L’ IMMORTALITÀ UMANA SARA’ POSSIBILE ENTRO IL 20045

Nel 2045 riusciremo a raggiungere l’ immortalita! Questo è quello che sostengono degli scienziati russi, secondo cui riusciremo a raggiungere l’ immortalità entro tale data. Per ottenere tale risultato questi scienziati hanno presupposto che il nostro cervello potrà essere trasferito dentro un avatar meccanico, quando il nostro corpo cesserà di vivere. Gli scienziati russi, hanno suddiviso questo processo in quattro fasi, che inizieranno nel 2015, cioè quando verrà ultimata una copia perfetta di un corpo umano robotico, che verrà controllata a distanza da un cervello umano, cosa già fattibile per altro.

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Il secondo passo prevede che entro il 2025, riusciranno a trapiantare un cervello umano dentro un avatar robotico.

La terza fase, inizierà nel 2030, o al massimo nel 2035, e permetterà all’ avatar robotico di ospitare le informazioni cerebrali umane e di essere pienamente cosciente.

La quarta fase, cioè quella finale, sarà quella di ultimare i possibili difetti di questa procedura e di affinare i metodi per ottenerla, e allora sarà possibile ottenere l’ immortalità cerebrale.

Qui però subentrano i fattori etici, in quanto questi scienziati non possono sapere se assieme al cervello verrà trasferita l’ intera personalità del soggetto, e se questo proverà pulsioni di qualsiasi tipo, come quelle sessuali, o in generale emozioni, in quanto queste vengono prodotte dal corpo umano, e non solo dal cervello. Chissà, se approfondiranno anche questi aspetti.L’imortalita?

Source: RisorseGeek

SPUNTA UNA CRIPTA A BOVINO…?

L’IMPROVVISA NOTIZIA DELL’INAUGURAZIONE DI UNA CRIPTA,  SCOPERTA  SOTTO LA CATTEDRALE DI BOVINO,   FA RIMANERE ATTONITI, PERPLESSI ED INCREDULI I CITTADINI TUTTI.

La Cripta... (foto di Fernando Silvestri)

La notizia è apparsa sul settimanale diocesano “VOCE DI POPOLO” del 4 maggio ultimo scorso e noi ve la riportiamo sic, senza commento, lasciando a voi ogni deduzione e conclusione:

 

Aperta al pubblico la cripta della Cattedrale di Bovino

UN PATRIMONIO PER TUTTI

RECUPERATA E RISISTEMATA DAL PARROCO DON STEFANO CAPRIO

     Il 28 aprile, alla presenza del rettore dell’Università di Foggia prof. Giuliano Volpe, delle autorità e di una grande folla di fedeli e visitatori, è stata aperta al pubblico la cripta sotterranea della sacrestia nella Concattedrale di Bovino, recuperata e risistemata dal parroco don Stefano Caprio grazie all’opera paziente e generosa di un’archeologa russa, la prof.ssa Olga Kvirkvelija e con l’aiuto volontario di molti parrocchiani, soprattutto di ungruppo di ragazzi entusiasti delle scuole medie e dei loro genitori. Negli ultimi anni, infatti, proprio il desiderio dei più giovani di conoscere la storia della propria chiesa madre ha permesso di riscoprire tesori di cultura, d’arte e di storia inaspettati per gli stessi bovinesi. Il locale sottostante la sacrestia era infatti semplicemente otturato da una botola, usata negli anni come discarica di ogni genere di materiali, mentre in essa si conservano antiche sepolture che, grazie all’opera di pulizia e di recupero, si sono rivelate una vera miniera di informazioni.
    La cripta, ora nuovamente accessibile attraverso la scala settecentesca davanti all’attuale sacrestia, faceva parte di un complesso di locali più volte ristrutturati nel corso dei secoli, e definitivamente rifatti nella metà del Settecento dal vescovo più illustre della storia dell’antica diocesi di Bovino, il beato Antonio Lucci. Si è così potuto ricostruire il percorso storico che, dall’antica cattedrale dell’VIII secolo,ha portato nel 1194 all’erezione della chiesa patronale dedicata a San Marco d’Eca per la custodia delle sue reliquie e nel 1230 della Cattedrale dedicata alla Madonna Assunta in Cielo. Si è poi evidenziato lo sforzo fatto dai vescovi di Bovino a partire dalla fine del Cinquecento (Giustiniani, Galderisio, Ceraso e infine ilLucci) per adeguare il complesso architettonico delle due  chiese alle esigenze devozionali e liturgiche raccomandatedal Concilio di Trento, nei secoli  delle riforme moderne in cui Bovino fu affidata al governo dei duchi di Guevara, una famiglia spagnola molto legata ai re di Napoli.
    La cripta ora visibile fu ricavata infatti accanto alla cappella del Santissimo Sacramento, aperta per favorire il culto eucaristico tridentino, ora sigillata e che meriterebbe di essere riaperta con un vero e proprio scavo archeologico. Il beato Lucci vi trasferì i resti delle sepolture che giacevano sotto il pavimento del cappellone di San Marco, che egli fece abbassare per ricavare lo spazio necessario alla nuova sistemazione del tempio.
    Si tratta di alcune decine di corpi databili dalla fi ne del XIV alla metà del XVIII secolo, sul cui scheletro sono stati trovati frammenti dei vestiti (in alcuni casi quasi interi), con relativi oggetti quali monete, bottoni, fibbie, scarpe, fiocchi, cappelli, pettini e tanto altro ancora. Dopo uno scrupoloso lavoro di analisi, le ossa sono state nuovamente interrate nella stessa cripta, ora trasformata in sala di esposizione dei ritrovamenti. I frammenti delle antiche vesti sono stati per quanto possibile ricomposti, ottenendo una quindicina di esempi di “storia della moda” e della civiltà bovinese.
      Per la maggior parte di queste ossa è impossibile determinare a chi appartenessero per mancanza di dati, ma a giudicare dagli abiti di seta e dalla grande quantità di bottoni si può presumere che fossero persone di alto rango. Per le datazioni sono importanti le medaglie con l’effigie dei re e delle regine di Napoli, dove troviamo le due Giovanna, Alfonso I, Ferrante I, Carlo Durazzo, Filippo II, Federico I e Luigi XII, che confermano le date tra il 1352 e il 1554, cioè nel periodo tra i Loretello e i Guevara.
    Tra i resti abbiamo un personaggio in vesti militari, probabilmente Don Francesco De Guevara de Aragona, nei libri parrocchiali segnato come “di anni 35 circa che il 10 maggio 1642 fu ucciso, e venne sepolto nella cattedrale”.
   Il prof. Volpe, complimentandosi con i parrocchiani per la lodevole iniziativa, ha sottolineato l’eccezionalità del ritrovamento, auspicando che si possa proseguire l’opera con il pieno sostegno dell’Università e delle istituzioni, che permettano di conservare al meglio quanto è stato recuperato e di progredire in questo cammino di restaurazionedella memoria. A tale intenzione si sono associati il sindaco di Bovino, sig. Michele Dedda e glistessi bovinesi, che hanno anche rivolto al Comune un appello per concedere alla prof.ssa Kvirkvelija la cittadinanza onoraria di Bovino “per riconosciuti meriti culturali”.
     La cripta è visitabile ogni giorno, su richiesta degli interessati.

Da: VOCE DI POPOLO n.17 del 4 maggio 2012.

L'archeologa russa Olga Kvirkvelija