Amici di S. Veronica”, provenienti da Città di Castello e da altre parti d’Italia ha portato nel santuario, le reliquie di S. Veronica Giuliani e la statuetta di Maria bambina che più volte si incarnò tra le mani della Santa e una volta le parlò. Domenica quindi, (dopo aver pranzato al ristorante dell’agriturismo “TENUTA CAPACCIO’‘) si recheranno al Santuario dove, con preghiere animate da Fra Emanuele, i fedeli del Libano onoreranno la Regina della S. Speranza. E’ prevista anche un’ora di adorazione eucaristica. Alle ore 18, concluderà la giornata la  solenne concelebrazione dei sacerdoti libanesi che sarà presieduta dai dei tre vescovi e le letture avverrano in arabo e in italiano.

 

 

 

DON ERNESTO: ‘I MONTAGUTESI, GLI UNICI ANCORA A PIEDI A VALLEVERDE’

UNA CHIACCHIERATA DI MICHELE PILLA, DIRETTORE DI MONTAGUTO.COM, CON DON ERNESTOD’ALESSIO PARROCO DEL SANTUARIO DI VALLEVERDE.

Si chiama don Ernesto D’Alessio, il parroco e rettore del Santuario di Valleverde, uno dei più famosi Santuari Mariani d’Italia dalle antiche origini (1266). Don Ernesto fu annunciato e presentato al popolo di Bovino domenica 7 ottobre 2007, da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francesco Tamburrino, Arcivescovo della Diocesi Foggia-Bovino, durante l’omelia in Cattedrale in occasione della festa di San Marco d’ Eca, 9 mesi dopo la dipartita di Don Giuseppe Salerno. Da quattro anni, dunque, don Ernesto guida il santuario meta del famoso pellegrinaggio dei fedeli montagutesi.

Che, curiosità, sono ormai gli unici a recarsi in processione ancora a piedi. E’ lo stesso don Ernesto a sottolineare la grande fede dei nostri paisà. Il 66enne parroco originario di Colli a Volturno, provincia di Caserta, è un devoto di Don Giustino Russolillo, ora beato, fondatore dei Padri Vocazionisti, che ne curò la vocazione. Fu proprio grazie a lui che entrò nel Vocazionario di Posillipo a Napoli, a soli dieci anni, dove terminò le scuole elementari.

Abbiamo fatto una chiacchierata con don Ernesto, il giorno dopo la processione, e ci ha raccontato cose molto interessanti. «Conoscevo già il santuario, ma starci dentro è diverso e mi trovo molto bene, è un ambiente tranquillo, c’è molta pace e serenità». Per quanto attiene Montaguto, ci ha parlato del compianto don Federico: «Lo conobbi personalmente ed era un uomo semplice che si faceva voler bene da tutti. Veniva spesso a trovarci, ci chiedeva aiuto e il mio confratello, don Gerardo, lo ha sempre assistito. C’era già questa amicizia, anche il confratello che fondò il santuario era molto legato a lui». Dei montagutesi apprezza molto «questo loro attaccamento, questa grande gioia per questo cammino religioso. Fino allo scorso anno erano gli unici a percorrerlo esclusivamente a piedi». A proposito di Montaguto, don Ernesto ci ha parlato dell’armata verde: «E’ un’associazione mariana nata a Valleverde, fondata intorno agli anni 70 da don Giuseppe Salerno, mio predecessore. Il tesseramento si faceva proprio a Montaguto. I fedeli mi hanno chiesto di ripristinarla».

Sull’ordine dei Cavalieri del Santuario di Valleverde di Bovino: «Sono venuti oggi perché dovevano scendere da Bovino la prima domenica, ma non hanno potuto a causa del maltempo, e così sono venuti oggi (ieri, ndr). Si tratta di un gruppo nato quasi spontaneamente, caldeggiato dal parroco della cattedrale, che ha voluto rendere culto al santuario e si sono costituiti in associazione da poco». A proposito di don Giustino Russolillo: «La sua opera è molto attuale nella Chiesa, si è occupata di vocazioni. La sua congregazione nacque con lo scopo di aiutare i più poveri a diventare sacerdoti. E a questo proposito voglio lanciare un appello: se qualcuno si trova in questa situazione, sappia che ci sono i padri vocazionisti che aiutano. Era questo il carisma di don Giustino. E se sono sacerdote lo devo a lui. Ero ragazzino e non potevo andare in seminario. Lui lo venne a sapere perché una suora gli scrisse e lui mi fece chiamare a Napoli. Il mio grande rammarico è che non l’ho mai conosciuto personalmente, ero solo un ragazzino di dieci anni. Ho scoperto da poco che anche lui è entrato in seminario a dieci anni. Da qualche mese don Ernesto ha ricevuto un altro incarico.

«La nostra congregazione si è molto estesa. C’era la necessità di costituire l’Italia in provincia religiosa e canonica. C’è stata questa nuova entità ecclesiastica e io sono stato eletto vicario del consiglio della prima provincia vocazionista italiana, molto vasta».

E allora grazie a don Ernesto per tutto quello che fa ogni giorno e per il tempo che ci ha dedicato. Un sentito grazie anche all’amico Pasquale Garofalo, preziosa fonte d’informazione tramite il blog Ventoamico (GUARDA QUI).

Michele Pilla

TRATTO DA: montaguto.com